di Daniele Bovi, Chiara Fabrizi e Massimo Colonna
Il Pd e il centrosinistra che devono evitare un’altra mazzata dopo la batosta del 4 marzo, il centrodestra che proverà a rimanere sull’onda montata due settimane fa e il Movimento 5 stelle che tenterà quello che non gli è ancora riuscito in Umbria: conquistare un Comune. Archiviate le elezioni politiche ora la priorità dei partiti sono le amministrative che si terranno tra la fine di maggio e l’inizio di giugno (la data ancora non è stata fissata). Un appuntamento diventato uno snodo cruciale dopo i risultati del 4 marzo e a causa di quanto successo in quattro Comuni. In tutto al voto andranno otto città e di queste ben la metà sono commissariate per l’implosione delle varie giunte a Cannara, Umbertide e Terni e a Spoleto a causa dell’improvvisa morte del sindaco Fabrizio Cardarelli. Le altre quattro, ovvero Corciano, Passignano, Trevi e Monte Santa Maria Tiberina, andranno a scadenza naturale. Politicamente, non tenere conto di quanto successo due settimane fa sarebbe un errore clamoroso, e lo stesso vale per l’idea che i risultati delle amministrative saranno una fotocopia di quelli delle politiche. Le partite sono differenti, le leggi elettorali molto diverse e le variabili numerose.
MEDIALAB: LA MAPPA POLITICA DELL’UMBRIA
Alto Tevere Partendo da Umbertide, dopo l’harakiri tutto interno al Pd i più ottimisti ritengono che la partita (data anche l’alleanza tra due big come Giulietti e Guasticchi) possa essere ancora giocata tutta dentro il centrosinistra in quella che viene ancora vista come una delle ultime roccaforti rosse. In ballo qui c’è anche la possibilità, molto concreta, di una lista civica ispirata dall’ex sindaco (col dente avvelenato dopo la defenestrazione) Marco Locchi, che sta raccogliendo diverse aperture. Una vicenda, quella della fine anticipata della consiliatura, che ha prodotto una frattura verticale dentro i circoli Pd della città. La Lega qui, forte dei risultati ottenuti, rivendica un proprio candidato sindaco e molte istanze sono raccolte anche da liste civiche mentre dal Movimento 5 stelle ancora non si hanno notizie. Il centrosinistra dunque punta a giocarsela qui come nella piccola Monte Santa Maria Tiberina, dove per il centrosinistra ci sarà l’uscente Letizia Michielini, giovane sindaco espressione civica del territorio e, racconta chi il Monte lo conosce bene, molto amata. Centrodestra invece in difficoltà a trovare una figura al di fuori del perimetro stretto della militanza; il tutto in una realtà dove conterà molto la dinamica comunitaria, come avviene nei piccoli comuni.
POLITICHE, L’ANALISI DEI FLUSSI IN UMBRIA
Il Trasimeno Spostando l’attenzione sull’area del Trasimeno in pista c’è il sindaco uscente Christian Betti, Pd, supportato dalla coalizione. La partita sarà probabilmente contro il centrodestra, che qui dovrebbe schierare una figura di Fratelli d’Italia: il nome caldo è quello di Bruno Nucci, 50 anni, figura conosciuta in città e presidente dell’associazione Corciano Castello di Vino; la proposta c’è, l’accettazione ancora no. In pista anche il Movimento che ha in consiglio comunale l’ex candidato sindaco Simonetta Checcobelli, la quale il 4 marzo non ce l’ha fatta a entrare in parlamento. Tutto aperto anche a Passignano, storicamente orientato a centrodestra: l’uscente Ermanno Rossi (Fi) con tutta probabilità non si ricandiderà, così da una parte c’è l’asse di ferro tra Fi e Fdi che vuole puntare tutto sul vicesindaco Eugenio Rondini (che al momento però pare non disponibile), e dall’altra la Lega (ora all’opposizione) che se gradirà un candidato in grado di ricompattare tutti si unirà alla partita, altrimenti potrebbe schierare il consigliere Alessandro Moio. Il centrosinistra punta a costruire uno schieramento largo, molto civico e con dentro anche l’area socialista; in quest’ottica la guida della lista civica potrebbe spettare al dem Sandro Pasquali.
Qui Terni Resta molto fluida la situazione politica a Terni. Per quanto riguarda il centrosinistra, l’incognita maggiore è relativa al prossimo futuro del Partito democratico che, dopo la scoppola rimediata alla tornata nazionale, sta cercando di riorganizzarsi, a livello locale, dovendo far fronte anche a vecchie e nuove ruggini interne, con addii annunciati e formalizzati. In più c’è lo scoglio del commissariamento del Comune. Una delle ipotesi è quella di un appoggio da parte del Pd a una lista civica, con un candidato che provenga proprio da quel mondo. Candidato che però al momento non sarebbe ancora stato individuato. Sul fronte del centrodestra, in questi giorni i vertici di Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia si stanno incontrando per riuscire a individuare un candidato comune: gli uomini di Salvini spingono per avere un proprio nome come possibile futuro sindaco, le altre due parti vorrebbero arrivare a una sintesi. Se ne riparlerà nei prossimi giorni. Sul fronte del Movimento Cinque Stelle, che punta a sfruttare l’onda gialla proveniente dal nazionale, manca ancora un candidato ufficiale mentre Angelica Trenta, ormai ex consigliere comunale, si è ufficialmente tirata fuori dalla prossima tornata. Resta ancora in piedi il nome del capogruppo nell’ultimo consiglio comunale, Thomas De Luca. E in questo contesto si muove anche il mondo delle liste civiche, anche se ancora il quadro, anche in questo caso, è in evoluzione. L’unica cosa certa è il tempo: ce n’è pochissimo da qui a fine maggio.
Spoleto Non scoprono ancora le carte sulle candidature a sindaco le maggiori forze politiche di Spoleto, appena pesatesi con le elezioni politiche e ora in fermento per le amministrative di fine maggio, che però sono un’altra partita. Come sa bene il M5s, già rimasto scottato nel 2014, quando per il Comune raccolse appena il 13,5 per cento, ossia meno della metà di quanto aveva portato a casa con le politiche del 2013, che gli valsero il 30,5 per cento. Fondamentale è la scelta del candidato sindaco su cui, stavolta, in casa M5s l’assortimento non dovrebbe mancare: tra i candidati in Parlamento non eletti ci sono pure gli spoletini Gino Di Manici Proietti e Francesca Tizi. Tuttavia qui al momento in pole position sembra esserci Tommaso Biondi, quarantenne molto noto in città. Anche tra le forze di centrodestra, comunque, nessuno si sbottona. E così torna a circolare puntuale il nome dell’avvocato ed ex senatore Domenico Benedetti Valentini, ma sarebbero almeno altre due le ipotesi in campo, entrambe blindatissime. L’assetto della coalizione, comunque, prevede le liste di Forza Italia e Lega Nord, mentre è al vaglio la capacità di Fratelli d’Italia di formarne una terza. Accanto ai partiti ci sarà la lista Due Mondi di Giampaolo Emili e forse anche una seconda civica.
Centrosinistra Dall’altra parte, ossia in casa Pd, viene confermato l’avvenuto incontro con Rinnovamento, che ha accolto l’invito dei democratici a sedersi al tavolo, ma per ora l’alleanza tra la principale forza di opposizione e di maggioranza in consiglio comunale appare lontana, nonostante qualche nome circola: in caso di accordo in pole position per la fascia tricolore finirebbe l’assessore Camilla Laureti. In ogni caso, l’apertura al Pd ha già creato malumori e sguardi torvi in giunta, col vicesindaco Bececco e gli assessori Profili e Cappelletti (tutti eletti nel 2014 con l’altra lista di maggioranza Spoleto popolare) che marcano la distanza da chi rema per un accordo col Pd, ossia il presidente del consiglio Panfili e gli assessori Laureti, Campagnani (ex Pd) e Loretoni, con gli ultimi due avvistati a Baiano all’iniziativa elettorale del candidato Cesare Damiano (non eletto). Spoleto popolare vuole difendere il suo profilo civico, ma non è escluso che l’eventuale divorzio da Rinnovamento finisca con l’avvicinare alcuni di loro al centrodestra, Profili ad esempio è un ex An. Due settimane al massimo, è il timing entro cui tutte le forze politiche contano di chiudere il cerchio. Poi si accenderà la campagna elettorale.
Trevi e Cannara A Trevi il sindaco uscente Bernardino Sperandio, centrosinistra, punta a ottenere un secondo mandato e qui il Pd, insieme agli altri partiti, è al lavoro per costruire una lista civica espressione di una coalizione la più larga possibile. A scaldare i motori c’è anche il Movimento 5 stelle: nelle settimane scorse circolava l’idea di una figura (una donna, di professione avvocato) da lanciare nella mischia anche se alla fine si potrebbe optare per le ‘comunarie’. A Cannara invece la giunta di Fabrizio Gareggia è collassata nel maggio scorso, e dunque si voterà con un anno di anticipo. Nel 2014 il Pd, spaccato, si presentò diviso e ora, come testimoniato anche durante l’ultima unione comunale dei giorni scorsi, dopo la batosta del 4 marzo c’è voglia di ripartire. Di nomi al momento non ce ne sono né su questo fronte né su quello del centrodestra. In casa Pd il segretario provinciale Miccioni ha convocato tutte le unioni comunali delle città al voto per lunedì alle 18.
