La conferenza stampa

di Daniele Bovi

Un mese di consultazione, da lunedì fino al 20 febbraio, per chiedere ai cittadini giudizi, idee e suggerimenti sul nuovo Piano triennale di semplificazione 2016-2018 che dovrebbe ricevere il via libera della giunta regionale all’inizio di marzo. A lanciare l’iniziativa, lunedì con una conferenza stampa all’interno della restaurata sagrestia di San Benedetto dei Condotti, all’interno della sede dell’Adisu, l’assessore alle riforme Antonio Bartolini e l’amministratore unico dell’Agenzia Maurizio Oliviero. «Dopo una fase di consultazione classica con gli stakeholders e gruppi di interesse – ha detto Bartolini -, vogliamo riaprire la consultazione ai cittadini tramite la rete. Abbiamo predisposto un blog dove sarà possibile lasciare un contributo, una proposta e votare le stesse positivamente o negativamente».

Come si può partecipare Per partecipare alla consultazione occorre cliccare sul banner dell’iniziativa, che si chiama #Umbriasemplice, caricato sul sito della Regione. Una volta entrato nella sezione, oltre alla possibilità di scaricare le slide informative, l’utente accede a umbriasemplice.ideascale.com, si registra (attraverso la mail o un social network) e dà il suo contributo anche attraverso la possibilità di votare le idee proposte da altri. Il nuovo Piano, come spiegato da Bartolini, sarà organizzato sulla base di cinque linee guida (innovazione, trasparenza e partecipazione, meno costi, sbloccare le imprese e alleggerire i cittadini) scelte dopo un periodo di consultazione, tra settembre e novembre, con tutti gli attori interessati.

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Più comunicazione Oltre a ciò sono stati individuati i punti deboli del Piano precedente, che sono una mancata sinergia tra le politiche di semplificazione e quelle di digitalizzazione, una fase partecipativa avvenuta solo dopo la pianificazione e una scarsa comunicazione. «Ci viene chiesto di fare di più – spiega Bartolini – anche sul fronte della comunicazione perché molte cose i cittadini non le conoscono. Faccio un esempio, ovvero il diritto all’indennizzo per danno da ritardo: solo qualche giorno fa, benché sia stato istituito nel 2011, è arrivata la prima istanza. La campagna di semplificazione va quindi accompagnata a una di comunicazione». Con l’approvazione in giunta del documento, che secondo Bartolini avverrà all’inizio di marzo, non si concluderà il lavoro, bensì partirà un «percorso pluriennale che vedrà la Regione impegnata, insieme a tutti gli interlocutori del sistema regionale, nell’attuazione di azioni che siano effettivamente in grado di garantire il rilancio della competitività del sistema economico regionale ed il miglioramento della qualità della vita dei cittadini».

Suape Nel percorso dovranno essere coinvolti anche tutti gli altri enti locali, come i Comuni che ad esempio per quanto riguarda il Suape (lo Sportello unico per le attività produttive e l’edilizia) sono in ritardo: solo la metà di quelli umbri, rivela Bartolini, ne ha uno attivo «e di questi – dice – solo una piccola parte è effettivamente funzionante. Non è accettabile lo stato in cui versano». Di più poi ci sarà da fare anche sul fronte del monitoraggio dei tempi, come quelli di rilascio delle autorizzazioni ambientali: «Non è possibile – commenta Bartolini – che un’impresa debba aspettare anni. Da tempo la semplificazione rappresenta una richiesta costante e continua da parte di imprese e cittadini che chiedono una PA più efficiente e meno burocratica ed è fondamentale per aumentare la competitività del territorio, migliorare la qualità della vita dei cittadini, rafforzare il rapporto tra PA e mondo delle imprese facendo in modo che i cittadini acquisiscano fiducia nelle istituzioni. Basti pensare che, per ogni procedimento amministrativo, l’Istat ha calcolato un costo reale di circa duemila euro per una media impresa artigianale».

Nevi Tornando al tema della trasparenza, lunedì il consigliere regionale di Fi Raffaele Nevi ha chiesto alla giunta di mettere finalmente online tutte le delibere di giunta, così da «fare in modo che tutti i cittadini e i soggetti interessati possano accedervi tempestivamente e nella massima completezza». Un tema al quale si fa cenno nel Piano quando si parla di un «innalzamento dei livelli di trasparenza» e di «atti amministrativi chiari e comprensibili».

Twitter @DanieleBovi

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