di Daniele Bovi
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Stop ai due miliardi di ticket previsti per il 2014, via a un tavolo ministeriale sui costi standard e sì al rifinanziamento dei fondi Cipe ex articolo 20. Sono questi i risultati più importanti raggiunti giovedì pomeriggio a Roma nel corso di un incontro tra i ministri Lorenzin (Salute), Delrio (Affari regionali) e alcuni presidenti e assessori regionali alla Sanità, tra i quali Catiuscia Marini e Franco Tomassoni. Secondo quanto emerso dal summit a porte chiuse insomma, il cantiere del nuovo Patto per la salute sembra ripartire con il piede giusto. Oltre alla copertura, garantita dal governo, dei due miliardi per evitare la stangata ticket a partire dal prossimo anno, a breve arriverà pure il decreto sui costi standard con le cinque Regioni tra le quali scegliere quelle tre ‘virtuose’ che dovranno fare da benchmark, ovvero da riferimento per il federalismo fiscale.
L’incontro Il 24 luglio è fissato ufficialmente il primo incontro per la ripartenza del cantiere che può contare su una nuova impostazione politica che fa ben sperare gli enti locali. Come ha spiegato il ministro Lorenzin infatti c’è l’impegno a far sì che il Fondo sanitario nazionale non subisca più tagli lineari e la necessità di lavorare con le Regioni «per trovare – ha detto il ministro – le metodologie per rendere sempre più efficiente il sistema». «Con la riapertura del percorso sui costi standard – ha aggiunto – speriamo di attuare tutte quelle misure che gli italiani aspettano per avere quel sistema sanitario con servizi di primo livello e sostenibile per questa e la prossima generazione».
Marini e Tomassoni Tutte novità che Marini e Tomassoni giudicano «positivamente». «Come Regioni – scrivono -, non da ora, abbiamo sempre affermato l’insostenibilità di ulteriori aumenti del ticket sia per il sistema sanitario regionale ma, soprattutto, per i cittadini che si sarebbero trovati costretti ad una nuova compartecipazione alla spesa sanitaria». «Fondamentali» per la presidente Marini e l’assessore Tomassoni saranno «le tematiche – spiegano in una nota di palazzo Donini -relative alle cure primarie, all’assistenza ospedaliera e al riassetto del territorio; la definizione di nuovi livelli essenziali di assistenza, vecchi ormai di 10 anni, il fondo per la non autosufficienza e per l’integrazione socio-sanitario che dovrà tener conto del tema dell’invecchiamento e della cronicità. Inoltre, dovrà essere affrontata la questione dell’atto di indirizzo per l’adeguamento degli accordi collettivi nazionali e il turn over del personale del servizio sanitario nazionale».
