di Daniele Bovi
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E’ in netta salita la temperatura all’interno della maggioranza di centrosinistra che guida la Regione. Oggi pomeriggio alle 15.30 Pd e alleati si riuniranno per discutere del Dap, il Documento annuale di programmazione economica, che «se rimane così com’è» non verrà votato da Paolo Brutti, segretario Idv, con conseguenze tutte da valutare sulla tenuta complessiva della coalizione. Che farà poi l’ala sinistra che va da Goracci a Stufara? Al momento le uniche cose certe sono i punti che Brutti, nel corso di una conferenza stampa tenuta in mattinata, mette sul tavolo della trattativa: «Crediti delle aziende che in alcuni casi sono costrette a chiudere perché non ricevono soldi dalle amministrazioni pubbliche, copertura della cassa integrazione, disboscamento degli enti intermedi». In più il segretario aggiunge i casi di Umbria Mobilità e Webred.
Umbria Mobilità e Webred Sul primo spiega che è la Regione a dover prestare «30 milioni di euro che l’azienda dovrà poi restituire» senza attendere le banche, mentre per Webred si aspettano soluzioni all’insegna delle razionalizzazioni. Riguardo a UM poi il consigliere ha detto di «non essere contrario alla privatizzazione: il prestito serve per superare le difficoltà del momento, senza arrivare a svendere l’azienda». Sul banco degli accusati c’è pure Sviluppumbria: «Così com’è – ha spiegato Brutti – serve a qualche cosa?».
Invarianza fiscale Il segretario pensa poi a un’inversione di rotta anche sull’invarianza fiscale alla quale la giunta tiene molto. Brutti pensa ad un inasprimento dei canoni di concessione per cavatori e aziende che imbottigliano acqua minerale («sfruttano risorse del territorio – dice – e non pagano praticamente niente»), ma anche ad un ritocco all’insù dell’aliquota addizionale Irpef per i redditi sopra gli 80 mila euro. Sebbene da raschiare da quel livello in su ci sia poco in questo caso è il segnale, secondo Brutti, che conta.
Non funziona Più complessivamente però è l’intero impianto del Dap ad uscire bocciato dalla valutazione di Brutti: «Ieri – osserva – c’è stata l’audizione con tutte le associazioni e neanche una ha detto che è un documento che funziona. Alcuni hanno detto che è una cosa vecchia, che non affronta i problemi dell’emergenza e che lascia le cose così come sono. Anzi, dovremo fare di meno. Io dico che le entrate complessivamente sono quelle dell’anno scorso e che con 2,2 miliardi di entrate qualche intervento in più si poteva fare». A Brutti non è piaciuto poi il modo con cui si è arrivato a questo Dap: «Quello di oggi – osserva – è il primo incontro tra le forze di maggioranza con un Dap già scritto e che, lo ricordo, non è emendabile. Al massimo si può fare una mozione indicando le parti da migliorare». Sulle possibili conseguenze di un suo no, il consigliere non si sbilancia: «Se la Marini – spiega – pensa di chiudere questa esperienza politica perché ritiene di avere ragione lei faccia pure».
Dottorini frena Da verificare poi c’è la posizione complessiva del gruppo Idv che, secondo Dottorini, non è quella del non voto. I due, come noto da giorni, hanno visioni differenti anche sul futuro del partito (Dottorini pensa che deve essere sciolto, Brutti no) oltre che sul documento della giunta: «Lo valuteremo come al solito – dice a Umbria24 l’ex Verde – senza pregiudiziali. Oggi pomeriggio andremo alla riunione vedendo se c’è la possibilità di migliorare un documento migliorabile e sottolineando la scorrettezza del non aver fatto prima una riunione su Dap e bilancio. Io non penso che si arriverà ad una rottura, il Dap lo voglio votare. Sempre che non ci arrivi una porta in faccia di fronte ad alcune richieste».
