venerdì 21 settembre - Aggiornato alle 20:02

In Umbria elettori di Pd e Fi diventati più moderati. E il 60% dei giovani sceglie M5s, Lega e ultradestra

L’analisi dei flussi: il boom della Lega grazie anche a recupero dell’astensione e voti del M5s, partito ‘traghettatore’ a caccia di identità

Elettori in fila in un seggio umbro (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

Pd e Forza Italia che sono diventati partiti dall’elettorato più moderato, un Movimento 5 stelle «traghettatore» e in cerca di una identità più definita il quale però, insieme alla Lega, ha rastrellato voti proprio da Fi e Pd. Quanto ai giovani, hanno votato in percentuale tanto quanto i grandi e in sei casi su dieci hanno scelto – nell’ordine – M5s, Lega o l’ultradestra. In sintesi sono questi alcuni dei risultati più rilevanti dell’analisi dei flussi elettorali in Umbria presentata lunedì a Palazzo Cesaroni, sede del consiglio regionale. A mettere sul tavolo i numeri i docenti di Statistica Bruno Bracalente (dal 1995 al 2000 anche presidente della Regione) e Antonio Forcina insieme a Nicola Falocci del Servizio Studi e valutazione delle politiche dell’Assemblea legislativa. Il gruppo di lavoro utilizzando i dati reali (non gli exit poll) ha preso in considerazione le politiche del 2018 e quelle del 2013, le europee del 2014 e le regionali del 2015.

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Le politiche L’unico confronto omogeneo però, benché spunti interessanti possono esserci anche riguardo alle altre tornate, è quello tra il 2018 e il 2013. Il vero e proprio boom della Lega, passata da 3 mila a 103 mila voti, va letto innanzitutto in un quadro di enorme volatilità del voto. Detto questo, gli ex lumbard hanno ‘aspirato’ ben 17.500 voti da Pd e forze di centro, 28 mila dal M5s, 35 mila dall’ex Pdl e 19.500 dall’astensione; un consenso largamente di centrodestra, meno di quanto si pensasse proveniente dal Pd, frutto anche di persone che sono tornate a votare e di un travaso di voti dal Movimento. Quest’ultimo ne ha ‘sottratti’ 30 mila al Pd, solo 5 mila dall’ex Pdl e meno di 3 mila dall’area del non voto.

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Cambia la composizione I pentastellati dunque sono un partito «traghettatore», in alcuni casi luogo di passaggio per elettori delusi: «L’impressione – dice Bracalente – è che i partiti tradizionali abbiano cambiato composizione interna a favore dei moderati». Il Pd infatti, che in Umbria ‘regala’ ben 16 mila voti all’astensione, ne recupera 21.500 dall’area della disciolta Scelta civica (un fenomeno messo in luce anche riguardo a Perugia), che in parte si è orientata tra altre forze di centrosinistra (5.700 voti), Fi (4 mila) e Fratelli d’Italia (8.500). Nel complesso, dal Pd sono usciti oltre 70 mila voti, il 40 per cento dell’elettorato 2013. Quanto a Liberi e uguali, è stata in grado di rosicchiare pochissimo consenso al Pd (meno di 3 mila voti) e all’astensione, donandone invece ai dem e pure al M5s. Come dimostrano i numeri dunque, lo «zoccolo di sinistra» continua a rimpicciolirsi sempre di più in Umbria.

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Giovani Tra gli elementi più interessanti c’è il voto dei giovani, quelli tra i 18 e i 25 anni (47 mila in Umbria) che possono votare solo per la Camera; intanto sono andati al voto tanto quanto le altre fasce di popolazione, scegliendo in primis M5s (33,4 per cento, ben oltre la media regionale), Lega (20 per cento) e liste dell’ultradestra (oltre il 9 per cento, il triplo della media). Per gli altri, a partire dal Pd (17 per cento), le briciole o poco più. Nel 2014, alle europee, il Pd raggiunse il suo massimo storico (oltre il 49 per cento in Umbria) e ora quei voti sono andati soprattutto al M5s (50 mila) e Lega (35 mila). Lega che è stata scelta anche da oltre 47 mila persone che 4 anni fa si astennero. «Nel complesso – spiega Bracalente – a vincere è la domanda radicale di cambiamento che nel 2014 premiò il Pd di Renzi, nel 2013 il Movimento e oggi la Lega».

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I nomi contano poco Ancora più forte di solito è l’astensionismo che si registra per le regionali; 170 mila astenuti ora sono tornati a votare, scegliendo in 66 mila casi il M5s, in 33 mila la Lega e in 22 mila il Pd. Da notare poi come a livello territoriale il voto in uscita dal Pd alla Lega sia stato particolarmente forte a Città di Castello, dove era candidato il consigliere comunale Riccardo Marchetti. Nel complesso però «credo che i nomi dei candidati – osserva l’ex presidente della Regione – abbiano inciso molto poco. A contare è stato anche il tema dell’immigrazione. Quanto al voto di appartenenza forse non esiste quasi più, anche se non ne sono completamente convinto. Di sicuro la chiave per leggere quanto successo domenica è il cambiamento nel quadro di un voto che segna uno sconvolgimento del panorama elettorale umbro, che ha mutato radicalmente la connotazione politica della regione».

Twitter @DanieleBovi

Una replica a “In Umbria elettori di Pd e Fi diventati più moderati. E il 60% dei giovani sceglie M5s, Lega e ultradestra”

  1. silvia ha detto:

    non basta più un bicchiere di vino per convicere a votare come nel passato,,,,,,,i giovani sono più attenti e istruiti e sono stanchi di tutte le promesse non mantenute, delle invasioni, del buonismo, del non riconoscimento della meritocrazia ecc,ecc,

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