«Riduzione degli assessori e particolare attenzione allo sviluppo economico». Questo il messaggio che arriva da Giovanni Ceccotti, coordinatore degli alleati di Progetto Terni che in aula siede con Luigi Bencivenga e Giuseppe Mascio, col primo che nei summit di maggioranza si è sempre attestato su posizioni fortemente critiche e il secondo che ha rischiato di cadere dallo scranno di presidente sotto i colpi dei franchi tiratori che miravano al sindaco Leopoldo Di Girolamo.
Pressing ed equilibri per il rimpasto
Gli alleati di Progetto Terni vogliono il rimpasto I confronti politici in questi ultimi giorni sono assidui tanto in casa Pd quanto tra i consiglieri che in aula sostengono la giunta comunale. E a parlare domenica pomeriggio è stato Ceccotti: «Di fronte alla telenovela di Elettrocarbonium, la messa in liquidazione del Giornale dell’Umbria e il caso Eskigel, ribadiamo fermamente la necessità di un intervento concreto – si legge in una nota – sollecitando pertanto il sindaco di Terni ad agire nominando senza indugio l’assessore allo Sviluppo economico».
Delega allo sviluppo economico Dopodiché arrivano le bordate: «È ora che le deleghe vengano assegnate in modo coraggioso e innovativo in base a criteri di competenza e professionalità perché – scrive Ceccotti – non si può far finta di niente continuando a lasciare la delega allo sviluppo economico (fin qui del sindaco, ndr) nelle mani dei sindacati». Stando alle ultime indiscrezioni in corsa ci sarebbe Faliero Chiappini (lista civica Città aperta), che però non piace ad alcuni democratici, ma anche l’attuale assessore ai lavori pubblici, Stefano Bucari.
Ceccotti vuole meno assessori Ma le accuse di Progetto Terni sono ad ampio spettro e investono anche la giunta: «Riteniamo eccessivo il numero attuale degli assessori, specie in presenza di tali gravi criticità e della evidente incapacità di alcuni a gestire le proprie deleghe in modo efficace. La città – è la conclusione di Progetto Terni – ha bisogno di un concreto e immediato cambio di passo, non si può essere complici di un’amministrazione inadeguata ma è necessario riprendere il dialogo con la Città da attuarsi anche attraverso la riduzione e rivisitazione dell’attuale giunta».
