di Daniele Bovi
La riforma della sanità regionale viaggia necessariamente su un doppio binario. Mentre a Perugia, mercoledì, nel corso della giunta regionale sono stati squadernati numeri e cifre che costituiscono la cornice della riforma, un occhio ben attento deve essere costantemente puntato verso Roma, dove al ministero si discute il nuovo Patto per la Salute. Il 30 aprile infatti scadrà, oltre al Patto 2010-2012, anche il periodo previsto dalla manovra finanziaria di luglio per arrivare a un’intesa in sede di Conferenza Stato-Regioni. Un’intesa necessaria al fine di evitare le strette sulla spesa decise dal livello centrale di governo: dal tetto alla spesa farmaceutica all’acquisto di dispositivi medici fino all’introduzione di nuove «forme di compartecipazione della spesa». Traduzione, possibili nuovi ticket dal 2014. Quindi, o c’è un accordo nel giro di quattro mesi o scatta la mannaia dei tagli decisi a luglio e non rivisti dal premier Mario Monti.
Scenario complesso Uno scenario complesso ed economicamente pesante quindi, di fronte al quale la bagarre intorno al numero di aziende sanitarie e ospedaliere umbre pare poco più che una piccola bega di paese. «Anche perché – spiega un assessore al termine della seduta di giunta di mercoledì – almeno a breve termine i risparmi derivanti dalla riduzione del numero di Asl non è certo così importante». I numeri dei tagli invece, noti da tempo, sono da brivido: palazzo Donini dovrà garantire l’universalità e la gratuità della sanità umbra, punti politicamente imprescindibili, con 34 milioni in meno nel 2012 e 83 nel 2013. «E’ chiaro – spiega lo stesso assessore – che certi centri di spesa devono essere “aggrediti”».
Il punto Mercoledì a palazzo Donini a fare il punto della situazione ci ha pensato l’assessore alla Sanità Franco Tomassoni. Una seduta nel corso della quale è stato tracciato il quadro generale di riferimento con le annesse conseguenze che le manovre del 2011 e il redigendo Patto per la salute porteranno per l’Umbria. In attesa delle proposte vere e proprie che verranno formulate nel corso della riunione di giunta del 9 gennaio, alcune delle questioni più importanti sul tavolo rimangono quelle relative alla stretta sulla spesa farmaceutica ospedaliera, le linee di indirizzo alle Asl per l’acquisto di beni e servizi, la razionalizzazione e l’eliminazione dei doppioni nelle aziende, la riduzione dei punti nascita, il nuovo sistema di assicurazioni e di finanziamento delle Asl e il miglior sfruttamento della rete ospedaliera territoriale.
L’incontro a Roma Nel pomeriggio di martedì intanto, a Roma, si è tenuto un altro incontro tra le Regioni e il ministro della Sanità Renato Balduzzi. Le Regioni – informa una nota del ministero – hanno condiviso nel complesso l’agenda proposta dal ministro e hanno, a loro volta, presentato alcune proposte accolte da Balduzzi. Nell’agenda si prevede tra i punti principali la garanzia e l’aggiornamento dei Lea (i livelli essenziali di assistenza) nel contesto del quadro di compatibilità economico-finanziaria; la rimodulazione dei criteri di compartecipazione alla spesa farmaceutica; le procedure di monitoraggio e controllo della spesa per beni e servizi; il riordino della medicina generale; la definizione degli standard dimensionali e organizzativi della spesa sanitaria. Nel prossimo round, previsto per l’11 gennaio, verranno definite le macro-aree sulle quali a partire dal 10 lavoreranno sia la componente politica che la componente tecnica del tavolo.

