Palazzo Donini, sede della giunta

di Daniele Bovi

Centoventisei milioni di euro. A tanto dovrà rinunciare la Regione che nelle mercoledì pomeriggio ha varato il bilancio di previsione per il 2015, che arriva a due mesi dal voto. Un taglio dovuto ai minori trasferimenti statali con i quali ora palazzo Donini dovrà fare i conti. Un obiettivo, quello dell’equilibrio, che la Regione vuole raggiungere senza andare ad incidere sui servizi, in primis sanità, sociale e trasporti. Su tutto il resto invece, si lavorerà con le forbici. Altro obiettivo, fondamentale specialmente in campagna elettorale, è quello di trovare la quadra senza manovrare la leva fiscale. Tradotto, senza aumentare i tributi regionali, come per esempio il bollo auto o l’addizionale regionale Irpef. Veri e propri campi minati a una sessantina di giorni dall’apertura delle urne.

Marini «Sono stati anni molto complessi per l’economia, per il lavoro e per i bilanci degli enti pubblici. Sono orgogliosa – dice la presidente Catiuscia Marini -, grazie al supporto degli uffici della Regione e allo sforzo politico della Giunta, di non aver mai agito in questi 5 anni sulla tassazione autonoma della Regione». «Lo abbiamo fatto convintamente – prosegue – per non appesantire le condizioni delle persone e delle famiglie già provate dalla crisi. Abbiamo salvaguardato la spesa sociale e dei principali servizi. Abbiamo cofinanziato i fondi europei usando interamente la programmazione a noi assegnata dall’Unione Europea. Abbiamo però ridotto drasticamente le spese generali, via immobili in affitto, via auto della Regione, riduzione del personale, abbattimento costi della politica».

Agenda urbana Sempre nelle scorse ore la giunta ha approvato i primi indirizzi per l’attuazione dell’Agenda urbana dell’Umbria prevista nell’ambito della programmazione comunitaria 2014-2020. In tutto 35,5 milioni di euro finalizzati alla realizzazione di interventi per lo sviluppo urbano sostenibile, come azioni di miglioramento della mobilità sostenibile e collettiva, accesso alle tecnologie per la comunicazione, adozione di soluzione integrate per smart cities and community, riduzione dei consumi energetici, tutela dell’ambiente, valorizzazione e riqualificazione degli attrattori culturali e inclusione sociale attiva.

Ripartizione I soldi sono ripartiti tra Perugia, Terni, Foligno, Città di Castello e Spoleto che, nel ruolo di «autorità urbane», ora sono chiamate a co-progettare con la Regione i propri Programmi di sviluppo urbano sostenibile; 11,6 milioni andranno al capoluogo di regione, 9,5 a Terni, 6,5 a Foligno, 4,2 a Città di Castello e 3,7 a Spoleto. Queste città saranno chiamare a presentare i loro progetti che poi la nuova giunta regionale dovrà approvare entro ottobre 2015.

Marini: «Orgogliosi di non aver aumentato tasse» La presidente Catiuscia Marini ha commentato l’approvazione del bilancio su Facebook: «La Giunta regionale ha approvato la proposta di bilancio per il 2015. Quest’anno l’Umbria ha subìto tagli per 126 milioni di euro. Sono stati anni molto complessi per l’economia, per il lavoro e per i bilanci degli enti pubblici. Sono orgogliosa, grazie al supporto degli uffici della Regione e allo sforzo politico della Giunta, di non aver ‘MAI’ agito in questi 5 anni sulla tassazione autonoma della Regione. Lo abbiamo fatto convintamente – prosegue Marini – per non appesantire le condizioni delle persone e delle famiglie già provate dalla crisi. Abbiamo salvaguardato la spesa sociale e dei principali servizi. Abbiamo cofinanziato i fondi europei usando interamente la programmazione a noi assegnata dall’Unione Europea. Abbiamo però ridotto drasticamente le spese generali, via immobili in affitto, via auto della Regione, riduzione del personale, abbattimento costi della politica. Penso che con concretezza – aggiunge – abbiamo dimostrato responsabilità politica e rigore, senza incidere su welfare e cittadinanza sociale (nidi, diritto allo studio, non autosufficienza, trasporto pubblico, ambiente, cultura). Questa è la Regione guidata dal PD e dal centrosinistra. Altri non mettono tasse, ma non hanno asili nidi pubblici, non fanno raccolta differenziata, non organizzano il trasporto pubblico urbano. Ma di questo – conclude la presidente – ne parleremo in campagna elettorale».

Twitter @DanieleBovi

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