Cappelletti e Bordoni

di Chiara Fabrizi

«La variante al Piano regolatore generale è pronta, ma non riusciremo ad approvarla, perché è bloccata in Regione che, dopo la sentenza della Corte Costituzionale sulla legge 1 del 2015, è chiamata ad approvare tutti gli studi di sismici, che diversamente avrebbero dovuto essere votati dalla commissione comunale». Così l’assessore all’urbanistica Antonio Cappelletti, venerdì mattina in conferenza stampa, sulla revisione dello strumento urbanistico, tra le priorità dell’amministrazione uscente che, però, non riuscirà a chiudere il mandato portando a casa il risultato.

Variante pronta ma bloccata in Regione In particolare, la variante prevede una riduzione di circa un milione di metri quadrati sulla scorta «delle circa 500 richieste di modifica presentate, dai proprietari di terreni che, per lo più, chiedono la declassificazione da edificabile ad agricola, a causa del peso fiscale sopportato dal 2008, anno in cui – ha detto Cappelletti – è stato approvato il Prg assolutamente sproporzionato con previsioni edificatorie superiori alle necessità». Da qui la volontà di intervenire sullo strumento urbanistico, finito anche al centro di un procedimento amministrativo. La variante in riduzione definita «a costo zero» dal Comune di Spoleto, giocoforza, impatterà sulle finanze dell’ente producendo un minor gettito fiscale compreso tra 300 e 400mila euro «e ha inevitabilmente richiesto – ha ricostruito l’assessore – verifica sulle coperture finanziarie che alla fine sono state reperite tra le pieghe di bilancio».

Un milione di mq in meno Poi il terremoto del 24 agosto 2016 e quelli di fine ottobre, che hanno fermato l’iter «per circa un anno, con gli uffici tecnici interamente destinati alle pratiche di emergenza». Ad aprile comunque il faldone della variante è stato sottoposto alla valutazione preliminare ambientale, che si è conclusa ad aprile stabilendo che non servirà sottoporre la riforma del Prg alla valutazione ambientale strategica. Ma a fermare tutto è stata la sentenza della Corte Costituzionale sulla legge regionale 1 del 2015 che ha modificato le norme urbanistiche dell’Umbria. «Gli studi di zonizzazione li avrebbe dovuti approvare la commissione comunale, ma la Suprema Corte ha affidato alla Regione questa competenza. Abbiamo mandato tutto a Perugia, ma al momento devono ancora istituire l’ufficio deputato ed è quindi tutto fermo, ma se arriverà il parere della Regione la prossima amministrazione avrà tutte le carte in regola per procedere all’adozione della variante».

@chilodice

Nata nel 1986, ha iniziato il suo lavoro da giornalista nel 2008 a Tuttoggi, approdando l'anno seguente al Corriere dell'Umbria, con cui tuttora collabora. In Umbria24 dal 2012, dove si occupa di cronaca nera e giudiziaria, economia, attualità e politica. In passato ha collaborato anche con Panorama. Componente del Consiglio di disciplina dell'Ordine dei giornalisti dell'Umbria.