di Mar. Ros.
Che il candidato sindaco leghista, appoggiato da tutto il Centrodestra abbia raccolto il 49,2% dei consensi e gli siano mancati circa 300 voti per passare al primo turno, è ormai noto, tanto quanto il fatto che il grillino invece si sia fermato al 25%. La distanza tra i due, Leonardo Latini e Thomas De Luca, che si contendono la poltrona da sindaco di Terni, è dunque molto ampia ma è innegabile che il ballottaggio è tutta un’altra partita. Le variabili che potrebbero determinare uno spostamento degli equilibri sono molte e vanno considerate tutte.
CONFRONTO PUBBLICO LATINI-DE LUCA
Terni al ballottaggio Tanto per cominciare, alle 12 di domenica è scaduto il termine per ufficializzare gli apparentamenti e alla Segreteria generale del Comune di Terni non è pervenuta alcuna documentazione di nuovi collegamenti tra liste. Tale aspetto senza dubbio tende a favorire Latini perché, va ricordato, alla sua candidatura sono collegate ben cinque liste e visto che aspiranti consiglieri, consiglieri eletti ed elettori di quello schieramento hanno assaporato il gusto della vittoria, torneranno probabilmente in massa a confermare il proprio sostegno a ‘Lallo’ (così è soprannominato il leghista nei suoi ambienti) domenica 24 giugno. De Luca in tal senso, al netto di nessun apparentamento effettuato, resta il rappresentante del solo Movimento cinque stelle; ma esiste un ‘però’, anzi in verità più di uno.
Gli esclusi dal ballottaggio La sinistra che ha fatto flop al primo turno, con un Pd arenato al 12%, Potere al popolo e Partito comunista, potrebbero tornare alle urne per il ballottaggio. Indicazioni di voto non sono state ancora ufficializzate da parte degli organismi dirigenti di tutti i partiti coinvolti ma è innegabile che in città soffi aria di antifascismo; ne sono una prova i segnali lanciati ad esempio dalle federazioni provinciali di Rifondazione Comunista-Se e Partito Comunista italiano in occasione della festa della Liberazione di Terni e i rumors che accostano De Luca agli ambienti di sinistra. I Comunisti italiani stanno non a caso diffondendo un volantino, un invito a partecipare al ballottaggio «per impedire che la destra reazionaria e fascista metta pesantemente le mani sulla città, da sempre democratica,antifascista, operaia e solidale».
L’appello del Partito democratico La terza forza politica del momento, la prima esclusa dal ballottaggio, appunto il Partito democratico (che sosteneva Paolo Angeletti di Terni immagina), si è definito equidistante dalle due forze ma ha lanciato ai cittadini un appello affinché vadano a votare «perché non è solo un diritto, ma anche un dovere civico verso se stessi, verso le istituzioni democratiche repubblicane e anche soprattutto, in questo caso, verso la nostra comunità cittadina». Libertà di coscienza ma c’è pure chi, tra i dem, non teme di schierarsi, come ha fatto apertamente il giovane Mattia Nannurelli, che ha ricevuto 355 preferenze. Lui voterà Thomas De Luca, perché lo sente più vicino ai valori che lo rappresentano e per contrastare l’ascesa della destra, pur tenuto conto che la partita locale non avrà probabilmente nulla a che vedere con lo scenario nazionale. Prima Terni, da pura civica, rimarrà assolutamente neutrale.
Affluenza Da ultimo va considerata la variabile dell’affluenza. Un calo dal primo al secondo turno è dato per scontato e i numeri della passata tornata elettorale (2014) a riguardo, confermano tale tendenza. Una settimana fa però alle urne si è recato solo il 59,47% degli aventi diritto e a detta degli esponenti di Centrodestra e Cinque stelle, a rimanere a casa erano stati molti elettori del Pd o più in generale di sinistra, come poi i numeri hanno di fatto confermato. Cosa farà stavolta quel 40,53% che era rimasto a casa? La partita è decisamente aperta.
@martarosati28
