Emilio Duca e l'assessore alla Sanità Franco Tomassoni (foto U24)

di Daniele Bovi

L’obiettivo è molto molto ambizioso: portare i tempi di pagamento delle Asl umbre ai fornitori entro i 30 giorni imposti dall’Ue. Quello di medio periodo e decisamente più alla portata è di portarle tutte sotto i 90 giorni. Un target abbordabile poiché già cinque su sei, secondo i numeri di palazzo Donini, rispettano quel limite. L’unica azienda a rimanere fuori è quella ospedaliera di Terni. Nel corso della seduta della giunta di mercoledì l’esecutivo ha così affidato al direttore dell’area Sanità Emilio Duca il compito di stilare un piano per centrare i 90 giorni in tutta la regione. Un piano importante perché, come si fa notare da palazzo Donini, la gran parte dei fornitori delle Asl regionali sono aziende umbre e in un momento come questo abbattere i tempi spesso biblici significa dare respiro all’economia del territorio.

Le cifre Duca lavorerà quindi a stretto contatto con le Asl per capire le problematiche e trovare le soluzioni attraverso quello che viene definito «un attento monitoraggio». Quel che è certo è che da palazzo Donini si smentiscono le cifre diffuse nelle scorse settimane dalla Cgia di Mestre ed elaborate su dati di Assobiomedica (l’associazione di Confindustria che raggruppa le realtà del settore): secondo lo studio il tempo medio in Umbria è di 161 giorni con punte record di 422 per l’azienda ospedaliera di Terni e 206 per l’Asl4. I numeri della Regione sono però altri e su quelli lavorerà Emilio Duca. «Noi – osserva la presidente della Regione Catiuscia Marini – vogliamo farci carico della parte che ci compete, mettendo in atto ogni iniziativa utile a ridurre ulteriormente i nostri già ottimali tempi di pagamento. La Regione Umbria – conclude – si colloca infatti tra le prime nella graduatoria nazionale per celerità di liquidazione dei crediti verso i propri fornitori che riguardano l’intero sistema sanitario regionale».

Riforma, Pdl e Udc aprono Sul fronte politico intanto la presidente e la sua maggioranza incassano due aperture importanti che attengono la riforma della sanità in discussione in queste settimane. La prima, consistente, arriva dal Pdl che, per bocca del capogruppo in Consiglio regionale Raffaele Nevi, oltre a condividere la «razionalizzazione incisiva della spesa» fa capire che in Aula potrebbe arrivare il sì del partito: «Noi – assicura Nevi -, come al solito, affronteremo il tema in Consiglio regionale con grande responsabilità e voteremo anche a favore quando condivideremo le scelte, ma saremo molto vigili affinché si facciano cose buone e giuste e i sacrifici siano per tutti e non solo per quelli che non sono agganciati al carro giusto, senza campanilismi sciocchi che purtroppo albergano in tutti i Comuni dell’Umbria». La seconda apertura arriva dall’Udc di Sandra Monacelli secondo la quale «si è partiti con il passo giusto». Insomma, in Consiglio sul nuovo assetto della sanità regionale il consenso potrebbe essere bipartisan.

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