L'aula del consiglio regionale (foto F.Troccoli)

Una relazione dettagliata su ogni singola voce è quanto hanno chiesto i consiglieri, in particolare Andrea Lignani Marchesani (Fd’I), che giovedì nella commissione Bilancio di palazzo Cesaroni hanno cominciato ad analizzare la manovra da 31,3 milioni di euro presentata in anteprima nei giorni scorsi da Umbria24. Inoltre, come ha sottolineato il presidente Dottorini, nella seduta della Commissione della prossima settimana verranno invitati, oltre all’assessore al Bilancio Fabrizio Bracco, anche gli assessori Rometti e Cecchini per un’illustrazione più puntuale degli investimenti previsti dall’assestamento di bilancio.

TUTTI GLI STANZIAMENTI DELLA MANOVRA

La manovra Presentando il documento Bracco ha parlato di una «manovra costruita sui risparmi e sulle risorse non utilizzate» e il cui ammontare complessivo è di 31,3 milioni di euro: circa 6 milioni di fondi provenienti da riduzioni di spese e rimodulazioni di stanziamenti mentre il grosso, ovvero 25 milioni, arriva da un nuovo mutuo. Una possibilità, quella di ricorrere all’indebitamento per fare investimenti, alla quale negli ultimi anni la giunta non ha potuto ricorrere a causa dei vincoli piazzati dai vari governi che si sono succeduti.

Le critiche Ed è proprio sul nuovo mutuo che si concentrano le critiche di Lignani Marchesani, Monacelli (Udc) e Monni (Ncd): «Le future generazioni – dicono – avranno ulteriori 25 milioni di euro di debiti, che per ammissione dell’assessore al bilancio diventeranno 28 e mezzo, grazie ad un emendamento ad hoc, e questo ci lascia a dir poco perplessi». I tre consiglieri vogliono chiarezza e si chiedono se sia «mai possibile che – scrivono -, appena la legge lo consente, invece di fare economie si ricorra ad ulteriore indebitamento. Guarda caso questo avviene proprio l’anno antecedente le elezioni regionali, un periodo particolare in cui determinate e strategiche decisioni dovrebbero essere, per opportunità, evitate da una Giunta in scadenza».

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