Il Consiglio comunale (foto archivio U24)

di Chiara Fabrizi

Messi all’angolo dalla convalescenza di un consigliere e dalle solite bizze degli alleati socialisti. C’è ancora una volta la precarietà di una maggioranza risicatissima all’origine dell’ennesimo schiaffo politico incassato lunedì pomeriggio dalla giunta guidata dal sindaco Daniele Benedetti che, per la terza volta, ha mancato l’approvazione del consuntivo 2011. Un fumo nero densissimo si è alzato dalla torre di palazzo comunale arrivando fino ai vertici provinciali del partito del garofano che, appreso l’ennesimo fuori programma del consigliere Aliero Dominici, hanno fatto sapere di volere sottoporre la vicenda «alla valutazione della commissione di Garanzia del partito».

Non c’è il numero legale Ma facciamo un passo indietro. Lunedì in aula al primo appello del segretario generale risultano presenti 16 consiglieri, tutti di maggioranza, le opposizioni regolarmente sedute ai banchi scelgono,invece, di non rispondere alla chiamata. Al momento della votazione l’ufficio di presidenza rileva 15 voti piuttosto che 16, quanti sono effettivamente i presenti. Si chiede, quindi, un’altra sospensione per chiarire la procedura e si opta per la strada di un nuovo appello e di una nuova votazione che, tuttavia, non ci sarà. Sì, perché alla seconda conta dei presenti i consiglieri scendono da 16 a 15: Aliero Dominici eletto in quota Socialista abbandona l’aula facendo venire meno il numero legale. Ergo: sul consuntivo 2011 si assiste alla terza e pesantissima fumata nera.

Il consigliere socialista Aliero Dominici

Psi: «Valuterà la commissione Garanzia» L’imbarazzo è forte. Il primo cittadino abbandona l’aula senza partecipare alla riunione del gruppo Pd, il suo vice Stefano Lisci, in quota socialista, urla e sbraita. Ma è l’intero gruppo del garofano, tre consiglieri, a non sapere che pesci prendere, la posta in gioco inizia ad essere un po’ troppo alta, motivo per cui si chiede aiuto ai vertici del partito. Pochi minuto dopo le 18 arriva la nota che, oltre a sottolineare lo spirito di responsabilità che dovrebbe contraddistinguere l’azione degli eletti nelle fila socialiste di tutti i livelli, spiega: «La posizione del consigliere Dominici si pone in netto contrasto con quanto deliberato dagli organismi del partito. La Federazione provinciale del Psi sottoporrà la vicenda alla valutazione della commissione di Garanzia del Partito, allo scopo di adottare i provvedimenti disciplinari ritenuti più opportuni».

Fuori Dominici? Come ad esempio la «cacciata» del consigliere dissidente dal gruppo del garofano, più volte borbottata lungo i corridoi dagli stessi compagni di partito. Una prospettiva che ridurrebbe ulteriormente i numeri della maggioranza che, già ad oggi, fa affidamento su appena 16 consiglieri più il sindaco, contro i 14 delle opposizioni.

Petrini (Pdl): «Aprire la crisi» Ma al di là delle ipotesi il quadro politico è oggettivamente complesso, con poche, pochissime soluzioni praticabili. Nel caos della maggioranza, naturalmente, si inseriscono anche le parole dei partiti d’opposizione. È infatti il capogruppo del Pdl, Carlo Petrini, ad invitare il primo cittadino ad «aprire la crisi di fronte ad una situazione politica drammatica che attende da tempo di essere risolta. Il sindaco – prosegue Petrini – non può più fare finta di niente, è arrivato il momento di prendere in mano la situazione, di aprire una crisi e capire quale futuro si è in grado di offrire alla città in un momento storico così delicato».

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