di Daniele Bovi
In seguito all’effetto Batman e in una giornata caratterizzata dalla notizia della possibile vendita della Tk-Ast di Terni, i capigruppo in Consiglio regionale continuano nell’opera di potatura dei costi del Palazzo. Lunedì mattina infatti, nel corso dell’Ufficio di presidenza prima e nella Conferenza dei capigruppo poi, i partiti hanno deciso le misure che andranno a comporre il pacchetto di tagli da sottoporre all’approvazione dell’Aula. A conferma delle indiscrezioni emerse nei giorni scorsi, l’Ufficio ha dato innanzitutto il via libera alla soppressione dei «monogruppi» di Fiammetta Modena (Per l’Umbria, centrodestra) e Roberto Carpinelli (Marini per l’Umbria, centrosinistra). La prima nel 2010 era la candidata del centrodestra a palazzo Donini, il secondo era nel listino bloccato della presidente Catiuscia Marini.
Il consigliere economico-giuridico Spulciando il bilancio di palazzo Cesaroni è spuntata poi la figura del consulente giuridico-economico del presidente dell’assemblea. Costo, 70 mila euro all’anno. Una figura, per la quale è stato proposto il taglio, tuttavia mai attivata né da Eros Brega, che attualmente e fino alla metà di novembre siederà sulla poltrona di presidente, né dal suo predecessore Fabrizio Bracco. Disco verde è stato dato anche al ddl che prevede i revisori esterni che certificheranno il bilancio di palazzo Cesaroni e quello dei gruppi consiliari. Revisori, tre, che secondo la proposta (che Brega punta a far approvare dall’Aula entro metà novembre) verranno estratti a sorte dall’albo. In più è stata dismessa un’auto del parco macchine e proposta l’abolizione delle franchigie per le spese postali e telefoniche. Ad ogni consigliere infatti spettavano mille euro all’anno per quelle telefoniche e 600 per quelle postali.
FATTURE E SCONTRINI ONLINE: COME LA PENSANO I CAPIGRUPPO UMBRI?
Indennità e fondi I capitoli più roventi e sui quali la discussione è ancora in corso sono quelli relativi ai tagli alle indennità dei consiglieri e ai finanziamenti che spettano a ogni gruppo. Tutti, capigruppo umbri compresi, sono in attesa di giovedì quando il premier Mario Monti ha promesso di varare il decreto sui costi della politica. Tra i capisaldi, stando a quanto emerso, fondi in base all’effettivo numero degli abitanti, drastico taglio dei consiglieri, stop ai «monogruppi» costituiti da un solo esponente politico ma ugualmente destinatari di ampi finanziamenti, obbligo di rendicontazione, verifiche stringenti e più poteri alla Corte dei conti. Il problema però è che al momento mancano percentuali (si parla di un meno 30% ai gruppi) e cifre e così, tra chi dice aspettiamo e vediamo e altri che vogliono tagliare da subito il risultato, sui due capitoli, è quello di una discussione con cifre in libertà. Martedì mattina alle 12 nuova conferenza dei capigruppo per tirare le fila del ragionamento.
TUTTI I CONSUNTIVI PUBBLICATI FINO AD ORA
Corsa a pubblicare i bilanci Intanto prosegue la corsa dei gruppi a pubblicare online i bilanci. O meglio, i consuntivi. Una corsa che il capogruppo del Prc Damiano Stufara in una nota definisce «grottesca. E’ una rincorsa a rendere noto quanto in realtà era già noto da tempo. I rendiconti annuali delle spese effettuate – spiega l’esponente di Rifondazione comunista – sono, infatti, un documento contabile che a tutti gli effetti rientra nel bilancio del Consiglio regionale, e sono dei documenti allegati al conto consuntivo del Consiglio stesso, approvato dall’Aula e disponibile, ogni anno, sul sito del Consiglio regionale». «Quelli pubblicati da alcuni gruppi in questi giorni – continua -, non sono altro che i dati riportati nei consuntivi, in cui sono elencati i totali delle singole voci di spesa». Mancano cioè quelle fatture che ora il Prc, per quanto gli spetta, vuole pubblicare.
Il Psi e la privacy del Pdl Alla «corsa», lunedì, si sono iscritti il Psi di Massimo Buconi e il Pdl di Raffaele Nevi che, come spiegato nei giorni scorsi a Umbria24, non intende pubblicare le fatture per problemi di privacy: «Come anticipato due giorni fa – spiega Nevi – comunico che è stato pubblicato il bilancio del gruppo PdL, per gli anni 2010 e 2011, nello spazio dedicato ai gruppi consiliari del sito istituzionale del consiglio regionale www.crumbria.it». In più lunedì il partito ha deciso di affidare «un incarico professionale per ottenere la certificazione del bilancio. Saremo così il primo gruppo politico dell’Umbria a dotarsi di questa certificazione che attesterà la correttezza delle spesa». Di fatture però, la cui pubblicazione sarebbe solo «demagogica», neanche l’ombra. «Scontrini e fatture – conclude Nevi – che di per se non dicono nulla se non soddisfare qualche curiosità che sarebbe certamente lesiva della privacy dei consiglieri, dei fornitori e dei prestatori dei servizi che hanno rapporti con il nostro gruppo». Insomma, i soldi entrando a palazzo Cesaroni sono pubblici, mentre all’uscita diventano privati.

