di Chiara Fabrizi
Cresce lo scontro e resta sotto i riflettori l’apparentamento tra la candidata sindaco del centrosinistra l’assessore Camilla Laureti (33,9%) e il vicesindaco Maria Elena Bececco (25,5%), alleate per il ballottaggio del 24 giugno contro il centrodestra di Umberto De Augustinis (37,2 %). Le due hanno trovato la quadra domenica intorno a dieci punti programmatici e in caso di vittoria del tandem rosa Bececco entrerebbe in maggioranza: sulla carta l’accordo tra le due quarantenni è forte, ma il centrodestra attacca duro, mentre Pd e civici fanno quadrato e difendono l’alleanza. Sullo sfondo il video della Bececco contro i dem, i manifesti per le plance e la vela col cognome sbagliato di De Augustinis (in stampa è diventato De Augustinus) e, infine, la lettera aperta agli ordini professionali inviata dall’ex presidente del tribunale di Spoleto, Emilia Bellina, moglie del candidato sindaco.
Centrodestra all’attacco Il primo a suonare la carica lunedì mattina è Aldo Traccheggiani, coordinatore di Forza Italia (5,1%), che definisce l’apparentamento Laureti-Bececco «politicamente inaccettabile e stravagante: la fame di poltrone ha prevalso sull’interesse della collettività». Poi ad alzo zero anche la Lega (18,5%): «La volontà di spartizione di potere del Pd – dicono Virginio Caparvi e Sandro Cretoni – si manifesta clamorosamente a Spoleto, città dimenticata dalle scelte regionali ma trattata come una pedina nello scacchiere geopolitico e considerata l’ultimo baluardo contro la disfatta del Pd a questa tornata amministrativa». Rincara anche il parlamentare Giorgio Mulé: «Il 24 giugno Spoleto è chiamata a una grande prova di maturità: con questo voto si può marcare un confine netto tra la politica pulita e coerente e quella torbida fondata sul poltronismo».
Pd e civici A difendere la decisione dell’apparentamento con il centrosinistra sono state, lunedì mattina, le squadre della Bececco, Spoleto popolare e Alleanze civica: «Non si tratta di un’alleanza politica con il Pd, ma di un accordo alla luce del sole, previsto dalla legge, su alcuni punti a favore dell’interesse generale della città e nessuno va a caccia di poltrone che pure il centrodestra ha offerto». Convinto della scelta anche il Pd dell’Umbria: «Laureti e Bececco – scrivono i reggenti Miccioni, Silveri, Tosti e Chiacchieroni – sono la scelta migliore per il futuro di Spoleto. È quello che ci hanno detto i cittadini col voto del 10 giugno. Lo abbiamo sostenuto nei giorni scorsi, quando abbiamo lavorato per trovare una visione comune sulle prospettive per la città, e lo sosterremo nelle ore che ci separano dal voto di domenica».
Bececco contro il Pd Volano stracci sull’apparentamento tra Laureti e Bececco, con la contraerea più pesante che arriva sui social con una raffica di contenuti, tra cui un video del comizio di chiusura della campagna elettorale della Bececco, condiviso da molti esponenti del centrodestra, ma anche dal senatore del M5s, Stefano Lucidi. L’8 giugno in piazza Garibaldi il vicesindaco, ha alzato parecchio i toni su più fronti e, in particolare, ha usato parole durissime per il Pd, con cui il 17 giugno si è poi apparentata: «Si ripresentano e vogliono essere votati – dice Bececco nel video estratto dal comizio e circolato sui social – io non ci posso pensare. Si ripresentano camuffati da una lista civetta che nasconde il Pd, che ha fatto tanti danni. Si ripresentano ai cittadini con una faccia diversa pensando di rifarsi una verginità e non va bene io non lo consento».
Videomessaggio per spiegare l’apparentamento Bececco dal canto suo con un video messaggio sui social ha motivato la decisione presa nella notte tra sabato e domenica: «Il 25,5% è stato un grande risultato ma non sufficiente per arrivare al ballottaggio, quindi potevamo andare all’opposizione, senza incidere nel governo della città, oppure potevamo apparentarci con una delle due coalizioni ed entrare in maggioranza, avendo garanzie sulla realizzazione delle priorità programmatiche definite. Abbiamo incontrato entrambi ma solo la coalizione della Laureti ci ha garantito l’apparentamento, dall’altra parte abbiamo avuto offerte anche allettanti di posti, ma senza condivisione del programma e garanzia di attuarlo. La scelta è ricaduta su Laureti, scelta sofferta ma convinta, perché è l’unico modo per portare avanti il nostro programma».
Sbagliato il nome del candidato Problemi tipografici lunedì per il centrodestra. Lunedì mattina in varie zone della città sono stati affissi manifesti elettorali sbagliati, con il cognome del candidato De Augustinis che è stato trasformato in De Augustinus (foto). In casa centrodestra si conferma e l’errore che, come era stato segnalato, è stato commesso anche per i manifesti delle grandi vele, avvistate lunedì mattina con una correzione arrangiata. Non è chiaro di chi sia la responsabilità dell’errore, ma il consigliere Giampaolo Emili assicura che tutto sarà ristampato. Stavolta col nome del candidato sindaco scritto correttamente.
Lettera aperta della Bellina ai lavoratori del tribunale Nel tardo pomeriggio, infine, Laboratorio per Spoleto, la lista del candidato sindaco De Augustinis, ha diffuso una lettera aperta firmata dall’ex presidente del tribunale di Spoleto, Emilia Bellina, moglie di De Augustinis. Bellina, in pensione da qualche mese, ha inviato la lettera aperta agli avvocati, ai consulenti tecnici, a geometri, ingegneri, commercialisti, traduttori, interpreti, ragionieri, architetti, geologi e a loro ha scritto: «Sento il dovere di intervenire nella contesa elettorale per ricordare a tutti che quando l’esistenza del tribunale di Spoleto è stata in gravissimo pericolo, fra coloro che auspicavano la soppressione, in prima linea, c’era la Presidenza della Regione. Ricorderete ancora le voci di parlamentari vari che tuonavano contro il nostro tribunale “avete vinto la battaglia, perderete la guerra”. Il ministero è tuttora a favore della riduzione dei tribunali; la candidata Laureti è fortemente sponsorizzata dalla Presidenza della Regione: quale posizione prenderà in relazione al tribunale? Sarà libera di schierarsi a difesa del tribunale e dei diritti di Spoleto? Chi reagirà a un nuovo attacco, con l’avvocato Benedetti Valentini, massimo difensore del Tribunale come anche gli avversari gli riconoscono, per ora fuori dalle stanze del potere, se De Augustinis dovesse essere indebolito da una sconfitta elettorale? All’epoca De Augustinis – va avanti Bellina – era vicecapo dell’Ufficio legislativo e, poi, vicesegretario generale della Presidenza del Consiglio, e il ruolo di De Augustinis a difesa del tribunale, per chi lo ignorasse, è stato fondamentale. Il tribunale porta vitalità e lavoro alla città, ai professionisti, ai commercianti; possiamo permetterci di metterlo a rischio?».
Replica Pd a Bellina Alla lettera della Bellina ha replicato il Pd: «Bellina ha preso carta e penna per instillare ai lavoratori il dubbio che Laureti possa mettere a rischio il futuro del tribunale, senza precisare agli ordini professionali di essere la moglie di De Augustinis, quindi senza avvertire di essere parte in causa di questa surreale pubblicità elettorale. Se è questo lo ‘stile’ della coppia – scrivono dal Pd – Spoleto sta correndo dei rischi. E sono anche questi rischi alla base della decisione di questa alleanza tra forze civiche che si sono combattute fino a pochi giorni fa, ma che hanno saputo trovare un accordo vero e alla luce del sole attorno a punti qualificanti per il futuro di Spoleto. Queste stesse forze domani saranno in grado di mettere in campo una squadra forte di persone per lavorare a una città migliore».
@chilodice
