Il gruppo Pdl oggi a palazzo Cesaroni

di Daniele Bovi
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«La giunta Marini sta distruggendo l’Umbria». E’ una sentenza dura e senza appello quella emessa lunedì mattina dal gruppo consiliare del Pdl a palazzo Cesaroni che, nel corso di una conferenza stampa, ha fatto capire che aria tirerà martedì mattina quando il Dap (il Documento annuale di programmazione economica), arriverà in aula per essere votato. E così, mentre alle 15 di lunedì la maggioranza tornerà per la terza volta a vedersi per tentare di trovare la quadra intorno al documento senza sfilacciarsi al momento del voto (Prc e Idv chiedono aliquote Irpef più alte per le ultime due fasce di reddito e, tra le altre cose, un inasprimento dei canoni di concessione per imbottigliatori e cavatori), il Pdl parla di un «Dap delle incompiute». Secondo il capogruppo Raffaele Nevi, secondo il quale alla fine sul Dap la maggioranza «troverà il modo di rimanere a galla», la giunta regionale «è vittima della propria debolezza» che «sta sta distruggendo l’Umbria».

Governo del presidente Ecco perché la presidente Catiuscia Marini dovrebbe avere «un sussulto di responsabilità: venga in consiglio regionale a proporre un nuovo esecutivo, di alto profilo, oppure ammetta il proprio fallimento e si vada ad elezioni anticipate». Alla presidente il Pdl chiede di non sostituire l’assessore Gianluca Rossi (eletto al Senato), e la invita anche a formare una sorta di «governo del presidente: scelga lei come, noi non siamo assolutamente a caccia di poltrone perché i cittadini ci hanno messo all’opposizione e lì resteremo fino alla fine, ma ora serve un governo che consenta di realizzare quello che questa maggioranza non riesce a fare». Una maggioranza rappresentata come «un’Armata Brancaleone che ha come unico collante l’interesse per le poltrone». In più, rincara Massimo Monni, la presidente dovrebbe tenere in considerazione che «dentro la sua giunta ci sono tre assessori che non hanno più un partito alle spalle ovvero Stefano Vinti, Silvano Rometti e Carla Casciari».

LA RISPOSTA DI LOCCHI: LA VOSTRA E’ SOLO POLITICA POLITICANTE

Grido di dolore Altrettanto dura l’immagine di un governo con le «orecchie chiuse» e di palazzi che «riescono a sentire il grido di dolore che arriva dalle famiglie e dalle imprese». Un grido che arriva «mentre anche l’Agenzia Umbria ricerche – osserva Nevi – ha certificato che la regione sta scivolando verso Sud. Non ci uniamo al coro dei tanti che cercano una motivazione della tragedia del Broletto nell’inefficienza e farraginosità della burocrazia – ha rimarcato –, tra l’altro non era il caso delle due brave dipendenti uccise, ma non possiamo certo sottovalutare la rabbia dei cittadini verso il malfunzionamento della pubblica amministrazione. Spesso, se non hai un buon amico non riesci nemmeno a capire dov’è la tua pratica, e questo apre anche alla corruzione, come dice la Corte dei conti. La sinistra non deve attaccare la Corte che fa il suo mestiere».

Le incompiute Nel lungo elenco «delle incompiute» stilato dal Pdl («ancora incompleto, abbiamo messo solo le cose più importanti»), al primo posto figura l’attuazione della legge sulla semplificazione, poi la riforma della sanità («c’è un nulla di fatto su convenzione con l’università, primariati e riduzione dei costi»), la mancata intesa in maggioranza sulla chiusura del ciclo dei rifiuti (il Pdl propone di bruciarli nei cementifici), la riforma di Webred («definita due anni fa da Rossi una priorità»), la mancanza del nuovo Piano trasporti e di quello zootecnico, della riforma della caccia, la non abolizione della tassa sui consorzi di bonifica, le troppe risorse assorbite dagli stipendi dei dipendenti dell’Agenzia forestale, lo sviluppo di project financing per rilanciare gli investimenti, le riforme di Sviluppumbria e Gepafin e lo sviluppo delle rinnovabili. «Tutte cose in ballo da almeno un paio d’anni – osserva Nevi – e su molte delle quali avevamo dato il nostro appoggio purché si venisse a capo dei problemi della regione».

Coordinamento Da ultimo Nevi traccia anche il percorso politico del gruppo che recentemente ha vissuto la scissione dei tre di Fratelli d’Italia (Alfredo De Sio, Franco Zaffini e Andrea Lignani Marchesani): a breve verrà, oltre ad alzare il volume della protesta,verrà convocato il tavolo della coalizione con Fd’I, Udc e Lega Nord allo scopo di un «maggior coordinamento operativo di tutte le forze alternative alla sinistra».

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