martedì 21 agosto - Aggiornato alle 00:05

«Distruzione, bombardamenti e fame poi la Liberazione di Terni, 74 anni fa»

Alvaro Valsenti ripercorre con commozione la sofferenza della guerra, Cufalo: «Tanto dolore, tanti valori»

 

di Mar. Ros.

Non manca all’appuntamento delle celebrazioni del 74esimo anniversario della liberazione di Terni, Alvaro Valsenti che ricorda il 13 giugno del 1944 come «la porta aperta verso il progresso e la ricostruzione di una città completamente distrutta dopo anni di bombardamenti, fame, sofferenze, genitori e figli uccisi»

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La Liberazione di Terni Commemorazione al via alle 10.30 di mercoledì mattina; presenti le autorità civili, militari, le associazioni combattentistiche e d’Arma alla deposizione delle corone poi al via il corteo bagnato dalla pioggia fino in Piazza Briccialdi sulle note della banda di Cesi. «Il 13 giugno del 1944, dopo alcuni mesi di lotta partigiana, la nostra città riuscì a liberarsi dalla tirannia del nazifascismo anche con l’entrata in città delle truppe del generale Alexander. Quegli anni, 1944-48, furono fondamentali per liberare l’Italia dall’oppressione nazifascista, per giungere alle elezioni della costituente del 1946 e per la scrittura della Costituzione la quale prevede il divieto della ricostituzione del disciolto partito fascista in qualunque forma esso si ripresenti». Così le federazioni provinciali del Partito della Rifondazione Comunista-SE e del Partito Comunista Italiano che aggiungono: «Una data così importante e significativa per la nostra città assume oggi, il 13 giugno 2018, un’importanza ancora più significativa. Non solo una commemorazione quindi, ma un impegno concreto per attualizzare l’alto senso di lotta che fu la Resistenza, proprio in una congiuntura difficilissima che registra il ritorno, tanto nel quadro politico che nel paese reale, di una recrudescenza intollerante, xenofoba, sfruttata da forze politiche che non nascondono tendenze culturali e simpatie per il fascismo».

Commissario straordinario «Questa giornata – ha detto il commissario Antonino Cufalo – rappresenta il paradigma più autentico dello strazio infinito, del dolore sordo e inguaribile che rimase impresso sulla carne viva della gente di Terni da allora fino alle generazioni a seguire. Questa città pagò un prezzo altissimo durante la guerra –ha aggiunto – ma in quel contesto ebbero modo di maturare e di svilupparsi dei valori poi posti a fondamento anche delle scelte compiute dai nostri padri costituenti; valori capaci di resistere al tempo e a qualsiasi tentativo di relativismo ideologico e culturale». Accanto al commissario, l’assessore Regionale Giuseppe Chianella, il prefetto Paolo De Biagi, il presidente della Provincia Giampiero Lattanzi. Presente il questore Antonino Messineo, il comandante provinciale dell’Arma dei carabinieri David Rossi e il comandante dei vigili del fuoco, Gianfrancesco Monopoli, il candidato sindaco del M5s Thomas De Luca.

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