di C.F.
Italmatch e variante in riduzione al Piano regolatore generale, agli uffici tecnici anche l’osservazione ufficiale del senatore Stefano Lucidi (M5s). Nel mirino del parlamentare torna il testacoda sulla delocalizzazione dell’azienda chimica compiuto dalla precedente amministrazione comunale nell’estate del 2017, quando il municipio di Spoleto e l’azienda chimica arrivarono a un «accordo sull’ampliamento del sito – dice Lucidi – che non è più efficace, primo perché è venuto meno il vincolo di approvazione della variante del Prg entro il termine di dicembre 2017, ed è quindi decaduta non solo la validità tecnica dell’atto, ma anche la volontà politica di procedere, non avendo appunto la Giunta di allora dato seguito a quell’intento tecnico e politico». Tuttavia la variante al Prg, sostanzialmente così come ereditata, ha incassato un mese fa il primo via libera del consiglio comunale.
L’accordo del 2017, come emerso già allora, riconosce all’area la classificazione industriale e quindi produttiva su 36.900 metri quadrati, mentre il Prg del 2008 prevedeva la delocalizzazione del sito produttivo che si allarga vicino alla stazione ferroviaria, che invece nello strumento urbanistico previgente, cioè quello del 1988, pesava 47 mila metri quadrati. Nella variante approvata nelle scorse settimane all’unanimità è anche prevista la realizzazione di «due nuove superfici utili coperte per produzioni, che non determinano un aggravio del preesistente livello di rischio di incidente rilevante, e stoccaggio di sostanze pericolose e non pericolose». Nel documento si legge anche che «eventuali nuovi fabbricati saranno destinati solamente allo svolgimento di attività relative ai servizi di manutenzione dello stabilimento e per stoccaggi».
Sulla delocalizzazione prevista dal Prg del 2008 il testacoda di dieci anni dopo si è consumato anche a seguito del ricorso presentato al Tar dalla Italmatch, che nel 2013 ha vinto la battaglia di primo grado. In questo senso Lucidi sostiene che «sull’ampliamento del sito produttivo dell’azienda Italmatch uno dei due siti industriali ricadenti nel perimetro legislativo della Direttiva Seveso, sul quale resta pendente presso il Consiglio di Stato il ricorso del Comune avente ad oggetto o come fine ultimo quello della delocalizzazione della fabbrica». Per questi e altri motivi il senatore spoletino del M5s annuncia che «nelle prossime ore una osservazione ufficiale con richiesta di chiarimenti sull’iter e sul futuro di questa vicenda che accompagna e condiziona la vita della città di Spoleto da troppo tempo».
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