di Daniele Bovi
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Con un escamotage tecnico la commissione Affari istituzionali di palazzo Cesaroni, guidata da Oliviero Dottorini, ha approvato una risoluzione di due righe con la quale si dà formalmente il via libera al Documento annuale di programmazione economica della giunta. Un ok solo tecnico visto che i problemi politici rimangono sul tappeto. Mercoledì sera infatti, dopo un lungo e nervoso conclave di maggioranza segnato anche dall’uscita anticipata della presidente Marini (poi fatta rientrare dai democratici Locchi e Bottini), non è stata trovata un’intesa. Da una parte ci sono Prc e Idv che chiedono, tra le altre cose, un inasprimento delle aliquote addizionali Irpef per le ultime due fasce di reddito e dei canoni di concessione per cavatori e imbottigliatori; dall’altra la presidente, il Pd e il Psi che considerano l’innalzamento dell’Irpef un suicidio politico e ridimensionano fortemente i benefici per le casse regionali (ben meno degli 8-10 milioni di euro di cui parla il Prc che li vorrebbe destinare ad un piano in aiuto di famiglie e lavoratori in difficoltà).
Lunedì nuovo round Tutti temi di cui si tornerà a discutere, secondo quanto noto, lunedì prossimo, appena 24 ore prima dell’approdo del Dap in aula. Approdo garantito proprio grazie all’escamotage tecnico partorito in commissione. Quattro i sì alla brevissima risoluzione (Locchi, Barberini e Galanello-Pd, Dottorini-Idv) tre i no (Monacelli, Udc, Monni, Pdl, Lignani Marchesani, Fd’I) mentre Stufara, Prc, non ha partecipato al voto. «La discussione politica sul Dap – spiega il consigliere regionale di Rifondazione in una nota -, per le conseguenze e i provvedimenti che contiene, è di primaria importanza per la politica regionale. La risoluzione vera e propria arriverà in aula martedì prossimo e lo spazio del confronto resta dunque aperto. Abbiamo posto alcune tematiche sull’ambiente, sul piano rifiuti, sulla fiscalità. Rinvio quindi la mia espressione di voto a martedì e non partecipo al voto in commissione».
Così l’opposizione Sul Dap è invece netto il giudizio negativo di una parte dell’opposizione. In una nota infatti Andrea Lignani Marchesani (Fratelli d’Italia – relatore al Dap), Gianluca Cirignoni (Lega Nord), Sandra Monacelli (Udc), Franco Zaffini (Fd’I) e Alfredo De Sio (Fd’I), spiegano di condividere solo l’invarianza fiscale e promettono il loro no in aula a meno che non cambino alcuni punti. «A cominciare dall’occupazione e dagli Accordi di programma con altri soggetti istituzionali – scrivono – , è necessaria un’azione da protagonista da parte dell’istituzione Regione e di tutti i suoi organi, con un coinvolgimento diretto del consiglio regionale, in primis sull’utilizzo della modesta somma di 56,6 milioni di euro che rappresenta il margine non rigido del bilancio 2013 e dove possono collocarsi le scelte politiche».
