L'assessore all'Ambiente Silvano Rometti (Foto F. Troccoli)

Tre delle sei discariche umbre saranno chiuse e le altre ampliate, ma è una fase transitoria che dovrà essere superata. Bene gli Ati 1 e 2 per la raccolta differenziata, che non decolla negli altri due. Davanti al Comitato di monitoraggio del Consiglio regionale, audizione dell’assessore all’ambiente Silvano Rometti sullo stato di attuazione del Piano dei rifiuti. Perplesso il presidente del Comitato, Franco Zaffini, che ricorda all’assessore la necessità di individuare entro la fine dell’anno un sito per la termovalorizzazione nell’Ati 2, quello di Perugia. E annuncia ulteriori audizioni con i presidenti dei quattro Ati umbri.

I rifiuti diminuiscono Rometti ha ribadito gli obiettivi «fondamentali» da conseguire, che sono «ben delineati» nel Piano: «Innanzi tutto – ha detto Rometti – la riduzione della produzione di rifiuti, che fa registrare un trend positivo, complice anche la crisi economica, e soprattutto la diminuzione del consumo di plastica: meno 2 milioni di bottiglie di acqua minerale da 30 grammi di peso ciascuna negli ultimi due anni, anche grazie alla diffusione delle fontanelle che distribuiscono l’acqua dell’acquedotto, e il trend di crescita continuerà – ha aggiunto – grazie alle analoghe iniziative per latte e detersivi».

Differenziata verso il 40% Secondo obiettivo da raggiungere l’aumento della raccolta differenziata. Secondo Rometti, i dati inducono a ritenere che «entro la fine dell’anno avremo raggiunto il 40% di media regionale (lo scorso anno era al 31%, ndr), con picchi virtuosi nell’Ati 1, quello dell’Alta Umbria, e un bel balzo avanti nell’Ati 2, quello del perugino e Trasimeno, mentre negli altri due le cose non vanno altrettanto bene. Per stimolare l’impegno dei Comuni sopra i 10 mila abitanti la Regione – ha ricordato l’assessore – ha stanziato 2 milioni di risorse, condizionate alla trasformazione dei servizi di raccolta in chiave domiciliare».

Discariche verso l’esaurimento «Per quanto concerne le discariche, il Piano prevede – ha ricordato Rometti – la chiusura di tre delle sei discariche umbre e l’ampliamento delle altre tre (Orvieto, Borgo Giglione e Belladanza) in un clima di pace sociale. Resta il fatto che il sistema delle discariche andrà comunque ad esaurirsi, come deciso ovunque in Europa, quindi la situazione è da intendersi di transizione».

Sito per l’inceneritore entro fine anno Per quanto riguarda la chiusura del ciclo dei rifiuti, dietro sollecitazione del presidente del Comitato di monitoraggio, Franco Zaffini, l’assessore ha detto che l’Ati 2 è consapevole del fatto che sia «necessario avanzare una proposta di individuazione sul territorio di competenza di un sito per la termovalorizzazione entro il 31 dicembre di quest’anno».

Zaffini perplesso Zaffini si è detto «perplesso» sulla possibilità di raggiungere gli obiettivi di raccolta differenziata fissati dal Piano dei rifiuti e, sulla base dei dati forniti dall’assessore, ha annunciato che chiamerà in audizione i quattro sindaci responsabili dei singoli Ati. Discorso a parte per l’Ati numero 2, che è tenuto a pronunciarsi su un possibile sito per la termovalorizzazione, tema sul quale il Comitato di monitoraggio svolgerà la sua funzione di verifica e controllo dello stato di attuazione del Piano su questo specifico ambito.

Calmierare le tariffe Il presidente del Comitato ha poi chiesto conto dei costi a carico dei cittadini, già gravati di aumenti forti, anche del 100%, nel passaggio da tassa a tariffa dell’igiene urbana, ricevendo dall’assessore la rassicurazione di un impegno, da concertare con più soggetti istituzionali, per evitare ulteriori balzelli. Allo studio manovre per «calmierare le tariffe o quantomeno non aumentarle – ha detto Rometti – visto che il settore trasporti, che incide molto, presenta un’inflazione molto alta».

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