La sede regionale del Pd

di Daniele Bovi

La volontà di ricucire c’è, il problema è capire se e come. La segreteria regionale del Pd sabato in una lunga riunione ha discusso del caso, quello legato alle dimissioni di Luca Barberini, che ormai da quasi una settimana sta scuotendo il partito. Presenti, sabato mattina in piazza della Repubblica, tutte le anime del partito: dalla sinistra ai renziani fino ai bocciani toni pacati e nessuna contrapposizione. Insomma, visto il livello di tensione e di preoccupazione di questi giorni, la parola d’ordine è una e una soltanto: mediare. Già, ma come? su quali basi? Sabato la tregua mediatica chiesta e ottenuta venerdì da Leonelli ha retto quasi del tutto, a parte la polemica lanciata da Barberini a proposito di un post su Facebook sul quale sarebbe intervenuto anche il profilo ufficiale della Regione e, sempre sul social network, un lungo intervento del bocciano Guasticchi secondo il quale il rinnovamento renziano in Umbria non è arrivato.

TUTTO SULLE DIMISSIONI DI BARBERINI

Una soluzione A parte questi episodi, secondari, il tema vero è come trovare una soluzione. Da parte della segreteria un’indicazione è arrivata in modo chiaro: Luca Barberini dovrebbe rientrare in giunta. Questo per una buona e lunga serie di motivi: in primis per il giudizio positivo che viene dato su questi primi mesi di lavoro nell’esecutivo regionale, poi per le qualità politiche (e umane) che gli vengono riconosciute e infine anche per salvaguardare gli equilibri territoriali. Senza Barberini in giunta rimane ‘scoperta’ tutta l’area di Foligno, Spoleto e della Valnerina e se a questo si aggiunge il fatto che in consiglio non sono rappresentate altre zone importanti come il Trasimeno e l’Orvietano, è chiaro che la preoccupazione anche su questo fronte è grande. Da ultimo in segreteria è stata sottolineata anche la mole di lavoro degli assessori, non più otto ma cinque e con moltissime deleghe da curare, da ultime quelle spacchettate e redistribuite dalla presidente Catiuscia Marini dopo le dimissioni di Barberini.

Ricucire presto Il problema che viene posto dalla segreteria quindi è anche quello di far funzionare bene la macchina del governo regionale, già oberata da una notevole quantità di lavoro. Anche per questo dunque si chiede di tornare in tempi rapidi allo schema a cinque. Una segreteria che in una nota esprime «forte preoccupazione per il clima ed i per toni che in questi giorni si sono registrati nel dibattito interno. È forte il rischio di incomprensione da parte degli umbri e di allontanamento dei nostri elettori che, pur nella legittima varietà di posizioni e diverse sensibilità che caratterizzano i democratici, si aspettano dai propri rappresentanti senso di responsabilità ed equilibrio, specialmente in una materia cruciale dell’amministrazione regionale quale la sanità che tocca un bene primario di ogni cittadino». La squadra di trentenni di Leonelli, chiamata a esercitare un ruolo di mediazione nella crisi, predica dialogo e comprensione e invita tutti a non giocare in proprio: «La squadra è il Pd e non i pezzetti che lo compongono».

I rifiuti «L’impegno specifico che la segreteria chiede ai propri rappresentanti in Regione – conclude la segreteria – è quindi quello di tornare immediatamente al lavoro per ricucire gli strappi. In tal senso ha conferito ampio mandato al segretario al fine di ricomporre, dialogare e costruire un clima positivo intorno al governo dell’Umbria. Contemporaneamente verrà promosso dalla segreteria stessa un serio ed approfondito dibattito sulla organizzazione, sull’efficienza dei servizi e sulle prospettive della sanità regionale nella consapevolezza che questo è il primario interesse dei cittadini». Il prossimo round sul tema, la riunione del gruppo consiliare di martedì. Non citato nel comunicato ma lungamente dibattuto sabato (quasi tre ore di discussione) è il tema dei rifiuti. Insieme all’assessore Fernanda Cecchini è stato discusso e integrato il documento di indirizzo del partito che a breve verrà reso pubblico e che verrà votato nel corso della Direzione che si sarebbe dovuta tenere sabato (una nuova data ancora non è stata fissata). Un documento che si occupa degli aspetti legati alla gestione e alle criticità dell’intero sistema, che ribadisce il no all’inceneritore e che si occupa dell’innovazione degli impianti. Il tutto in attesa dell’arrivo, in settimana, della commissione bicamerale d’inchiesta sulle ecomafie.

Twitter @DanieleBovi

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