Un seggio a Terni

di Daniele Bovi, Marta Rosati e Chiara Fabrizi

Il Movimento 5 stelle per conquistare il primo Comune in Umbria, il centrosinistra per provare a fermare l’ondata arrivata il 4 marzo e il centrodestra per continuare a cavalcarla. Da appuntamento in origine ‘minore’, quello di domenica si è trasformato in una tornata elettorale importante a causa del crollo delle giunte di Terni, Umbertide e, purtroppo, di Spoleto a causa della prematura morte del sindaco Fabrizio Cardarelli. Al voto 164.853 umbri, oltre la metà dei quali (89mila) nella sola Terni, una delle quattro città insieme a Umbertide, Spoleto e Corciano dove è possibile il ballottaggio; tutte le altre infatti, cioè Cannara, Passignano, Trevi e Monte Santa Maria Tiberina, sono sotto i 15 mila abitanti. Qui, dunque, il turno è unico e basterà un voto in più per vincere. Si voterà fino alle 23 e per tutta la giornata, su Umbria24, notizie e dati in diretta; poi, a urne chiuse, il live non stop, le infografiche in home, reazioni e commenti.

LA GUIDA AL VOTO 

Il vento di marzo Trentadue gli aspiranti sindaci, e una situazione di partenza che vede il centrosinistra tentare la difesa di Terni, Corciano, Umbertide, Monte Santa Maria e Trevi. Dopo la clamorosa batosta del 4 marzo l’umore dentro il Pd umbro non è certo dei migliori, anche a causa di quanto successo in comuni come Terni, con i ben noti problemi di bilancio, e di Umbertide, la ‘Piccola Russia’ dove l’harakiri dei dem ha portato al collasso della giunta, al commissariamento e a una sfida fratricida. E se, da una parte, è innegabile che il vento del 4 marzo gonfi le vele di M5s e centrodestra, dall’altra è saggio non confondere troppo i piani. Le amministrative, specialmente le comunali, sono una partita molto diversa in cui entrano in gioco numerosi fattori.

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Una partita diversa Ad esempio il voto di opinione conta meno, poi c’è la qualità dei candidati sindaco a fare la differenza, i rapporti personali specialmente nelle piccole realtà, le reti di relazioni, il proliferare di liste civiche a rappresentare questo o quel mondo, le centinaia di aspiranti consiglieri a ‘tirare’, le alleanze più improbabili nei territori a mischiare le carte, un elettore perfettamente in grado di scegliere (come dimostrato in più occasioni) e l’incognita astensione, specialmente al ballotaggio. Oltre a ciò, non va dimenticato che esiste il voto disgiunto, cioè la possibilità di optare per un candidato sindaco e per un consigliere di un altro schieramento; una scelta statisticamente non troppo rilevante e altamente ‘politicizzata’, ma comunque da tenere in considerazione Attenzione, dunque, a non proiettare sic et simpliciter i risultati delle politiche sulle amministrative.

Umbertide e Corciano Detto ciò, è ovvio che Pd e soci siano costretti a navigare, rispetto al 4 marzo, controvento. Per restare nei quattro Comuni più importanti, in casa dem lo scetticismo è massimo per quanto riguarda Terni, non troppe le speranze su Spoleto e molta la tensione a Umbertide: qui infatti l’ex sindaco (defenestrato) Marco Locchi ha dato vita a una sua lista che ha spaccato il mondo di centrosinistra (senza dimenticare la corsa solitaria di LeU) e con sei candidati in pista il ballottaggio, a meno di clamorosi flop, è ben più di una possibilità. E in questo caso, ragionano in casa dem, il rischio di un «tutti contro il Pd» che non lasci scampo è molto alto. Decisamente diverso l’umore a Corciano: qui il sindaco uscente Cristian Betti ha tutte le carte in regola per farcela (si parla anche dell’indicazione di voto disgiunto da parte di Rifondazione, che ha scelto di correre da sola): oltre a lui c’è il centrodestra con Franco Testi, il M5s con Chiara Fioroni e infine Daniele Vento del Prc. I più ottimisti tra le fila dem pensano addirittura a una vittoria al primo turno, ma non sarà facile.

Terni Come ovvio però sarà Terni l’epicentro politico di domenica. Qui il più quotato per la fascia tricolore è il candidato di Centrodestra, l’avvocato leghista Leonardo Latini (Lallo per gli amici) che non ha maturato alcuna esperienza politica in passato, all’infuori di quella in circoscrizione diversi anni fa. Se i numeri contano qualcosa, la flotta di 150 candidati figli delle cinque liste a lui collegate dovrebbe garantirgli una bella spinta. La coalizione sente di navigare in acque tanto sicure da sperare in una vittoria al primo turno; la sensazione è che andrà in porto invece l’operazione ballottaggio, del resto a spartirsi fette di elettorato sono ben otto aspiranti sindaco. Il diretto sfidante di Latini, secondo le previsioni, sarà Thomas De Luca del M5s, sostenuto dalla sola lista del Movimento. Il disegnatore grafico ha seduto nei banchi dell’opposizione negli ultimi quattro anni di giunta Di Girolamo. Tutti gli altri in lizza, salvo imprevedibili sorprese delle urne, puntano a ritagliarsi uno spazio, o qualcosa meglio, in consiglio comunale. Del sostegno di 64 candidati, tra Terni immagina e Pd gode l’ingegnere Paolo Angeletti; una sola lista per tutti gli altri candidati sindaco: Emiliano Camuzzi di Potere al popolo, Alessandro Gentiletti di Senso civico, Mariano De Persio del Partito comunista, Piergiorgio Bonomi di Casapound e Andrea Rosati di Prima Terni. In tutto sono 371 i candidati ad uno scranno nella massima assise cittadina.

Spoleto Sfida aperta a Spoleto per la fascia tricolore tra Umberto De Augustinis, Camilla Laureti e Maria Elena Bececco, mentre l’obiettivo dichiarato della quarta candidata sindaco, Maura Coltorti, è centrare l’elezione di un consigliere comunale. Negli ultimi giorni tutti considerano una vittoria al primo turno improbabile, compresi i vertici del centrodestra cittadino, che intorno a De Augustinis hanno costruito la coalizione più larga, con cinque liste e 119 candidati al consiglio comunale. Sessantasei, invece, quelli in corsa con la coalizione a tre liste del centrosinistra, raccoltosi intorno all’assessore alla cultura Camilla Laureti. Due liste civiche e 48 candidati trainano la corsa del vicesindaco Maria Elena Bececco, mentre Coltorti è appoggiata da Sinistra per Spoleto con 21 in lizza per il consiglio.

Passignano, Cannara e il Monte Quanto alle altre a Passignano, Comune dove storicamente il centrodestra ha un peso importante (il sindaco uscente Ermanno Rossi, Fi, non si è ricandidato), il centrosinistra di Sandro Pasquali ha buone possibilità contro la civica di centrodestra di Alessandro Moio. Altrettanto, per il centrosinistra, si può dire per Trevi, dove a sfidare il sindaco uscente Bernardino Sperandio ci sono Simone Moretti del M5s e Franco Todini per il centrodestra, e nella piccola Monte Santa Maria Tiberina, dove la giovane sindaca Letizia Michielini se la vedrà con Dario Maestri. Estremamente ingarbugliata, infine, la situazione a Cannara: qui il sindaco uscente Fabrizio Gareggia, appoggiato dal Pd, è finito ko proprio per dissidi interni ai dem. Dopo il commissariamento, Gareggia è tornato in pista ma stavolta appoggiato da una lista appoggiata dal centrodestra regionale, che invece a livello locale pare sostenere, come il Pd, Biagio Properzi. Oltre ai due contendenti c’è Fabio Ortolani, che potrebbe togliere voti a entrambi gli schieramenti.

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