Da sinistra Prisco, Polidori, Ricci, Candiani e Vescovi

di Ivano Porfiri

I partiti, le liste civiche e Claudio Ricci. Lancia ufficialmentein quest’ordine la sua candidatura a presidente della Regione Umbria, il sindaco di Assisi, presentandosi seduto defilato a un tavolo in cui la posizione centrale era occupata dalla coordinatrice regionale di Forza Italia Catia Polidori, del coordinatore di Fratelli d’Italia Emanuele Prisco e del commissario della Lega Nord Stefano Candiani. Una sfida al centrosinistra di Catiuscia Marini che, partita dal progetto civico che voleva attrarre i partiti, assume i contorni di una vera alleanza di centrodestra. «Si parte dal consolidamento dei partiti – ha detto lo stesso Ricci – per poi allargare con le liste civiche».

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Regional manager Ricci, in ogni caso, tira dritto per la sua strada. «Sto raccomandando a tutti di vivere l’esperienza di questi due mesi come una preparazione al governo dell’Umbria – afferma -. Dobbiamo essere più inclusivi possibile e insieme costruire un progetto. Il mio è stato un viaggio di circa 16 mesi in cui, anche se abbiamo cominciato aggregando le componenti civiche, ci sono sempre stati rapporti di collaborazione con i partiti». Diverse le citazioni nel suo intervento, da Sant’Agostino ai due Papi Benedetto e Francesco. «Dobbiamo fare esercizio di equilibrio, pazienza, coesistenza perché ci sarà bisogno di tutti – ha ribadito -. Le persone hanno bisogno di un nuovo umanesimo in politica, di essere ascoltate». Sul suo approccio alla cosa pubblica ha sottolineato di voler essere un «regional manager, che mette insieme pubblico, privati, associazioni». Per la campagna elettorale, Ricci si appoggerà, e li ha citati esplicitamente, a due potenziali candidati del centrodestra: Raffaele Nevi, forte su Terni («lì come presidente trascorrerò almeno due giorni a settimana»), e Marco Squarta di Fd’I, garante dell’esperienza vittoriosa a Perigia per il forte legame con il sindaco Andrea Romizi, che Ricci ha voluto accostare al ternano Ciaurro. «Quello su cui vinceremo – ha sostenuto Ricci – è la differenza di metodo e di programma con il centrosinistra. Primo ascoltare e poi fare insieme. Nei primi mesi del governo dovremo fare una revisione di tutto l’impalcato del bilancio della Regione Umbria, risparmiando le risorse. Nei primi 3 anni otteneremo un +10% di risorse in parte corrente. E poi avremo un centro di acquisto unico su scala regionale in sanità. Quelle risorse verranno destinate allo sviluppo».

Polidori: «Ricci può farci vincere» Convinto, dopo tanti tira e molla, l’appoggio dei partiti. «Ce l’abbiamo fatta – ha esordito Polidori -, è stato un lungo percorso ma nemmeno tanto: siamo la seconda regione a presentare il candidato dopo la Puglia. Un percorso articolato, la politica però è mediazione. Servivano rinunce da parte di tutti. Oggi, dopo aver confrontato il programma, abbiamo fatto quadrare il cerchio. C’erano diversi potenziali candidati – ha aggiunto Polidori – ma la scelta di convergere su Ricci è perché lui ha portato in dote un corredo importante: in un anno ha fatto un percorso partendo dai valori del centrodestra andando oltre. Ha portato in dote delle liste civiche vere, dove anche chi è apartitico può mettersi in gioco. Possono far superare, secondo noi, il gap, tra chi non va più a votare e la politica. Ricci può riportare a gente a votare: è la differenza principale tra noi e il centrosinistra, cioè che questa coalizione può consentte a chi non è stretto in un partito, può scegliere la strada del cambiamento. Per Forza Italia voglio ringraziare chi ha consentito di quadrare il cerchio: Fiammetta Modena, Nicola Alemanno, Renzo Baldoni. Dopo 70 anni finalmente questa regione potrà cambiare colore politico».

Prisco e Candiani Prisco vorrebbe che si ripetesse il modello Perugia. «La coalizione del cambiamento ha preso corpo anche per le Regionali. Puntiamo anche ai delusi della sinistra che sono scontenti dell’assetto di potere attuale. Il risultato di Perugia ci fa ben sperare contro i finto rinnovamento del Pd, in particolare di Leonelli, un cambiamento solo di facciata e il verso rimane sempre lo stesso». Per il leghista Candiani «un sindaco è uno vicino alla gente. Il cambiamento parte da qui: c’è un’opportunità di dare all’Umbria un governo che parta dalla gente e che si occupi dei problemi della gente. Sociale, sicurezza, tasse. Pochi punti che interessano la gente».

Sfida civica Annibale Vescovi (con Rino Freddì capofila del progetto civiche) ha definito «un onore rappresentare un mondo civico costruito in 15 mesi. Abbiamo percorso chilometri sul minibus per ascoltare i cittadini e ripartire dal basso. Per la prima volta si costruisce un progetto che parte dall’Umbria e non sui tavoli nazionali. Da oggi parte la vera campagna elettorale su una struttura civica già consolidata».

Equilibrio partiti-liste civiche Ma è proprio  intorno al confine civiche-partiti che si regge l’equilibrio della sfida di Ricci. Al momento, il candidato presidente che, palesa grande ottimismo, non risponde a chi gli chiede se, ad esempio, tra i candidati civici ci saranno alcuni consiglieri regionali uscenti. «Nell’accordo stretto con i partiti abbiamo tutti fatto alcune rinunce ma in quel patto c’è la condivisione delle scelte ivi inclusa la determinazione delle liste. Vedremo quindi insieme al momento di presentarle». E neppure sulla terza lista civica c’è una risposta: «Siamo partiti con tre liste: ‘Per l’Umbria popolare’, ‘Ricci presidente’ e ‘Cambiare l’Umbria’. Le prime due ci saranno di sicuro, sulla terza stiamo riflettendo se presentarla per motivi tecnici: lì potrebbero andare cittadini che non si sono mai candidati ma se saranno troppi i candidati potremmo non presentarla e ‘Cambiare l’Umbria resterà comunque come titolo della campagna elettorale».

Nodo popolare L’altro nodo da sciogliere è quello sull’area popolare. Nella lunga conferenza stampa non sono mai stati nominati né il Nuovo centrodestra né l’Udc. Ncd è con Ricci dalla prima ora e Massimo Monni sarà di certo in lista. Grosso punto interrogativo, invece, sull’ex leghista Gianluca Cirignoni. Così come su Sandra Monacelli. Presente in sala «per ascoltare», non ha ancora deciso cosa farà. Sulla vicenda pesa la rottura con le dimissioni di Maurizio Ronconi.  Il protagonista per il momento glissa e va avanti. «Siamo attenti spettatori – ha detto Ricci – della riflessione a livello anche nazionale sull’Area popolare. Del resto in futuro io lavorerò per un progetto di Partito popolare europeo». Indiscrezioni dicono che l’impronta troppo spinta verso i partiti stia creando frizioni pesanti su chi voleva un progetto improntato sull’anima da Partito popolare europeo arricchita dalle liste civiche.