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Al centro Fernanda Cecchini

di Daniele Bovi

«O l’Auri costituirà i suoi organi entro il primo gennaio o la Regione procederà con il commissariamento». L’ultimatum arriva da parte dell’assessore regionale Fernanda Cecchini che mercoledì, a palazzo Donini, ha fatto il punto insieme ai dirigenti Ciro Becchetti e Andrea Monsignori sul servizio di raccolta con un occhio, ovviamente, a quanto emerso negli ultimi giorni a proposito dell’inchiesta della Procura della Repubblica di Perugia. «I sindaci – ha detto Cecchini a proposito dell’Autorità unica – potevano e possono fare meglio». Più in generale, a proposito della gestione dei rifiuti, quello che non possono fare è muoversi ognuno in ordine sparso «per poi venire da mamma Regione per risolvere i problemi». Secondo l’assessore «per un sistema che funziona c’è bisogno di scelte e di togliere di mezzo – dice riferendosi all’inchiesta – eventuali patologie».

TUTTO SULL’INCHIESTA RIFIUTI

Verifiche e controlli Un tasto sul quale Ceccchini batte più volte è quello del «primato della politica, che si deve riappropriare del suo ruolo, non essere vittima della tecnocrazia e fare le scelte, anche quelle impopolari. In questo settore strategico per la salute, e anche per il portafoglio degli umbri, c’è bisogno di una sferzata. Ci sarà una task force di politici e tecnici a monitorare il sistema degli impianti formata da rappresentanti dell’assessorato e degli uffici regionali competenti, dell’Arpa, dell’Auri, degli Ati e dei Comuni sedi degli impianti di trattamento e smaltimento». A proposito dell’inchiesta poi l’assessore ha detto che c’è «un sistema da rimettere sul binario della velocità e, in caso la magistratura avrà ragione, della trasparenza». Il tutto sottolineando che la Regione «fa dei controlli che si limitano al cartaceo, sui documenti messi a disposizione da altri». Insomma, i controlli veri sul sistema «spettano ad Arpa e Province», anche se le antenne in certi casi sono state alzate dagli uffici di palazzo Donini: «A metà 2014 – dice infatti Cecchini – facemmo presente al Comune di Perugia che c’era qualcosa a proposito degli eccessivi scarti relativi al compost». Nel frattempo verifiche interne «al fine di accertare la correttezza e la regolarità dell’operato dei propri uffici» sono state fatte partire dalla Provincia di Perugia.

Unico gestore Rifiuti che, nel caso di Pietramelina, non potranno più essere conferiti in discarica come deciso da Gest nelle scorse ore «quindi visto il blocco – hanno spiegato mercoledì gli uffici della Regione – le aziende dovranno trovare una soluzione alternativa». Al di là dei singoli casi però l’obiettivo strategico della Regione rimane quello «di un unico gestore, non servono venti società in una regione così piccola. L’Umbria potrebbe essere la prima ad avere un gestore unico, con una modalità di raccolta differenziata omogenea a livello regionale e con l’applicazione della tariffa puntuale, al momento applicata sperimentalmente a Bastia Umbra e Umbertide». Così come non serve un inceneritore: «Non ci sono – osserva Cecchini – numeri che ne giustificherebbero l’esistenza. Poi certo, in caso lo vogliano i sindaci saranno loro a dovercelo dire». Come dire, ognuno deve assumersi le proprie responsabilità.

Twitter @DanieleBovi

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