Tante le scuole su cui servono opere

In Umbria servono 220 milioni di euro solo per la messa in sicurezza degli edifici scolastici. Soldi che non ci sono. Lo mette in evidenza la giunta regionale chiedendo al governo un cambio di rotta.

Edifici da controllare Sono quasi 650 gli edifici su un totale di circa 1.600 che in Umbria sono soggetti all’obbligo di verifica sismica. E’ uno dei dati che emerge dall’aggiornamento al 31 maggio scorso della ricognizione effettuata dalla Regione dell’Umbria in vista della scadenza del termine, fissato al prossimo 31 dicembre da un ordinanza ministeriale, che obbliga i proprietari delle cosiddette opere strategiche (edifici destinati a sedi di amministrazioni pubbliche, ospedali, strutture sanitarie, edifici individuati per la gestione dell’emergenza, strade, ferrovie ecc.) e rilevanti (scuole, teatri, biblioteche ecc.) di procedere alla verifica sismica  per le finalità di protezione civile in caso di evento sismico.

Aumenteranno «E’ una situazione che merita la massima attenzione – afferma l’assessore regionale Stefano Vinti – in quanto questi numeri sono certamente destinati ad aumentare, visto che non tutti i soggetti obbligati hanno provveduto a censire le opere di competenza, e, visto che le risorse a disposizione della nostra regione coprono poco più del dieci per cento delle necessità rilevate soltanto nel settore dell’edilizia scolastica».  Agli uffici regionali sono pervenute le schede di 1.545 strutture strategiche e rilevanti (1.216 edifici e 329 ponti).

Soldi che servono «Per fornire un ordine di grandezza circa le risorse necessarie – ha affermato Vinti – recentemente, da una stima sui costi necessari per il completamento delle verifiche sismiche sugli edifici scolastici che rappresentano una tipologia di edifici strategici e rilevanti e per eventuali interventi di miglioramento sismico sugli stessi è risultato che servono circa 4 milioni di euro per le verifiche e circa 220 milioni di euro per gli interventi necessari per conseguire il miglioramento sismico. Sia le verifiche che gli eventuali interventi di miglioramento ed adeguamento sismico sono a carico dei proprietari, in gran parte individuabili negli Enti Locali, che, come è noto, non sono in grado di fronteggiare, neanche con programmi pluriennali, impegni così rilevanti».

Soldi che ci sono Ad oggi, le risorse destinate a tali attività sono quasi esclusivamente quelle derivanti dalle ordinanze della Presidenza del Consiglio dei Ministri e da leggi speciali, gestite dallo Stato e dagli Uffici Regionali, pari a 24.746.183 euro di cui 3.427.103 euro per le  verifiche  sismiche su edifici  scolastici e ospedalieri, 18.742.342 euro per gli interventi di miglioramento sismico degli edifici scolastici ed,  infine, 2.576.738 euro per gli interventi di adeguamento strutturale o di sostituzione degli edifici del sistema scolastico. Al riguardo, in ambito regionale nel mese di dicembre 2011 sono stati assegnati 1.363.667 euro ad aziende sanitarie ed ospedaliere per l’esecuzione di verifiche sismiche sulle strutture sanitarie. Con le ordinanze della Presidenza del Consiglio dei Ministri nei prossimi cinque anni, fino al 2016, saranno finanziati in Umbria, interventi di prevenzione del rischio sismico per circa 40 milioni dei quali solo il 50%, presumibilmente,  potrà essere destinato agli edifici pubblici strategici e rilevanti.

Cambio di rotta «E’ evidente che serve un cambio di rotta da parte del governo nazionale – sottolinea l’assessore -. Una buona prevenzione del rischio sismico richiede interventi finanziari rilevanti ma sono interventi che possono mettere in sicurezza il territorio, gli edifici e le strutture pubbliche e quindi far risparmiare lo Stato dagli oneri derivanti da eventuali calamità, come i fatti di questi mesi, dalle alluvioni agli eventi sismici, dimostrano. Inoltre un investimento sulla prevenzione – conclude Vinti – costituirebbe anche un buon volano per la ripresa economica, perché produrrebbe occasioni di lavoro per migliaia di imprese sul territorio nazionale e consentirebbe un opera indispensabile di tutela, salvaguardia e messa in sicurezza del territorio».

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