di Daniele Bovi
O l’Umbria pensa da sola a riorganizzare la propria sanità o allo scopo provvederanno dolorosi decreti legge che non andranno troppo per il sottile. La presidente della Regione Catiuscia Marini lo dice chiaro e tondo martedì mattina nel corso della presentazione dei dati 2011 dell’Azienda ospedaliera di Perugia. «Se su alcuni punti le Regioni non provvederanno – ammonisce – interverranno i decreti legge». Un appello al senso di responsabilità di tutti, amministratori locali e mondo sanitario, a raccogliere la sfida che i nuovi tempi impongono. Nuovi tempi caratterizzati anche «da tagli che nel 2014, a regime, ammonteranno a 121 milioni di euro: quasi il fabbisogno di un’intera azienda sanitaria. Per stare dentro questi numeri dobbiamo affrontare delle questioni».
Spesa farmaceutica Alcuni punti saranno oggetto dell’attesa giunta di venerdì in cui si adotteranno gli annunciati 12 provvedimenti mirati al contenimento della spesa. Si parte da quella farmaceutica ospedaliera che va ridotta: «Dopo i medici di base – ha detto la Marini – ora la sfida la devono raccogliere i professionisti che lavorano nelle strutture. Servono più informazione, più monitoraggio, più controllo e una nuova logistica dei magazzini». C’è poi il capitolo delle assicurazioni, che da solo vale circa 30 milioni, e quello relativo alle nuove modalità di riparto delle risorse per le aziende sanitarie. Non più un sistema a tariffazione ma uno che prevede l’assegnazione diretta delle risorse, sempre più scarse. Giovedì ci sarà l’incontro tra una delegazione ristretta delle Regioni e il nuovo ministro della Sanità per discutere del nuovo Patto per la salute (da stipulare entro aprile): «Sotto i 108 miliardi – ha detto la Marini – le Regioni non possono scendere, sarebbero tagli ingestibili».
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La rete ospedaliera Tra i provvedimenti in giunta venerdì anche uno che mira a ripensare la rete ospedaliera del territorio. Quella rete che il direttore generale della Regione per l’area sanità, Emilio Duca, ha definito «ridondante». «Alcuni presìdi del territorio – ha spiegato la Marini – oltre alla diagnostica e alla prima assistenza dovranno avere una maggiore vocazione alla specializzazione». Per capire il problema bisogna guardare ai numeri diffusi dall’Azienda ospedaliera di Perugia, che parla di un alto numero di anziani ricoverati a Perugia per patologie di medio-bassa complessità. Sempre più, nelle intenzioni di palazzo Donini, per queste realtà si dovrà puntare sulla rete territoriale decentrata pensando all’ex Silvestrini come ad un struttura per le emergenze e l’alta specializzazione. «Per gli ultra 80enni – dice la Marini – l’ospedale di Perugia è un presidio certo ma questo non può diventare il sostituto di servizi che altri devono garantire. La rete dei servizi sul territorio va ripensata».
I NUMERI DELL’AZIENDA OSPEDALIERA NEL 2011
Punti nascita e posti letto Per far diminuire il numero di umbri che vanno a curarsi fuori regione e per tagliare le liste di attesa, «servirebbe un utilizzo adeguato (ovvero maggiore e più efficiente, ndr)- osserva la presidente – delle tecnologie in nostro possesso», mentre provvedimenti sono attesi anche riguardo ai posti letto. Un capitolo del disegno di legge che l’esecutivo presenterà a gennaio riguarderà i punti nascita. Così come per le aziende ospedaliere e per le Asl, anche qui si procederà a (oculati) tagli: «Terremo presente – ha spiegato la Marini – le dimensioni del nostro territorio e avremo un occhio di riguardo per le realtà di frontiera». Il tema è sensibilissimo e la battaglia si annuncia aspra.


