L'aula del consiglio regionale (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

La capitale della glasnost, ai tempi di Er Batman e non a quelli di Gorbachev, è Bologna. Mercoledì infatti, in nome della trasparenza massima, la conferenza dei capigruppo del consiglio regionale ha deciso, insieme ad altre misure, di procedere alla pubblicazione (online e quindi a disposizione di tutti) di scontrini e fatture relative alle spese dei gruppi consiliari. Perché un conto è rendere noto un documento per macrovoci aggregate e un altro è avere a disposizione i dettagli di come ogni singolo euro (pubblico) viene speso.

Modello Emilia La pubblicazione deve essere decisa autonomamente dai suddetti gruppi visto che il presidente dell’assemblea, come ha spiegato mercoledì Eros Brega illustrando i conti di palazzo Cesaroni, non può obbligare nessuno. Al massimo, volendo, potrebbe fare un po’ di cosiddetta moral suasion. In più i consiglieri emiliani, stando al nuovo corso di austerity varato dai capigruppo, dovranno pagare di tasca propria tutto quello che non è strettamente legato all’attività istituzionale (tipo viaggi, cene, buffet). Quindi, per esempio, niente più cene elettorali pagate dagli elettori. «Sono estremamente soddisfatto – ha commentato il presidente dell’assemblea emiliana Matteo Richetti -. La decisione dei capigruppo rappresenta un mandato che l’Ufficio di presidenza tradurrà nei prossimi giorni in provvedimenti che vanno a completare il percorso della trasparenza che abbiamo avviato».

TAGLIO AGLI STIPENDI DI PRESIDENTI E ASSESSORI, IL PIANO DELLE REGIONI

Il Pd e la glasnost E in Umbria come la pensano i capigruppo? Sono favorevoli o no all’operazione glasnost sui conti dei gruppi che presiedono a palazzo Cesaroni? Dall’altro capo del telefono Renato Locchi, Pd, si prende una pausa e poi risponde: «Intanto – dice – non è che la linea politica ce la detta l’Emilia Romagna; e noi non abbiamo bisogno di casi come quelli del Lazio per dimostrare trasparenza: domani (venerdì, ndr) dirameremo un comunicato analitico su come abbiamo speso i 144 mila euro che ci sono stati assegnati». Sì ma è favorevole o no alle fatture online? «Devo capire bene cosa significa – continua Locchi – però certo, non è che dobbiamo alimentare il voyeurismo».

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Pdl: è una follia Nettamente contrario all’ipotesi, per problemi «di privacy», è invece Raffaele Nevi, capogruppo Pdl: «Io – spiega a Umbria24 – dico che è una follia. Scontrini e fatture sono a disposizione della Corte dei conti. A mio avviso sorgono dei problemi di privacy, non è che tutte le volte posso dire dove e come sono andato in missione o con chi sono andato a cena. Noi seguiamo rigorosamente il regolamento in cui si spiega cosa può essere messo a rimborso e cosa no». Insomma, niente fatture. «Noi facciamo spese in conformità: mai autorizzato cene né di mare né di montagna né con le ostriche. Sono missioni, trasferte, riunioni e convegni con risorse (circa 86 mila euro quelli assegnati ai sette consiglieri del Pdl nel 2011, ndr) che coprono un decimo delle spese che dobbiamo sostenere. Ma perché devo dire che il giorno X sono stato a cena con Y? Così si mette in difficoltà anche la gente. Se c’è qualcosa che non va interviene la magistratura, ma secondo me questa morbosità di sapere dove andiamo a cena è follia, c’è diritto a un po’ di privacy in questo Paese».

Sì di Prc, Psi, Idv e Lega Tra gli altri membri di palazzo Cesaroni invece l’operazione glasnost sembra far breccia. Damiano Stufara, capogruppo Prc, già mercoledì si è detto favorevole: «Nessun problema». Idem per l’Italia dei Valori che sul suo sito pubblica già i dati aggregati per macrovoci sia per il gruppo in Regione che per quello in Provincia di Perugia: «Noi non abbiamo problemi – risponde Oliviero Dottorini – al massimo sarà un gran lavoro scannerizzare tutto. Comunque mi pare il minimo. La cosa fondamentale però è che ci sia la certificazione dei bilanci da parte di organismi esterni».

Buconi e Cirignoni: massima trasparenza Massimo Buconi, capogruppo Psi, dice che per lui «la trasparenza è un valore, e poi parliamo di fondi pubblici per cui nessun problema a pubblicare tutto. Se questo può contribuire a dare maggior trasparenza e maggior fiducia ben venga». Disco verde come il Sole delle Alpi anche dalla Lega Nord di Gianluca Cirignoni: «Io – osserva – sono per la massima trasparenza. Non c’è nessun problema. Se lo hanno fatto in Emilia credo che sia un’operazione da riproporre anche da noi». I Radicali perugini invece non siedono a palazzo Cesaroni. In una nota firmata da Andrea Maori e Michele Guaitini però plaudono al promesso taglio dei fondi e dei «monogruppi» e chiedono, a gran voce, l’anagrafe degli eletti e dei nominati e la pubblicazione dei bilanci dettagliati di consiglio e gruppi. Ora, per dar seguito alle parole, non resta che attendere che il tema venga messo all’ordine del giorno della conferenza dei capigruppo e vedere se la glasnost avrà la meglio sulla privacy.

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