L’attesa verifica del conteggio elettorale da parte della Cassazione è arrivata e ha stabilito che, per l’Umbria, entrano in parlamento la candidata del centrodestra Catia Polidori (Forza Italia) e quella del M5s Emma Pavanelli, entrambe già parlamentari in precedenza. Rimangono fuori, il presidente dell’assemblea regionale Marco Squarta, che fino all’ultimo ha potuto sperare che scattasse un ulteriore parlamentare in quota Fratelli d’Italia e Pierluigi Spinelli, in quota Partito democratico. Tutto come prima per gli altri: nei tre collegi eletti Virginio Caparvi (Lega), Raffaele Nevi (FI) e Franco Zaffini (FdI); al proporzionale Emanuele Prisco (Camera) e l’ex ministro Antonio Guidi (Senato) per FdI e, per il Pd, al Senato Walter Verini e alla Camera Anna Ascani.

La decisione Con il pronunciamento dell’ufficio elettorale della Cassazione il quadro è da considerare definitivo. La notizia arriva il giorno dopo l’ingresso in parlamento, attraverso il riconteggio, di un’altra umbra, d’adozione, Elisabetta Piccolotti, in quota Alleanza Verdi Sinistra, per lei il seggio è scattato a Lecce. Piccolotti è residente a Foligno, con le novità del riconteggio, si potrebbe parlare di una terna tutta al femminile, che potrebbe impegnarsi per la nostra regione, per elezione, vicinanza e militanza.

Risvolti Bisogna attendere ora le ripercussioni sullo scacchiere regionale, il meglio noto rimpasto, di maggioranza. Fratelli d’Italia, già prima ma a maggior ragione dopo il risultato elettorale, rivendica maggiore protagonismo, che significa almeno un membro nella giunta. Occhi puntati sul destino dell’attuale assessore alla Sanità, in quota Lega che se trasferito a Roma, con incarico ministeriale o altro, potrebbe liberare un posto che consente di rimescolare le carte.

Pavanelli «Continueró il mio impegno – ha detto Pavanelli – e lavoro per i cittadini con ancor più determinazione, abbiamo un progetto che sta dalla loro parte e insieme a Giuseppe Conte saremo intransigenti sulle misure che finora abbiamo attuato. L’Umbria conti su di me, anche coloro che non sono elettori del MoVimento. Partecipare alla politica è un diritto di tutti e portare le istanze di tutti i cittadini è un mio dovere, ma anche un onore».

Squarta «Dopo 15 giorni di conteggi e riconteggi – scrive Squarta su un post -, di errori al ministero degli Interni, di fisiologica tensione e impaziente attesa, ho saputo proprio ora che non sono stato eletto in Parlamento. Nonostante tutto però questi giorni mi hanno regalato momenti inaspettati, dal valore inestimabile. Ho ricevuto così tanti messaggi di stima, così tante chiamate amichevoli, così tanto affetto che il Parlamento è davvero rimasto sullo sfondo.
Mi dispiace per gli oltre 134 mila umbri che hanno votato convintamente Fratelli d’Italia pensando che il loro voto potesse contare qualcosa ai fini della rappresentatività territoriale, mentre invece una legge elettorale palesemente inadeguata cancella anche l’ultima sovranità dell’elettore. Il seggio umbro che mi era stato inizialmente assegnato cade ora su una forza politica che pesa il 6,8% contro il 31% preso da Fratelli d’Italia in Umbria. E’ chiaro che al di là del risultato personale del sottoscritto vi è l’urgenza di modificare radicalmente l’impianto elettorale del Paese, se vogliamo perseguire concretamente almeno l’idea di un voto utile. Per il resto avete detto tutto voi, amici e conoscenti, semplici cittadini informati e anche avversari. Conserverò ogni singola parola che mi è stata rivolta, farò tesoro di questo momento per impegnarmi ancora di più e meglio, continuerò a considerare la “strada” come unico luogo di incontro tra persone che sognano un futuro migliore; è nella strada che ho iniziato a sognare, nella strada che ho conosciuto l’essenza vera della politica e dei suoi risvolti. I più grandi amici, le più grandi delusioni, le più grandi vittorie, tutto nasce da lì. E da lì ricomincio».

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