Catiuscia Marini

di Iv. Por.

«Assolutamente non sono mai stata contraria alle primarie, tanto che io sono stata candidata nel 2010 proprio dopo le primarie». E’ un sì, ma un sì condizionato quello della presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, che lo spiega in un’intervista rilasciata a Repubblica Tv in cui replica all’onda montante a livello nazionale che vorrebbe primarie per la scelta di tutti i presidenti di Regione. Peraltro anche in seno al Pd dell’Umbria il dibattito sta prendendo piede con la costituzione di un comitato che annuncia la raccolta firme.

Sì, però Un sì, si diceva, condizionato dalle circostanze. «Oggi – spiega Marini – finisco il mio primo mandato, il Pd dell’Umbria darà un giudizio sul mio operato in questi 5 anni nell’assemblea regionale del 14 e deciderà se proseguire con il mio secondo mandato o se cambiare candidato presidente e, quindi, sceglierà eventualmente anche la procedura delle primarie. Ad oggi, peraltro, non ci sono candidature del Pd alternative alla mia. E’ ovvio che la prima cosa sia valutare l’operato del presidente o del sindaco uscente, se si cambia si faranno le primarie».

Autonomia del partito Il timore nemmeno troppo celato della Marini è che si inneschi un logoramento come avvenuto nel caso del sindaco di Perugia, Wladimiro Boccali, che poi ha portato alla sconfitta al Comune di Perugia. Per questo, dice Marini, «credo che si debba fare attenzione, credo che lo strumento delle primarie vada mantenuto nello statuto, però c’è l’autonomia e la responsabilità degli iscritti e degli organismi nell’individuazione del candidato».

Non primarie sempre E a chi, come la Puppato, chede di dare sempre la parola agli elettori, la presidente risponde che «non c’è una regola che vale per tutti. Ci sono sindaci scelti con le primarie che hanno perso e quelli scelti dagli organismi che hanno vinto». «Io – aggiunge – sono disposta a essere giudicata come lo sono sempre stata. Il Pd dell’Umrbia sta facendo una larghissima partecipazione attraverso i circoli, gli iscritti, quindi c’è un grandissimo coinvolgimento che non si può circoscrivere a organismi ristretti».

Renziana? Nell’intervista si chiede infine se Marini sia renziana. «Io – spiega – non ho sostenuto Renzi candidato segretario del partito, come tutti sanno. Al tempo stesso, ritengo che il lavoro sulle riforme sia importante e sono del parere che si debba continuare a dare fiducia a questo governo perché possa continuare il suo lavoro».

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