di Iv. Por.
E’ stato infine scoperto, stamattina, il busto della discordia. Senza il principino Emanuele Filiberto, che aveva evidentemente altro da fare che celebrare l’antenato Vittorio Emanuele II. Proprio l’annunciata presenza savoiarda, prescelta insieme alla miss folignate Francesca Testasecca, ha innescato un vespaio di polemiche senza fine sulla gestione del 150° anniversario di quella che era la provincia dell’Umbria (Rieti compresa), istituita all’indomani dell’Unità d’Italia.
Polemiche sterili Ha colto la palla al balzo, il presidente della Provincia Guasticchi per replicare a quelle che ha definito «polemiche di basso contenuto storico». In primis sul busto del re che ha ceduto Nizza e la Savoia ai francesi. «Abbiamo avuto la fortuna – ha sottolineato – di riscoprire un importante monumento nascosto da decenni, di cui il nostro ricercatore storico, Francesco Imbimbo, ha trovato il disegno originale. Abbiamo voluto recuperare questo monumento di enorme valore, ricollocandolo all’interno del suo alveo naturale. E’ nato per questo Palazzo, costruito sui ruderi della Rocca Paolina. Abbiamo festeggiato il 150°, una storia fatta dalla monarchia, dalla repubblica e anche dal periodo fascista, un periodo negativo ma che fa parte della storia. Ed è dalla nostra storia che ha origine la democrazia evoluta che noi vogliamo sostenere». Su miss Italia. «Francesca Testasecca, rappresenta non solo la bellezza, che non è comunque cosa negativa – ha detto Guasticchi – ma vuole essere un modo per evidenziare ed enfatizzare, con i costumi dell’Ente Giostra della Quintana, il ruolo della donna nel Risorgimento, per ricordare donne che hanno dato la vita per testimoniare il dissenso contro l’occupazione austriaca, ricordiamo Bruna di Città di Castello, e ancora tante altre donne italiane». Infine sul principe ballerino. «Non vedo lo scandalo per l’annuncio della presenza di Emanuele Filiberto di Savoia – ha aggiunto -. Si tratta dell’ultimo discendente di una famiglia che è stata protagonista dei 150 anni. Ritengo queste polemiche di basso contenuto storico. E’ necessario garantire l’informazione, anche storica, soprattutto in periodo di revisionismi».
Ma è uno show? I primi ad accendere la miccia delle polemiche erano stati gli esponenti di Rifondazione comunista. Il consigliere regionale Orfeo Goracci ha chiesto: «Cosa c’entra la presenza di una Miss? Nel pieno rispetto dei singoli e dei ruoli quando si parla di storia, cultura, e impegno civile e politico, quante donne e organizzazioni di donne italiane ed umbre avrebbero potuto adeguatamente rappresentare i 150 anni della nostra storia con le loro azioni». E su Emanuele Filiberto: «Chiediamo ancora una volta: che cosa c’entra? Perché uomo di spettacolo? E se così fosse, cosa c’entra lo show con i 150 anni? Perché un erede dei Savoia? Quest’ultimo criterio sarebbe ancora più grave. Perché dobbiamo dare spazi a una dinastia che ci ha consegnato il fascismo, le leggi razziali, la guerra per poi fuggire in modo codardo?».
Lega dissenziente Non meno duro il leghista Cirignoni. «Esprimiamo il nostro dissenso nei confronti della Amministrazione provinciale di Perugia per l’invito ai rappresentanti di casa Savoia, in occasione dei festeggiamenti per l’anniversario dell’unità del Paese”. Per Cirignoni i Savoia sono un simbolo del «centralismo romano». «Con questa scelta avventata, della quale si poteva fare a meno tranquillamente – prosegue Cirignoni – si mettono in secondo piano i valori incarnati dalla Repubblica, nata dopo la tragedia della guerra, grazie al voto consapevole dei cittadini del centro nord della penisola, umbri compresi».
Guasticchi berlusconiano col fazzoletto rosso Il consigliere provinciale dell’Udc Maurizio Ronconi ha invece definito Guasticchi un «berlusconiano con il fazzoletto rosso». «Se le origini non possono essere tradite – ha affermato – perseverare su comportamenti francamente incomprensibili trasformando un appuntamento di straordinaria importanza storica e politica come il 150° anniversario della Provincia di Perugia in una sagra strapaesana con miss e “ballerini”». E l’assenza di oggi di Emanuele Filiberto viene definita da Ronconi «un infortunio non da poco per il presidente della Provincia. Ora ci sarà da capire se è stata un’assenza diplomatica per trarre d’intralcio un presidente che sfiorava il ridicolo, oppure sia stata conseguenza dell’ennesima sciatteria organizzativa della provincia visto che la presenza era stata annunciata da tempo anche attraverso eleganti (e costosi) cartoncini patinati. Quello che è certo è che la vicenda delle celebrazioni del 150° anniversario della Provincia imporranno una riflessione sulla gestione della provincia poco democratica e troppo monocratica. Riconsegnare al presidente un più ruolo politico e meno da amministratore unico farà bene a tutti a cominciare dallo stesso presidente».
Bocci e bocciani in soccorso Un po’ in ritardo è giunta la solidarietà alla Provincia di alcuni esponenti del Pd: il consigliere eugubino Andrea Smacchi e il deputato Gianpiero Bocci, che ha definito le celebrazioni «una manifestazione di grande rilievo, specialmente nel momento che stiamo attraversando, che vuole cementare profondamente il sentimento e i valori di unità nazionale che legano le nostre comunità».


I cittadini ringraziano senza la statua non andavano piu di corpo ,e non dormivano piu la notte.I fondi spesi per quella pagliacciata a chi li faranno pagare ma!!!!!!!!!!