Il comizio di catiuscia Marini in piazza della Repubblica

Si gioca nel centro storico di Perugia l’ultimo round della campagna elettorale per le elezioni regionali di domenica. I palchi dislocati in piazza della Repubblica e piazza IV Novembre sono stati occupati a turno, secondo l’ordine deciso dal sorteggio.

Prima il Psi L’ultimo giorno di campagna elettorale è stato aperto, in centro, dal segretario nazionale del Psi e viceministro delle Infrastrutture Riccardo Nencini all’hotel Brufani. «Molto è stato fatto in accordo con la presidente Marini e l’assessore regionale alle infrastrutture Silvano Rometti – ha spiegato Nencini – molte sono ancora in fase di cottura. Stiamo lavorando alla E45, un pezzo di strada importante per la viabilità nazionale, che necessita di una forte manutenzione per renderla più moderna e più sicura e la Orte-Civitavecchia presto avrà una sua conclusione». Il leader socialista ha rimarcato anche il buon governo di questi cinque anni di legislatura. «L’Umbria è una regione che è stata ben governata – ha concluso il viceministro – e ora c’è bisogno di accelerare per imprimere un cambiamento ancora più forte e i socialisti sono qui per questo».3

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Marini attacca Lega e M5s Il primo comizio in piazza è stato quello della presidente uscente e candidata di centrosinistra Catiuscia Marini. Alle 18, in piazza della Repubblica, Marini ha concluso un tour di «9 mila chilometri in 50 giorni attraverso l’Umbria». Sul palco prima di lei i candidati consiglieri del Pd di Perugia Leonelli, Solinas, Marchesi, Casciari e il segretario cittadino Giacopetti. La presidente uscenti ha parlato molto di economia e dell’impegno per i giovani «Perché – ha detto – se ci sono stati 50enni, adulti che hanno sofferto la crisi quelle generazioni di 20-30enni e in alcuni casi dei 40enni hanno visto chiudersi le opportunità di lavoro. Dobbiamo provare a prendere ad esempio alcune buone pratiche europee». Ma l’affondo della Marini è stato contro alcuni suoi avversari senza nominarli esplicitamente. Su Ricci ha sottolineato che «c’è chi è partito da un progetto civico e moderato per poi scegliere un soggetto politico (la Lega, ndr) che lucra sulle ferite dell’Umbria e sulle paure, che non ha alcun interesse per la nostra regione, se non lucrare fino al 31 maggio, su pezzetti di voto a esclusivo beneficio della propria leadership nazionale». Mentre sul Movimento 5 stelle definito «una parte che non ha contributo alle riforme a livello nazionale, che non propone soluzioni concrete di governo e ora in Umbria dà lezioni di moralizzazione». In particolare Liberati «dopo che per 8 anni ha preso i soldi della politica come assistente di un gruppo di opposizione in Regione e adesso si presenta come un ragazzo innovatore».

Sovranità e tensione A seguire, sempre in piazza della Repubblica, ha chiuso la campagna elettorale Sovranità, guidata dal numero due di Casapound nazionale, Simone Di Stefano. Un comizio improntato allo slogan: «Prima gli italiani». «Siamo un popolo generoso – ha detto – che aiuta gli altri, ma in questo momento non c’è abbastanza per gli italiani, quindi non c’è spazio per altri». Di Stefano ha attaccato Marini, ma soprattutto Ricci, che si è alleato con Alfano. Al termine del comizio è stato sfiorato lo scontro fisico tra i supporter di Sovranità e un gruppo di militanti di sinistra che li ha attesi in piazza Italia.

Dj a 5 stelle Ma la vera chiusura per il centro è stata per il Movimento 5 stelle con il candidato presidente Andrea Liberati, deputati, senatori e pure l’europarlamentare umbra Laura Agea. A seguire, sul palco un dj set per chiudere in musica una campagna elettorale lunga e faticosa. Ora silenzio fino a domenica sera alle 23, quando ci sarà gioia solo per uno degli otto candidati.