Lunedì incontro sulla riforma endoregionale tra sindacati e giunta (Foto Troccoli)

di D.B.

Avanti così. Secondo Cgil e Cisl, che lunedì mattina a palazzo Donini hanno preso visione della bozza di riforma endoregionale in un incontro con Franco Tomassoni e Fernanda Cecchini, assessori regionali al Bilancio e all’Agricoltura, la marcia intrapresa dalla riforma è quella giusta. Pur con qualche distinguo. «Nell’ambito dei nuovi tagli del governo nazionale che rendono ancora più drammatica la situazione, con un ulteriore decurtamento di 9 miliardi di euro al sistema delle autonomie locali nel 2013, la Cgil – ha detto nel corso dell’incontro il segretario regionale Mario Bravi – è pronta ad assumersi le proprie responsabilità, purché le riforme passino sempre per la valorizzazione e la tutela del lavoro degli operatori pubblici e privati delle comunità montane, che saranno sciolte in seguito alle decisioni e ai tagli del Governo».

IL NUOVO TESTO DELLA RIFORMA

Cisl: passo in avanti Soddisfatta dell’esito dell’incontro anche la Cisl, che tramite il segretario regionale Claudio Ricciarelli spiega come quello fatto lunedì sia «un ulteriore passo in avanti verso una riforma endoregionale condivisa. Viene superato il conflitto interistituzionale con le Province, riconoscendo loro alcune funzioni specifiche in materia ambientale, turistica e di gestione del territorio. Più chiaro, a questo punto, risulta essere l’identità delle future unioni comunali, anche in termini di delimitazioni e riordino territoriale delle competenze con una semplificazione degli assetti istituzionali che ridà ruolo ai livelli elettivi».

Bravi: ecco le priorità Anche in vista del prossimo incontro fissato per lunedì 11, Bravi mette sul tavolo quelli che, secondo la Cgil, dovranno essere i punti caratterizzanti la riforma: «In primo luogo – ha spiegato il segretario Cgil – è necessario assicurare la sostenibilità economica e finanziaria del progetto, con veri e propri piani industriali che valorizzino il patrimonio e l’attività dei lavoratori del settore. Altro elemento irrinunciabile è il superamento del precariato, anche per i lavoratori della ex legge ’61 (i precari storici del terremoto). Inoltre – ha aggiunto – vanno garantite prospettive e certezze per i lavoratori del settore florovivaistico (Umbriaflor e Umbria Natura). La Cgil chiede poi che sia garantito un forte ruolo di contrattazione del sindacato anche nella futura Agenzia forestale».

La collocazione del personale Cgil e Cisl apprezzano poi la maggiore chiarezza e il ruolo forte che la riforma assegna alle Unioni di comuni. Qualche dubbio invece la Cisl lo ha ancora sulla ricollocazione degli operai dalle Comunità montane, che verranno soppresse, alla nuova Agenzia forestale: «Restano da chiarire – ha infatti precisato il segretario cislino – alcuni aspetti relativi alle procedure di collocazione certa e personale, in particolare dei lavoratori precari pubblici e privati. Impegni, questi, che debbono coinvolgere non solo la costituenda Agenzia regionale per forestazione, ma tutti i livelli istituzionali, comprese le Province».

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