Consiglio regionale (foto F.Troccoli)

di Iv. Por.

Il Consiglio regionale dell’Umbria ha concluso la sessione di bilancio, approvando con 18 sì e 10 no (Pdl, Lega nord e Udc) bilancio 2012 e pluriennale della Regione. Ventiquattro ore prima, come stabilisce la legge, l’Assemblea aveva detto sì alla legge finanziaria (20 voti favorevoli e 8 contrari), al collegato (20 sì e 7 no) e al bilancio del Consiglio regionale (27 sì).

Gli odg Prima del voto sul provvedimento l’Aula ha discusso 3 ordini del giorno presentati rispettivamente dal Pdl, dai capigruppo del centrosinistra e dai consiglieri Raffaele Nevi (Pdl) e Gianfranco Chiacchieroni (Pd). Il primo (bocciato con 9 sì e 17 no), firmato dai consiglieri Pdl Massimo Monni, Raffaele Nevi e Andrea Lignani Marchesani, chiedeva alla Giunta di limiti stringenti alle consulenze e agli incarichi esterni. L’assessore al bilancio, Gianluca Rossi, ha spiegato di ritenere «pleonastiche le indicazioni contenute nel documento, dato che la Giunta già rispetta le norme in materia di collaborazioni». Approvato invece il secondo (19 sì di centrosinistra e Udc e 9 astensioni), firmato dai capigruppo di maggioranza per destinare 9 milioni di euro alle opere di pubblica utilità aggirando i vincoli nazionale che azzerano le risorse per questo tipo di investimenti.

Ok al fondo salva fornitori Approvato infine all’unanimità (28 sì) il documento presentato da Raffale Nevi (capogruppo Pdl) e Gianfranco Chiacchieroni (Pd), che impegna la Giunta regionale «a mettere subito a disposizione di Gepafin almeno 1 milione di euro per finanziare il fondo istituito con il protocollo di intesa del 28 settembre 2010 per smobilizzare i crediti che le aziende vantano verso la Pubblica amministrazione».

Emendamenti alla finanziaria Nella giornata di lunedì, invece, sono stati bocciati 3 emendamenti alla finanziaria presentati dal Pdl in materia di stanziamenti per l’accesso al credito per le piccole medie imprese (19 no e 1 astenuto, Chiacchieroni – Pd), l’associazionismo familiare (19 no, 1 astenuto, Brega – Pd) e la sicurezza (20 no).

Rossi: «Adesso sviluppo» L’assessore al Bilancio, Gianluca Rossi, ha sottolineato che «con questo bilancio di fatto si chiude una fase politica e se ne apre un’altra, in cui accanto al rigore, al contenimento della spesa e dei costi della Pubblica amministrazione devono esserci interventi che tendono a far ripartire il nostro Paese per quanto riguarda la crescita e lo sviluppo, mantenendo un livello di coesione sociale adeguato alla tradizione, alla cultura della nostra Regione. Il Consiglio regionale, soprattutto a proposito di salute e sanità, deve dimostrare un po’ di autonomia rispetto anche nella valutazione di alcune scelte e ad alcune decisioni che ha anche assunto la Giunta regionale perché non è mai positivo farsi tirare la giacchetta da qualche interesse di parte, seppur rispettabile e nobile come i casi che ho sentito riecheggiare».

Spese selettive «Sento dire – ha aggiunto Rossi – che vanno fatti interventi selettivi a favore delle imprese: ricordo che l’Umbria ha 9 mila imprese, noi interverremo su 2500 imprese. È chiaro devono essere selettivi nelle scelte, questo lo condivido, nelle scelte politiche che stanno a monte degli interventi dello sviluppo, della crescita dell’impresa umbra, e credo che questo bilancio che non può essere letto in combinato con gli interventi attraverso le risorse comunitarie sia sul versante sociale perché alle risorse che noi destiniamo per le politiche di coesione sociale, per le famiglie umbre, non possiamo non aggiungerci il fatto che, sostanzialmente, di sette anni della programmazione comunitaria del fondo sociale europeo, che è fatta di circa 250 milioni di euro un anno e mezzo lo abbiamo dovuto destinare alle politiche passive, cioè agli ammortizzatori sociali, un anno e mezzo di quella programmazione comunitaria, su sette anni. Gli interventi per lo sviluppo oramai sono tutti interventi di cui l’Umbria non beneficia: non c’è più un euro del bilancio regionale e dei trasferimenti statali a sostegno delle imprese».

Allentare il Patto Per Rossi «è necessario che le Regioni virtuose, che hanno la possibilità di spendere, che hanno la possibilità di indebitarsi, perché sono state virtuose nel corso degli anni, possano farlo. E allora verso le famiglie e le imprese, sarà possibile ovviamente ad avere a disposizione quelle risorse che noi avremmo, e che non possiamo mettere a disposizione degli umbri per una logica assolutamente sbagliata e che accomuna sostanzialmente tutto il sistema pubblico alla stessa maniera».