L'ingresso del consiglio regionale

di D.B.

Niente istruttorie completate in tempo e quindi i disegni di legge sulle politiche di genere e su quelle giovanili vengono rinviati, forse, alla prossima legislatura. La decisione è stata presa martedì a maggioranza nel corso dell’ultima seduta per questa legislatura della Terza commissione: favorevoli Buconi (Psi), Smacchi, Bottini e Cintioli (Pd) e Valentino (FI) mentre a opporsi è stato il capogruppo di Rifondazione comunista, Damiano Stufara. Una decisione che al rifondatore non è piaciuta per nulla: «Si tratta di un accordo stretto fra i capigruppo di Pd e Psi, complice la giunta, con i parigrado dei gruppi di destra impedirà al consiglio regionale di approvare due leggi che avrebbero contribuito ad innalzare il livello di civiltà dell’Umbria». Due proposte di legge che «con le elezioni – aggiunge – decadranno».

Nel cassetto A rimanere nel cassetto sono le «Norme per le politiche di genere e per una nuova civiltà delle relazioni tra donne e uomini», da tempo approvato in Commissione, e le «Norme in materia di politiche giovanili». E di tempo ulteriore per portare le proposte in aula non ce n’è dato che venerdì scade la potestà legislativa del consiglio regionale, in attesa delle elezioni che si terranno il 31 maggio. E così mentre martedì la Terza commissione ha dato il via libera al calendario venatorio (preaperture il 2 settembre per l’intera giornata e nei giorni 6 e 13 settembre solo fino alle ore 13, mentre la prima giornata di prelievo del cinghiale sarà sabato 3 ottobre), è iniziata mercoledì la tre giorni dell’Assemblea legislativa che chiuderà questa legislatura. Nel pomeriggio è stato approvato il bilancio di previsione 2015, quello pluriennale 2015-2017 nonché il pacchetto di misure contenute nel Collegato al bilancio. Atti sui quali è arrivato il no di Goracci e Stufara.

Agenzia mobilità Ok, con voto unanime, anche al disegno di legge bipartisan Zaffini-Mariotti sul trasporto pubblico, integrato in commissione da alcune proposte della giunta. Una legge che ha al centro l’individuazione di Umbria Tpl e mobilità quale «Agenzia unica per la Mobilità ed il trasporto pubblico locale» per conto di Regione, Province e Comuni. «Un passaggio – spiegano i proponenti – che potrà permettere di portare nelle casse regionali importanti risorse in termini di compensazione dell’Iva». Un’Agenzia che si occuperà della pianificazione e progettazione in attuazione delle decisioni degli enti locali. Fungerà da stazione appaltante per l’affidamento dei servizi, riceverà il Fondo trasporti dalla Regione, erogherà ai gestori il corrispettivo previsto dai contratti di servizio e controllerà la loro corretta attuazione ed effettuerà la manutenzione ordinaria e straordinaria delle rete ferroviaria regionale. Bocciato invece un emendamento che mirava a rendere obbligatorio, per la Regione, avvalersi dell’Agenzia. «Mettere in legge il passaggio ‘può avvalersi’ – ha attaccato affini – è una contraddizione marchiana e becera».

Bollo auto Buona parte del dibattito invece, caratterizzato da toni anche aspri, è stato occupato dalla questione del bollo sulle auto storiche, che il governo ha deciso di far pagare ai possessori di auto vecchie tra 20 e 29 anni. In particolare è stato approvato un emendamento presentato da Renato Locchi (Pd), Massimo Buconi (Psi) e Manlio Mariotti (Pd), che hanno proposto di far partire un nuovo sistema di tassazione dal primo gennaio 2016, dopo che la Giunta avrà predisposto un regolamento che individua le caratteristiche dei veicoli che possono essere valutati di interesse storico. Insomma, per il momento si paga e quindi viene bocciato l’emendamento bipartisan proposto da Dottorini e Nevi, che avevano chiesto un posticipo al 31 luglio ridefinendo i criteri (tre scaglioni d’imposta basati sulla potenza fiscale) «che tutelino – aveva detto Nevi – e certifichino come storici quei particolari veicoli che rispondono a determinate caratteristiche».

Nessun rinvio L’assessore al bilancio Fabrizio Bracco ha sottolineato che comunque le auto con più di 30 anni rimangono esenti e che quindi la discussione verte su quelle tra i 20 e i 30 anni. Un rinvio secondo l’assessore non era praticabile: «Non intendo  – ha detto – deliberare in modo illegittimo prendendo in giro i cittadini approvando un provvedimento che verrà sicuramente impugnato». Da parte sua la presidente Marini ha detto che c’è la necessità di «distinguere tra auto storiche e veicoli di una certa anzianità», chiedendo poi al parlamento di intervenire senza dar vita in consiglio regionale a «soluzioni pasticciate». «È grave – ha attaccato Dottorini – un emendamento che nega di fatto la possibilità di coltivare questo hobby. Andrà così perduto un patrimonio storico, culturale e collezionistico. Questa giunta è succube del Governo nazionale». Duro anche il capogruppo di FI: «State affossando un intero settore: carrozzerie, meccanici, tappezzieri, gommisti, commercianti. Almeno diamo un segnale. Se Renzi poi l’impugna ci sarà chiarezza sulle responsabilità».

Twitter @DanieleBovi

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3 replies on “Regione, saltano ddl su politiche di genere e giovani. Auto storiche, battaglia sul bollo: si paga”

  1. La mia auto officina ha visto un questi ultimi mesi una enorme calo di lavoro nel settore delle storiche, dovuto a questa terribile norma.

    Molti lavori pianificati per l’anno 2015 sono stati disdetti e non solo ma i proprietari di detti veicoli sono costretti a svendere l’auto all’estero oppure a pagare il bollo rinunciando a qualunque tipo manutenzione sempre che nel frattempo non vendano l’auto

    Sono stato costretto non avendo scelta a ridurre il personale.

    Non avrei mai pensato che il governo arrivasse a fare una cosa del genere e tanto cosi’ ingiusta, senza un minimo di rispetto per chi ha una passione onesta.

  2. Mi unisco anch’io al collega Davide, la mia carrozzeria ha perso quasi del tutto il lavoro. Parlando con i clienti, il motivo è sempre quello del bolli che sono lievitati a fino a 500, 1000, e anche 1500 euro. Cifre improponibili per un raro utilizzo.
    Io come milti altri mie colleghi presto chiudiamo se non si da subito qualcosa
    Ma dove avete la testa…!!!!!

  3. Da un governo illegittimo che cosa ci si poteva aspettare? i loro costi aumentano e noi paghiamo , a volte costretti con la forza … il richiedere una tassa su veicoli certificati e gia esenti da anni è il solito modus operandi italiano .. illegale ma tanto che importa , delle mie 3 auto storiche tutte certificate quelle comprese fra i 20 e i 30 anni stanno per lasciare l’itaglia , l’unica che mi rimane di sicuro non pagherà mai piu neppure il bollo di circolazione !
    Spero che questo bel provvedimento distrugga anche questo settore così quando ai nostri politici non rimarrà piu nulla da tartassare forse qualcosa cambierà …

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