di Ivano Porfiri
Matteo Renzi parte alla conquista dell’Umbria dall’altura di cachemire di Solomeo. Più che la platea piena, più dei politici che lo appoggiano pubblicamente (chi da più tempo, chi più di recente) è il nome del luogo a pesare sull’esordio umbro della campagna per le primarie del sindaco di Firenze: il teatro Cucinelli. E lui, l’imprenditore «filosofo» lì, al centro della prima fila a guardarlo, applaudirlo convintamente quando dice: «Se perdo non voglio premi di consolazione, ma se vinco metteremo fine a un gruppo dirigente che in questi anni ha fallito». Se non è un endorsement, poco ci manca.
VIDEO – IL DISCORSO DI RENZI A SOLOMEO
Il prologo Prima dell’arrivo di Renzi, il presidente della Provincia Marco Vinicio Guasticchi ha riunito i fedelissimi renziani, nelle cui schiere negli ultimi giorni si sono uniti alcuni sindaci, come ha spiegato a Umbria24 il primo cittadino di Pietralunga Mirko Ceci. Un compattarsi delle schiere per fronteggiare l’offensiva bersaniana. Si prevede una battaglia dura, senza esclusione di colpi, anche sotto la cintura. Accanto a Guasticchi, la pasionaria renziana Nadia Ginetti, sindaco di Corciano. «Altro che proposte prive di concretezza – dice Guasticchi a chi li accusa di una campagna fumosa -. Il programma che Renzi espone oggi a Corciano e a Terni è un programma di contenuti che si caratterizza per alcune iniziative significative anche nel nostro territorio. Il riferimento fatto all’Italia Mediana, e in particolare al completamento dell’incompiuta E 78, è una chiara testimonianza della concretezza programmatica di Matteo Renzi, concretezza che sarà cavallo di battaglia delle primarie di coalizione». Anche il presidente del consiglio provinciale, Giacomo Leonelli, ha sottolineato come «Sarebbe un errore grossolano se i dirigenti del Pd a livello locale e nazionale continuassero a snobbare questo bagno di folla per un’iniziativa organizzata in soli due giorni».
La benedizione di Cucinelli Che l’imprenditore del cachemire potesse essere uno dei riferimenti umbri di Renzi si parla da tempo. Come si parla di altri giovani imprenditori molto intraprendenti. Ma l’arrivo a Solomeo può considerarsi una prova, anche se Cucinelli si nasconde un po’: «Mi ha chiesto lui di venire a Solomeo, l’ho conosciuto nel cda di Pitti Immagine, siamo amici». Poi si lascia un po’ andare: «Lo trovo un ragazzo contemporaneo, garbato, fresco e mi piace il suo modo di relazionarsi. Può regalare un sogno ai nostri figli e ne abbiamo bisogno. Possiamo anche avere vedute diverse – ha concluso – ma lo ascolto volentieri e quindi sono contento di averlo qui a Solomeo». Brunello lo guarda parlare accanto a Ginetti, Guasticchi, Leonelli, Luciano Moretti e alla fine è il primo ad abbracciarlo.
Renzi ricambia «Proprio qui a marzo, aprile parlando con Brunello e Nadia (Ginetti, ndr), quando ancora era tutto incerto, ho trovato le energie per partire», dice Renzi. Durante il suo intervento stile format televisivo: soliti estratti video, solite frecciate alla classe dirigente del Pd (D’Alema in primis, ma anche Bersani: «Lo rispetto per il suo ruolo e perché ha l’età di mio padre»), il sindaco di Firenze non manca di ringraziare Cucinelli. «Abbiamo bisogno della bellezza, una comunità non è tale senza un teatro e qui c’è bellezza ed eleganza, la bellezza è politica. Io credo profondamente che la bellezza sia uno dei motivi perché l’Italia giochi in attacco sulla scena internazionale».
Gruppo dirigente ha fallito Nel corso del monologo il sindaco di Firenze sciorina i suoi leit motiv, come quello della rottamazione. «Chi è stato 15 anni in parlamento deve lasciare». E sulle primarie: «Chi vince deve mantenere gli impegni che ha preso con i cittadini, chi perde non può pretendere premi di consolazione. In passato le primarie sono servite anche per chiedere premi di cosolazione, noi se le perdiamo non ne chiederemo alcuno. Allo stesso modo posso dire che se vinciamo metteremo fine a un gruppo dirigente che in questi anni ha fallito».
Il ricordo del Vayont Renzi si lega all’attualità con un ricordo della tragedia del Vayont: «Oggi sono esattamente 49 anni. Io ho cominciato la mia campagna per le primarie da Longarone, vorrei che il 9 ottobre prossimo, il nuovo presidente del consiglio vada a Longarone a portare le scuse a quella comunità, ma soprattutto a presentare un piano per il riassetto idrogeologico del paese».
Berlusconi: no comment Non una parola su Berlusconi e il suo annuncio di non ricandidarsi: «Io devo preoccuparmi delle questioni che riguardano la vita concreta delle persone, non il giochino tra addetti ai lavori che continua ad alimentare il chiacchiericcio ma che non risponde alle questioni degli italiani».

