di Iv. Por.
«Inadempienze che vanno avanti da almeno 5 anni per cui chiederemo, attraverso una lettera al Presidente della Repubblica e al Parlamento, lo scioglimento e il commissariamento della giunta Marini». Prosegue senza sosta l’offensiva dei consiglieri del Movimento 5 stelle in Consiglio regionale contro il “sistema”. La strategia scelta è quella di sparare ad ‘alzo zero’ contro «l’atmosfera morbida e gelatinosa che, vi assicuro, non ci avvolgerà».
Ritardi L’oggetto principale della conferenza stampa di Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari sono i ritardi nella presentazione dei documenti di Bilancio che, di per sé, secondo i pentastellati, sarebbero sufficienti per far sciogliere la giunta appena eletta, nonostante molti dei fatti contestati facciano capo alla precedente giunta. «Abbiamo diritto alla valutazione dell’applicazione dell’articolo 126 della Costituzione – spiega Liberati a chi solleva dubbi – perché la presidente Catiuscia Marini è la stessa e perché le inadempienze proseguono oggi con la stessa efficacia». Rilievi a cui, peraltro, la Regione ha già risposto, punto per punto, attraverso una nota.
Il dettaglio A che si riferiscono i consiglieri del M5s? Come più volte ribadito negli ultimi giorni attraverso molteplici comunicati stampa, «l’Esecutivo – attacca Liberati – non presenta i documenti in tempo, e documenti fondamentali come l’assestamento di bilancio e il rendiconto arrivano in Consiglio dopo mesi e mesi. Tutto questo costituisce una grave violazione di legge. Che unita al fatto che non è rispettato l’obbligo del pareggio di bilancio (nel 2014 ci sono oltre 16 milioni di euro di disavanzo) ci porta a chiedere lo scioglimento della Regione». Per questo il capogruppo Liberati ha chiesto alla presidente dell’Assemblea legislativa, Donatella Porzi, «di convocare quanto prima il Consiglio per discutere di questi argomenti e di ingiungere alla Giunta regionale di consegnare con urgenza i documenti mancanti all’Aula». Per avvalorare la sua tesi, Liberati cita gli articoli di legge: «l’Assemblea legislativa – precisa – doveva approvare l’assestamento di Bilancio di previsione 2015 entro il 30 giugno, ex art. 45, legge 13/2000. Inoltre non verrà approvato neppure il conto consuntivo entro il 31 luglio. Cosa che si ripete da diversi anni, almeno dal 2011. L’art. 126 della Costituzione italiana prevede che, con decreto motivato del Presidente della Repubblica, si possa disporre lo scioglimento del Consiglio regionale e la rimozione del presidente della giunta che abbiano compiuto atti contrari alla Costituzione o gravi violazioni di legge. E questi lo sono».
Dubbi su giudizio Corte dei conti Carbonari ha rincarato la dose leggendo molti passaggi del giudizio di parificazione della Corte dei conti. «Parleremo con i magistrati contabili che hanno consegnato la parifica del rendiconto 2014 – ha spiegato Maria Grazia Carbonari – poiché alla luce delle premesse della relazione della Corte dei conti stessa la situazione ci sembra quasi paradossale. Non capiamo come sia possibile parificare un bilancio quando si dice che non c’è certezza dei crediti, il patrimonio è sopravvalutato, i costi sono aumentati, ci sono delle gravi irregolarità riscontrate, documenti mancanti, mancato accesso alle banche dati, mancato riscontro da parte del collegio dei revisori di documentazione. Alla luce di questa premessa pensavo che non si concedesse la parifica. Per questo chiederò alla Corte dei conti di illustrami le modalità sulle cui basi viene concessa la parifica».
Cappa e accuse gravi Ma i due consiglieri di opposizione sono tornati, caricando a testa bassa, anche sulla questione della “cappa politico-giudiziaria” su cui martellano fin dai primi giorni dall’insediamento. Liberati, su sollecitazione della stampa ha precisato che l’accusa «non riguarda la Corte dei conti» bensì le procure di Perugia e Terni e chi le guida. «I magistrati devono andare a cena da soli – ha detto il capogruppo – invece a Terni c’è chi va a cena con persone sotto processo ad opera della sua stessa procura. Lo diciamo sulla scorta di chiare e convergenti testimonianze a riguardo». Non solo. «In questa Regione – ha affermato Liberati – c’è una cappa politico-giudiziaria anche perché non c’è stato magistrato che abbia indagato sul comportamento della Regione. Vogliamo capire se l’immoralità ha colpito l’Umbria. Per questo avvieremo un’iniziativa congiunta con i colleghi della Toscana del Movimento 5 Stelle per attivare l’attenzione della magistratura sulle spese dei gruppi regionali, gli unici in Italia sui quali non si è indagato». Ma non basta.
