di Daniele Bovi
Il Piano sanitario triennale 2014-2016 muove i primi passi. Il dossier, corposo, è planato lunedì pomeriggio sul tavolo della giunta regionale di palazzo Donini: un primo ragionamento generale, primi indirizzi politici e l’individuazione della struttura organizzativa che si riferisce al Piano e che legherà soggetti istituzionali, l’Anci, i sindaci, l’Università e così via. Gli indirizzi politico-programmatici hanno tra i riferimenti principali la riforma della sanità varata nel novembre del 2012, mentre il Piano si occuperà anche di svolgere un’analisi del contesto regionale che abbraccerà più aspetti: da quello epidemiologico a quello socio-economico. Un documento di programmazione che viaggerà anche su binari già tracciati dalla riforma, come quello dell’evoluzione organizzativa delle strutture territoriali e di quelle ospedaliere, dalla riorganizzazione dei centri di salute fino ai presidi ospedalieri e non solo.
Ok a luglio Sul calendario palazzo Donini ha già cerchiato una data per l’approvazione, entro la quale la giunta intende dare il via libera: l’obiettivo è quello di adottare il Piano entro la pausa estiva, ovvero entro fine luglio. Passato agosto inizierà, almeno nelle intenzioni, la fase partecipativa e poi il percorso all’interno delle commissioni del consiglio regionale. Le prossime saranno settimane calde anche per un altro tema fondamentale come quello del Patto per la salute. Il ministro Beatrice Lorenzin punta a portare a casa un accordo complessivo entro la fine del mese di maggio, e proprio il Patto sarà il tema al centro della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome in programma per mercoledì mattina a Roma. Punto tra i più importanti del Patto sarà quello legato ai ticket, con il Ministero che sembra intenzionato a rivisitare l’intera materia. Fondamentale sarà la ricerca di un equilibrio tra l’equità e la necessità di tenere in piedi il sistema, e l’orientamento allo scopo sembra essere quello di procedere per fasce di reddito.
Patto per la Salute «In questo momento i direttori generali del ministero stanno lavorando insieme alla conferenza Stato-Regioni – ha spiegato nei giorni scorsi il ministro – e dopo la campagna elettorale ci riuniremo per chiudere. Ho voluto tenere il Patto fuori della campagna elettorale apposta, altrimenti i lavori sarebbero già conclusi, perchè saranno necessarie delle scelte che non possono essere popolari da subito». Lorenzin ha parlato poi di «impegni più stringenti per le Regioni» e di aspettarsi «un Patto innovativo, con una riprogrammazione della sanità, nuovi modelli e nuove best practice, e un sistema di gestione reale che entra dentro le singole aziende». Oltre a ciò si parlerà anche dell’accesso ai dati. «Non abbiamo una rete digitalizzata in cui corrono tutti i dati – ha sottolineato Lorenzin – le Regioni, le farmacie, i medici di medicina generale devono darli così da permettere la tracciabilità della spesa sanitaria, che ci potrebbe dare sette miliardi di euro di risparmi».
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