La stazione di Spoleto (foto Fabrizi)

di C.F.

«Il potenziamento della Ferrovia centrale umbra (Fcu) per velocizzare i collegamenti tra Perugia e Roma ci preoccupa perché taglierebbe fuori la Orte-Falconara, mettendo all’angolo il progetto del raddoppio ferroviario Terni-Spoleto-Campello già inserita tra le priorità del ministero e in parte finanziata dal Cipe».

«Spoleto e Foligno isolate»Non è passato inosservato nella città del Festival il progetto di potenziamento della Fcu annunciato dall’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, Renato Mazzoncini, nell’ambito della presentazione del piano industriale di Fs. Ad alzare il livello di guardia, in particolare, sono i consiglieri comunali di opposizione Giampaolo Emili (lista Due Mondi) e Alessandro Cretoni (Forza Italia) che in una nota evidenziano: «Il progetto di raddoppio dei tratti inseriti nella Orte-Falconara è volto a potenziare l’unica tratta trasversale dell’Italia centrale, che mette in collegamento il Tirreno con l’Adriatico e conseguentemente i due porti di Civitavecchia e Ancona. Un progetto storico che fu deciso da Pio IX ancora oggi è attuale» ma su cui le ombre si fanno sempre più pesanti. L’ipotesi di tagliare di venti minuti i tempi di percorrenza della tratta Perugia-Roma utilizzando la Fcu, in fase di acquisizione da parte di Fs, rischia di far naufragare definitivamente il raddoppio ferroviario Spoleto-Terni, ma soprattutto di isolare ulteriormente la città del Festival, che già soffre carenza di collegamenti per il trasporto su ferro.

«Territorio alzi la voce per difendere la Orte-Falconara» In questo senso Emili e Cretoni scrivono: «Ci stupisce il silenzio assordante di tutti i livelli istituzionali locali che denota, nella migliore delle ipotesi, la mancanza di visione e l’incapacità di progettare il futuro di una regione o meglio di un territorio, peggio ancora è pensare che a guidare alcune scelte sia l’interesse solo per una parte di Umbria». E poi: «Tutto questo può anche essere inquadrato come la conseguenza delle strategie dei nostri rappresentanti istituzionali, che si sono accordati per la macroregione, dichiarando la definitiva estinzione dell’Umbria e lasciando in uno stato di abbandono quel territorio con le maggiori ricchezze artistiche, storiche e paesaggistiche. Resterebbero infatti isolati i territori di Spoleto, Valnerina, Trevi, Foligno, Spello e parzialmente isolata l’area di Assisi e Sant’Egidio dove insiste l’aeroporto». Infine l’appello: «Nel segno del profondo senso di smarrimento che tutto ciò ci provoca, invitiamo tutti i cittadini e tutti coloro che hanno la facoltà di difendere un legittimo interesse di tutta l’Umbria a far sentire la propria voce. Diversamente, saranno ricordati come coloro che  hanno volontariamente e scientificamente seppellito un tesoro».

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