Allarmante per i sindacati la situazione rifiuti (Foto Troccoli)

A distanza di circa tre anni dall’approvazione da parte del Consiglio Regionale dell’Umbria del nuovo Piano sulla gestione dei Rifiuti, restano ancora tante, troppe, le incertezze in ordine al futuro di questo delicato tema. Lo sostengono la Fp-Cgil, la Fit Cisl e la Uiltrasporti in una nota congiunta.

Le discariche Secondo quanto scrivono i sindacati, di certo si sa che le discariche di Pietramelina (Ati 2) e S.Orsola (Ati 3) sono ormai in chiusura, così come previsto dal Piano stesso. Restano quelle di Borgo Giglione (Ati 2), Belladanza (Ati 1), Le Crete (Ati 4) le quali «necessitano tutte di essere urgentemente ampliate per poter continuare ad accogliere la parte dei rifiuti a valle della raccolta differenziata». In questo contesto, inoltre «il previsto impianto di termodistruzione (o altro) dei rifiuti, che risparmierebbe le discariche e produrrebbe energia elettrica da immettere nel mercato, ancora non vede la luce, anzi non si è neppure deciso il sito in cui sorgerà».

Differenziata insufficiente I sindacati segnalano poi come nei vari territori regionali umbri la raccolta differenziata è ben al disotto delle previsioni di legge. «Nella Regione Umbria – dicono – la percentuale di raccolta differenziata si attesta al 31,90%, con un esiguo aumento rispetto al 2009 dell’1,56%. Siamo lontanissimi dall’obiettivo fissato dalla legge regionale 13/05/2009 e dal Piano regionale di gestione dei rifiuti. Entrambi , infatti, prevedevano per l’anno 2010 una percentuale di raccolta differenziata del 50%. E siamo ancora più lontani dall’obiettivo fissato, sempre dalla legge regionale, di una percentuale di raccolta differenziata del 65% da raggiungere entro il 2012».

Allarme Dati, questi, che evidenziano una situazione di estremo allarme. Le segreterie regionali Fp Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti, intendono quindi «sollecitare la Regione Umbria e i Comuni coinvolti circa gli impegni contenuti nel piano regionale in tema rifiuti, al fine di scongiurare situazioni di emergenza già vissute in altre parti d’Italia. A giudizio del sindacato l’Umbria non può permettersi di trovarsi in difficoltà a causa delle proprie discariche esaurite e in assenza di un idoneo e moderno impianto di smaltimento finale dei rifiuti, soprattutto se si pensa che questo quadro è dovuto alla burocrazia delle Istituzioni locali che ritardano il rilascio delle necessarie autorizzazioni o addirittura per colpa della mancanza di volontà di decidere».

Subito un tavolo Fp Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti, a fronte di tali preoccupazioni, chiedono al presidente della Regione Umbria Marini e al proprio assessore all’Ambiente Rometti un «tavolo immediato di discussione volto ad affrontare tale delicata problematica che sta rischiando, ogni giorno che passa, di divenire a breve emergenza».

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