L'ospedale di Narni (foto U24)

«Il piano di riorganizzazione dell’ospedale di Narni resta valido». Così l’assessore regionale Luca Barberini ha assicurato al capogruppo di Forza Italia, Raffaele Nevi, che nei giorni scorsi aveva presentato un’interrogazione a risposta immediata per conoscere lo stato di attuazione degli interventi messi sul tavolo dal direttore generale dell’Ausl 2, Sandro Fratini, all’indomani della chiusura del Punto nascita di Narni.

Interrogazione di Nevi su ospedale Narni Illustrando l’atto ispettivo, Nevi ha rilevato che «il punto nascita è stato chiuso prima della costruzione del nuovo ospedale Narni-Amelia, come invece era stato assicurato. Il nuovo piano di riqualificazione era anche abbastanza interessante, prevedendo un nuovo modello organizzativo che avrebbe dovuto portare a un incremento delle attività di servizi ai cittadini, concentrandosi prevalentemente su quelle programmate, grazie anche alla integrazione con gli ospedali di Foligno, l’Università di Perugia. In particolare – ha proseguito a Palazzo Cesaroni – prevedeva servizi di chirurgia ortopedia, lo sviluppo della colonproctologia, la flebologia chirurgica, con l’ortopedia era prevista in collaborazione con Foligno, attività ambulatoriale, per ginecologia si sarebbe dovuta sviluppare nella direzione della chirurgia generale, e laparoscopia, per la pediatria era previsto il mantenimento della parte ambulatoriale con l’istituzione di una importante struttura semplice day service pediatrico, percorsi diagnostico terapeutici multidisciplinari. Tutto ciò sembra però rimasto sulla carta in base a scelte della Regione stigmatizzate anche dal sindaco di Narni».

Barberini: «Il piano di riorganizzazione resta valido» In aula durante il question time l’assessore Barberini ha risposto spiegando che «il piano di riqualificazione resta valido. Il punto nascita è stato chiuso perché non venivano soddisfatti i requisiti di garanzia del nascituro e della donna che viene ricoverata. Ci sono Regioni che stanno chiudendo punti nascita con numeri ben diversi anche dai nostri mentre noi abbiamo risposto in maniera esaustiva alle prescrizioni del ministero della Salute. Per effetto di questa razionalizzazione la Regione Umbria è l’unica che riesce a garantire il pediatra h24 in tutti punti nascita. È stato avviato il percorso di realizzazione del nuovo presidio ospedaliero di Narni-Amelia nel frattempo è stata potenziata la chirurgia generale, il livello delle attività di chirurgia, della parete addominale, della flebologia chirurgica. Ortopedia e traumatologia sono in funzione e si è ormai integrato anche il percorso ambulatoriale operatorio con i professionisti del presidio ospedaliero di Foligno. Siamo dunque in presenza di un incremento marcato dell’attività, anche nel centro-donna». Nevi non ha condiviso la risposta stigmatizzando i «ritardi gravi rispetto all’attuazione del piano, come ha rilevato il sindaco di Narni. Rimaniamo fiduciosi che quanto promesso verrà fatto prima possibile, controlleremo l’attuazione del piano, aspettando l’avvio dei lavori per la costruzione dell’ospedale unico di Narni-Amelia. Sul punto nascita, rileviamo che altri presidi sono stati mantenuti anche con numeri inferiori, come Pantalla».

Forza Italia infuriata Reazione dura anche dal coordinatore provinciale di Terni, Sergio Bruschini: «Ricordo all’assessore che il prospetto di potenziamento di cui parla è solo sulla carta senza ancora aver visto attuazione e il direttore della Asl si è incontrato con i capogruppo in consiglio presentando il piano di potenziamento, sprovvisto però tutti gli allegati di attuazione circa i tempi e le modalità. Ci era stato detto che sarebbero stati forniti entro fine anno, ma non se ne è vista traccia. Sul nuovo ospedale, invece, stendiamo un velo pietoso circa il rimpallo per gli espropri tra Asl e sindaco, non avere ancora dopo tutti questi anni disponibilità della superficie, la dice lunga sulla capacità di chi ha gestito la vicenda, oltre all’assenza di bando e di 40 milioni di euro che dovrebbe mettere il privato. Sul Punto nascita ci sembra chiaro che la Regione ha fatto uno scelta politica, sacrificando Narni, ma abbiano il coraggio di assumersene le responsabilità».

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