di Chiara Fabrizi
Pd e gruppo misto assenti in aula per il primo voto sull’Agenda Urbana, che a Spoleto vale 3,8 milioni di euro. E’ stata approvata all’unanimità dei 15 presenti, favorevoli oltre ai consiglieri di maggioranza anche Forza Italia e M5s, la pratica relativa alla convenzione tra Regione e Comune che disciplina modalità di erogazione del finanziamento regionale, ossia in tranche del 15 per cento, ma anche del cofinanziamento con risorse comunali. La prima iniezione di risorse vale quindi circa mezzo milione di euro e sarà erogata a stretto giro per finanziare l’ammodernamento della rete di illuminazione pubblica del centro storico.
Cappelletti attacca Pd e Misto Le coperture finanziarie per il cofinanziamento, contestate dal Pd e dal gruppo Misto, risultano fissate per il triennio 2016-2018 prevedendo circa 185 mila da legge 10, 17 mila da alienazioni d’immobili, 19 mila da alienazioni aree Peep e Pip e 68 mila da proventi contravvenzionali, mentre le somme restanti andranno individuate nei bilanci relativi al biennio 2019-2020. A illustrare nuovamente la pratica l’assessore Antonio Cappelletti che non ha mancato di attaccare le opposizioni assenti: «Molto spesso le opposizioni contestano l’amministrazione comunale per non portare le pratiche in consiglio comunale, salvo poi trovarci a discutere la convenzione sull’Agenda urbana con metà consiglieri deliberatamente assenti. Mi domando – ha concluso – se la partecipazione non venga utilizzata solo come motivo di scontro politico fine a se stesso».
Capitani e Bassetti L’unico consigliere Pd a partecipare alla seduta assembleare è stato Massimiliano Capitani che, dopo l’intervento in fase di discussione, ha però abbandonato l’aula al momento del voto: «Nessun imbarazzo – ha detto – qui non stiamo votando i progetti di Agenda urbana ma soltanto la convenzione, gli interventi li discuteremo più avanti facendo un’opposizione costruttiva perché – ha concluso – qualcosa che non va c’è, penso in particolare alla rotatoria di piazza Vittoria». Della stessa opinione, pur votando a favore della convenzione, Elisa Bassetti (M5s): «L’Agenda urbana si concentra sul centro storico, mentre a nostro avviso avrebbe dovuto coinvolgere anche le periferie, penso ad esempio alle principali arterie viarie. Anche se in ritardo – ha proseguito – questa città scopre l’illuminazione a led e il bike sharing che sono positive, diverso il discorso per piazza Vittoria su cui mi sembra neanche i tecnici e l’assessore abbiano al momento le idee chiare».
Pd e Misto assenti Lunedì sera i gruppi Pd e Misto hanno annunciato la non partecipazione alla seduta consiliare parlando di «convocazione inusuale e improvvisa» per poi motivare: «La giunta con una operazione finanziaria fantasiosa e creativa vorrebbe ottenere i finanziamenti di Agenda urbana basando il proprio cofinanziamento su entrate comunali legate ai numeri inattendibili nel bilancio di previsione 2016 e dell’assestamento di agosto, come hanno già denunciati i revisori dei conti che nella loro relazione avevano dato parere negativo proprio sui crediti di dubbia esigibilità. È lecito dunque che il Comune come sua quota parte al progetto Agenda Urbana, preveda di utilizzare soldi che ancora non ha incassato e difficilmente incasserà? Si tratta – proseguono i due gruppi – di un’operazione fumosa, assurda e scorretta che rappresenta un affronto alla città perché – si legge nella nota – sarebbe stato più opportuno portare in aula una variazione di bilancio per reperire la necessaria liquidità entro il 30 settembre,come richiesto dai revisori dei conti». E poi: «Sulla vicenda saranno chiamati a esprimersi ufficialmente la Corte dei Conti e il prefetto di Perugia così da verificare quali danni materiali il nostro Comune subirà a seguito di tale improvvisata ed improvvida operazione. Non siamo certamente contro l’Agenda urbana, anzi abbiamo con forza contribuito, al momento dell’assegnazione dei fondi, a far inserire la città di Spoleto nel progetto della Regione. Siamo semmai contrari al suo uso improprio ed alla definizione degli interventi senza partecipazione reale. Tutti i comuni stanno lavorando con attenzione a questo progetto. Terni soltanto ha già firmato la convenzione, ma senza l’intervento del consiglio comunale dietro al quale ripararsi».
