di C.F.
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Dopo le dimissioni del segretario del Pd Andrea Bartocci, nel cosmo del centrosinistra spoletino, si registra anche il passo indietro della coordinatrice di Sel Alessandra Massari che, oltre a far i conti con la sconfitta della coalizione e del candidato Rossi, è costretta anche a prendere atto del «basso gradimento» per il partito che guida dal 2011 per la prima volta alla prova delle amministrative.
Sel, Massari si dimette Il bilancio vale l’1.48%, praticamente 302 voti, ed è difficile da digerire. Anche se le analisi sono attese nelle sedi più opportune e nelle prossime ore, il commento è inevitabile: «Dobbiamo – dice Massari – registrare la sconfitta clamorosa di un sistema di gestione del potere, ma anche del nuovo modello di alleanze che poco aveva a che fare con il cambiamento». Come a dire, la coalizione non è un somma algebrica di consensi specie se per superare l’asticella occorre abbracciare formazioni ed esponenti consumati e distanti dal centrosinistra. In ogni caso Sel al progetto ha aderito e ora che è fallito ne prende atto: «Dopo tre anni – scrive Massari – lascio ad altri il compito di proseguirne il progetto politico».
ROSSI: «NON MI ASSUMO ALCUNA RESPONSABILITA’»
Grifoni amaro A parlare in queste ore è anche Sergio Grifoni, capolista di PrimaSpoletosì che avrebbe dovuto essere il vice di Dante Andrea Rossi in caso di vittoria. Anche per lui, ultimi cinque anni passati all’opposizione, la scommessa elettorale persa ha un sapore molto amaro: «Il mio risultato personale e quello della lista civica a cui appartenevo – scrive – è stato al di sotto delle oggettive aspettative, mi ero illuso che l’impegno che avevo profuso in questi anni in difesa della città meritasse maggiore gratitudine e, quindi, maggiori consensi». Politicamente Grifoni «non rinnega nulla, «compresa la scelta della coalizione, poiché resto convinto che riacquisendo la necessaria autorevolezza, sarebbe stata l’unica in grado di poter interagire nel giusto modo con la Regione e lo Stato e sono certo che il tempo me ne darà ragione». Sul futuro della formazione politica sarà aperta una riflessione, ma l’impressione è che la direzione sia quella del tramonto.
Socialisti in silenzio Per il momento non si registrano commenti e prese di posizioni da parte dei Socialisti riformisti, esclusi per la prima vota dal consiglio comunale. In realtà, se Dante Andrea Rossi dovesse scegliere di non occupare il proprio seggio in aula Enzo Alleori, ex capogruppo e ancora il più votato della lista, entrerebbe in aula, anche se in questo senso le intenzioni dello sconfitto sembrerebbero diverse. A differenza di Alleori, un posto assicurato in consiglio se lo è accaparrato l’ex vicesindaco Stefano Lisci, fuoriuscito dal partito del garofano tra mille frizioni ed eletto nelle fila del Pd come indipendente. Un altro motivo per leccarsi le ferite.
