di Daniele Bovi
«Mi rivolgo al suo impegno di primario servizio dell’Istituzione comunale, nonché alla sua personale cortesia, per provare a spiegare il senso di un’iniziativa assunta nelle scorse settimane e chiedere la sua indispensabile collaborazione». Inizia così la mail che l’assessore Francesco Calabrese ha spedito nei giorni scorsi a tutti i dirigenti del Comune di Perugia. Oggetto, la comunicazione riguardo alla volontà di calendarizzare una serie di audizioni con i dirigenti «con i quali poter insieme verificare – è scritto nella mail – le spese di loro riferimento per raccogliere suggerimenti e proposte utili a conseguire quegli obiettivi di riqualificazione e razionalizzazione». Le audizioni dovranno avvenire di fronte alla Commissione sulla revisione della spesa che, istituita un mese fa dalla giunta, è tornata mercoledì nell’occhio del ciclone grazie alla richiesta, da parte di Pd e Psi (che hanno deciso di non partecipare), di attivare la Commissione controllo e garanzia per verificarne la legittimità.
La mail Nella sua mail Calabrese spiega che l’obiettivo di una razionalizzazione della spesa era un punto del programma elettorale di Romizi e che, una volta insediata, la giunta si è trovata di fronte uno squilibrio da 9,5 milioni di euro. Nessun ‘buco’ di bilancio, dato che benché sia settembre l’esecutivo ha approvato mercoledì il bilancio di previsione, e non il consuntivo, ma un disallineamento sì: «Scenario e metodo che ci si sono presentati – scrive – sono sintetizzabili nei massimi di legge già raggiunti per tutte le imposte e tariffe, mentre, sul versante del fabbisogno stimato dai singoli uffici, si arrivava a comporre una spesa complessiva superiore di circa 9,5 milioni di euro a quanto massimamente disponibile sul versante delle entrate». «Ci è stato poi spiegato – continua – che il metodo per raggiungere il necessario equilibrio era quello, sempre praticato in precedenza, di chiedere ai dirigenti di ridurre le loro previsioni di spesa affidando ai singoli assessori la responsabilità di accompagnare e favorire quella riduzione. Così si era sempre fatto. Ma il metodo non pare funzionare».
LE PRIME DUE RIUNIONI DELLA COMMISSIONE
La richiesta Da qui la necessità di dare vita ad una commissione che però le opposizioni contestano duramente così come il suo presidente, ovvero quel Calabrese «non competente in materia di bilancio». In un ordine del giorno il capogruppo Pd Diego Mencaroni e quello del Psi Nilo Arcudi, dopo aver ribadito che la revisione della spesa con il mantenimento dei servizi «è un cavallo di battaglia del centrosinistra e del governo Renzi», spiegano che «nuovi organi, specie con funzioni di rango politico, possono essere istituti solo tramite regolamento», e non con una delibera come nel caso specifico. E la potestà regolamentare «spetta al Consiglio comunale, sicché una mera delibera di giunta non può istituire, né costituire, una Commissione».
Bastavano le audizioni «Non è esaustiva – concludono – la giustificazione fornita dall’assessore Calabrese, tra l’altro non competente in materia di bilancio, secondo cui la Commissione avrebbe compito solo un’attività di raccolta di dati. Ciò è escluso dalla delibera dove, invece, viene invece attribuita qualunque soggetto partecipante il potere di proposta: sicché la Commissione non ha solo una finalità di acquisizione dati. Se, poi, fosse vero quanto sostenuto dall’assessore Calabrese, sarebbe comunque stato sufficiente e più corretto indire specifiche audizioni e consultazioni sul tema della spesa, come previsto dall’articolo 17 della statuto comunale».
Twitter @DanieleBovi
