Rossi di fronte all'assemblea (foto U24)

di C.F.
Twitter @chilodice

Il Pd, dopo giornate di passione, converge su Dante Andrea Rossi con una maggioranza di 35 delegati (11 assenti, 3 contrari, e un astenuto). Ma lui, segretario provinciale fresco di rielezione, di prendere in mano quello che Giacomo Leonelli definisce il timone di una nave in tempesta non è esattamente convinto. Tant’è che dopo la proposta formulata da Andrea Bartocci, spiazza l’assemblea: «Mi riservo 48 ore per fare una serie di verifiche con le forze dell’eventuale coalizione e anche intorno agli uomini e le donne che dovranno far parte della proposta».

Scommessa Rossi La seduta dell’organismo rappresentativo di viale Trento e Trieste si apre poco dopo le 22, ma la strada è tracciata e Bartocci, con un documento, la ufficializza: «Rossi è una persona di garanzia dentro e fuori dal partito, ha esperienza, è giovane, capace di dialogare e dispone di una chiara levatura morale ed è su di lui che vogliamo convergere per una candidatura unitaria».

Zampa e Cerasini contrari Pronta la reazione del consigliere provinciale Laura Zampa che, fiutata ampiamente l’aria, aveva già presentato un documento attraverso il quale è tornata a chiedere il ricorso alle primarie. «In 45 giorni non abbiamo discusso un contenuto, ho sentito parlare di ambizioni personali ma questo è l’ errore di fondo, io preferisco ragionare sul metodo di selezione che ho potuto condividere con 127 iscritti», tanti quanti hanno firmato per la sua candidatura. Sulla stessa lunghezza d’onda l’assessore Juri Cerasini: «Le primarie, caro Andrea, ti avrebbero sicuramente legittimato, non so se chi ti ha consigliato questa strada ti vuole più bene o male, ora è complicato spiegare alla gente che non sei espressione dei poteri di questo partito, noi come componente (civatiana, ndr) non condividiamo e spero che da qui al 20 aprile si creino le condizioni affinché tutti si sentano rappresentati da te».

Rossi: «48 ore per verifiche» Dopo i coordinatori dei circoli, date circostante e tempi tutti pronti a un passo indietro sulle richieste di primarie formulate nei mesi scorsi, è stato il turno di Rossi: «Io non sono disponibile alla candidatura se nelle prossime 48 ore non verifico direttamente sia le condizioni con le altre forze politiche sia la proposta che sappia declinare una squadra nei vari ruoli che andremo a definire». E se non ci saranno i margini il segretario provinciale candidato in pectore è pronto alle primarie aperte a tutti anche, per intendersi, a Laura Zampa e Giancarlo Cintioli, esponenti che Rossi ha affermato di volere in un’eventuale esecutivo, al pari di Benedetti.

Alleanza con Brunini? Applausi a Benedetti Sul fronte degli alleati Rossi non manca di rivendicare la necessità di un confronto con Massimo Brunini e la sua Spoleto vince, ammonendo l’assenza di dialogo che negli ultimi cinque anni ha caratterizzato i rapporti con l’ex sindaco. Un passaggio che non è sfuggito al primo cittadino Daniele Benedetti:«Andrea hai inserito nello stesso progetto me e Massimo, ma su una linea di questo tipo non posso trovarmici, è chiaro che non sto dettando condizioni, io sono soltanto uno, ma onestamente se ci sarà non sposerò linee programmatiche». L’assemblea, va detto, ha accolto le parole di Benedetti con un applauso. Probabile, però, che Rossi almeno in questa fase non si troverà di fronte a un bivio, considerato che Brunini sabato mattina dovrebbe ufficializzare la propria candidatura con Spoleto Vince. In caso di ballottaggio, poi, si vedrà.

Leonelli A chiudere il cerchio il segretario regionale Leonelli: «Andrea ha risposto alla domande del Pd di Spoleto, ma anche di altri livelli, con intelligenza e trasparenza e ho apprezzato la maturità del ragionamento di chi, indicato come il capitano di una nave in tempesta, prima di afferrare il timone chiede sicurezze. Qui – è tornato a ribadire – la classe dirigente vive un oggettivo imbrigliamento da cui si esce solo con unità, coraggio e maturità, per cui all’assemblea e anche a chi non condivide nel merito la scelta chiedo di esprimersi con chiarezza su Rossi». La risposta, considerata l’impasse e le assenze, è piuttosto compatta, ma c’è da ricucire lo strappo con i sostenitori di Zampa e la componente civatiana.

Rossi segretario e sindaco Sullo sfondo resta l’eventualità del doppio incarico di Rossi, quello possibile di sindaco e quello in cassaforte di segretario provinciale. Riferimenti in assemblea non ne sono mancati, Benedetti ad esempio ha espresso dubbi sulla sostenibilità pratica degli impegni, lo stesso ha fatto Zampa, anche se tecnicamente incompatibilità non ce ne sarebbero. Ma, nel caso, si vedrà. Prima occorre stringere alleanze e limare la proposta.

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