di Daniele Bovi
Prosegue con Catiuscia Marini, presidente uscente e in corsa per un secondo mandato, la serie di interviste (dieci domande uguali per tutti) a coloro che il 31 maggio si candidano a guidare la Regione per i prossimi cinque anni. In fondo alla pagina i link alle altre interviste.
L’Umbria esce sfibrata da 8 anni di crisi. Come immagina l’Umbria dei prossimi anni e quali sono i progetti chiave sui quali costruirla?
«La crisi ha segnato le imprese, i lavoratori ed i cittadini, è innegabile. In questi anni si è spesso dovuto porre attenzione alle tante situazioni di crisi aziendali, ma, in questi stessi anni, vi sono state realtà produttive che, grazie alle capacità ed all’impegno di imprenditori e lavoratori che hanno investito, hanno rischiato – anche sopportando sacrifici – sono cresciute e si affermano sui mercati internazionali, creando lavoro e opportunità. Io vedo l’Umbria come una regione che fa dell’impresa il luogo ove si produce valore e lavoro mettendo insieme le competenze e l’innovazione per generare più ricchezza, più opportunità e più equità per contrastare le povertà generate dalla crisi. Le nostre politiche destineranno gli incentivi pubblici alle imprese che promuovono innovazione e che valorizzano il lavoro. Accanto a questo i giovani, ragazze e ragazzi, garantire loro il diritto allo studio, scommettere sulle loro competenze e i loro saperi, aiutarli a sconfiggere la precarietà, a trovare un lavoro qualificato e anche a creare una propria impresa, in ogni settore dell’economia, valorizzando le loro capacità creative e di innovazione. Giovani che rischiano altrimenti di non avere più una speranza e quindi di non poter più costruire un progetto di vita individuale e familiare. La mia azione di governo vuole conseguire – nell’ambito della cultura, della formazione, del welfare e della capacità di far nascere nuove imprese – una piena autonomia e indipendenza dei giovani, per una società più coesa, più giusta e più capace di affrontare le sfide della competizione globale».
La Regione vive l’emergenza lavoro. Indichi un provvedimento concreto per favorire l’occupazione specificando le coperture per finanziarlo.
«Il tema lavoro è una questione che riguarda l’Umbria come riguarda l’Italia nel suo complesso. Il governo ha messo in campo con la legge di stabilità misure positive: incentivi per le imprese che assumono a tempo indeterminato e spero che questa misura possa essere riproposta anche nei prossimi anni, oltre che l’esclusione del costo del lavoro dalla base imponibile Irap. Mi viene chiesto un provvedimento e gliene indico due dal lato delle politiche attive del lavoro collegati tra di loro in una logica di integrazione con le misure nazionali. Il primo è quello di voucher formativi per disoccupati finalizzati all’acquisizione di qualifiche professionali e competenze che siano effettivamente spendibili sul mercato del lavoro sulla base delle esigenze delle imprese. Il secondo è finalizzato a facilitare l’occupazione attraverso lo strumento dei tirocini formativi in azienda che stanno dando buona prova come strumento di contatto tra imprese e persone in cerca di lavoro e che ci consentono di erogare anche una indennità alle persone, incentivando al termine del tirocinio le assunzioni che saranno effettuate con uno specifico contributo che potrà essere sommato ad altri bonus o sgravi contributivi. Quanto alle coperture utilizzeremo il Fondo sociale europeo su cui abbiamo previsto specifici stanziamenti che per i prossimi anni su questi due provvedimenti diretti a giovani e disoccupati ammontano a 26 milioni di euro».
Quale criteri userà nella composizione della giunta? Privilegerà gli eletti o coinvolgerà personalità esterne?
«Intanto va detto che la Giunta regionale si nomina dopo la proclamazione degli eletti e intendo tener conto, come ho sempre fatto, anche delle indicazioni di voto dei cittadini. Credo che servirà un criterio di rappresentanza politica, di capacità di governo e di competenza».
Quale sarà il primissimo provvedimento della sua presidenza?
«Sarà un provvedimento che, ispirandosi anche alle buone pratiche delle Regioni del nord Europa, possa sostenere il credito e le imprese creative, le start-up innovative. La priorità è l’autonomia delle giovani generazioni, la loro indipendenza, ma anche mettere i giovani nelle condizioni di poter dare un loro diretto contributo di idee, di impresa, alla crescita ed allo sviluppo dell’Umbria».
L’Umbria fino al 2020 avrà a disposizione le risorse, importanti, dei Fondi europei. Quali sono i suoi piani per l’utilizzo di questi soldi?
«Prima di tutto la dotazione finanziaria di cui disponiamo da qui al 2020 è il frutto del lavoro molto serio, anche di negoziato con il Governo e con la Commissione Europea, che abbiamo fatto in questi anni. Questa dotazione costituisce la “cassetta degli attrezzi” per sostenere la crescita e lo sviluppo dell’Umbria ed è il frutto anche del mio lavoro personale e di quello della Regione in questi anni. Si tratta di risorse molto importanti, com’è è importante il suo ammontare: circa 1 miliardo e 600 milioni di euro che dovremo investire fino al 2020. E lo faremo, come abbiamo già fatto con la precedente programmazione comunitaria, senza perdere un solo euro. Queste risorse serviranno a sostenete le imprese per creare lavoro, nuova occupazione, e anche opportunità di impiego per chi il lavoro lo ha perso».
Indichi quali sono i provvedimenti più importanti per il settore dei trasporti. Ritiene la stazione Medioetruria strategica per lo sviluppo dell’Umbria? Cosa intende fare per l’aeroporto?
«Beh, prima di tutto vorrei dire che la riqualificazione e messa in sicurezza della E45 è una delle urgenti priorità per la nostra Regione. Nelle condizioni in cui è, e considerando che resta una della arterie al servizio del traffico nazionale, non è più accettabile. Per questo ho molto apprezzato, e mi confortano, le affermazioni del il Ministro delle infrastrutture, Graziano Del Rio, nell’incontro che abbiamo avuto l’altro ieri. E cioè che il Governo è impegnato a garantire le risorse necessarie per avviare i lavori di messa in sicurezza della E45. Per quel che riguarda la stazione Medioetruria posso dire che essa rappresenterà una concreta opportunità per gli umbri, ed anche per una parte della popolazione toscana (si stima che il potenziale bacino di utenza è di 2 milioni e mezzo di persone), di poter connettersi in un tempo molto breve alla rete ferroviaria dell’Alta Velocità che, come sappiamo, non tocca la nostra regione. Ne abbiamo discusso con la Regione Toscana che condivide con noi questo obiettivo ed abbiamo avviato un confronto anche con Trenitalia. Per l’Aeroporto “San Francesco d’Assisi” mi preme innanzitutto ricordare che quando cinque anni fa mi sono insediata c’era una vecchia aerostazione, ed oggi una nuova struttura che porta la firma di Gae Aulenti. Lo abbiamo fatto investendoci 40 milioni di euro, di cui circa 20 del bilancio regionale. In più abbiamo investito circa 700 mila euro annui per il sostenere il piano di potenziamento delle rotte al servizio del turismo, ma anche delle imprese e degli umbri. Ora dovremo impegnarci nella ricercare di partner, anche privati, specializzati nella gestione di sistemi aeroportuali minori e di interesse nazionale, anche in collaborazione con alcuni “hub” internazionali».
La sanità assorbe il 70 per cento del bilancio regionale. Quali sono le tre priorità e i tre provvedimenti più importanti che intende adottare?
«Innanzitutto proseguire nel processo di integrazione ed unitarietà della gestione del sistema sanitario regionale che abbiamo portato avanti in questi anni e che ci ha permesso di effettuare importanti investimenti strategici significativi, aumentare la rete dei servizi e delle prestazioni, rinnovare le dotazioni tecnologiche e delle alte tecnologie della sanità regionale, sostenere la ricerca scientifica e portare a termine gli investimenti che sono in corso. Per il futuro gli obiettivi saranno quelli di proseguire nella riorganizzazione della nostra rete ospedaliera (completamento della ristrutturazione dell’Azienda ospedaliera di Terni; la realizzazione del nuovo ospedale di Narni-Amelia; la riqualificazione degli ospedali del Trasimeno), puntando ancor di più sul modello che abbiamo già disegnato in questi anni, e cioè integrare la medicina ospedaliera con quella del territorio. E per fare ciò, il secondo provvedimento non potrà che riguardare il potenziamento delle cure primarie e della medicina del territorio con al centro il medico di medicina generale e le Case della salute. Infine dobbiamo proseguire nell’attuazione di interventi per la riduzione delle liste di attesa».
A proposito di trasparenza e partecipazione democratica la Regione ha ancora molto da fare. Cosa intende fare riguardo questi due capitoli?
«Penso che sempre di più la Regione debba essere resa una casa di vetro con l’introduzione di una legge sulla trasparenza totale che consentirà a tutti di accedere via web alle informazioni dell’amministrazione regionale, compreso uno Sportello per il cittadino per assicurare la trasparenza totale e rendere effettivo il diritto del cittadino e dell’impresa ad una buona amministrazione. In questo ci aiuterà l’Agenda digitale grazie alla quale sarà possibile sperimenterà nuove forme di partecipazione dei cittadini alla vita dell’amministrazione. Particolare rilevo verrà dato, con una legge apposita, al dibattito pubblico, che consentirà a cittadini, imprese, associazioni di indirizzare la regione nelle scelte strategiche che investono la Comunità regionale. Il dibattito pubblico, anche in forma telematica, garantirà a tutti i cittadini una piena e trasparente informazione sugli interventi che riguardano il territorio, consentendo loro di esprimere il proprio parere in corso di progettazione. La partecipazione alla vita pubblica verrà favorita da una “PA aperta” che programma, governa e mette a disposizione piattaforme (anche tecnologiche) per condividere e co-progettare. Si metterà ulteriormente a disposizione il patrimonio Informativo pubblico in forma di “Open Data” per lasciare spazio alla sussidiarietà, mercato incluso, favorendo ed incentivando lo sviluppo di servizi a valore aggiunto centrati sulle esigenze specifiche di chi quei servizi li realizza e dovrà usarli. La PA diventa essa stessa “piattaforma” per la crescita della cultura digitale e dell’economia del territorio».
Intende dare vita ad un processo di revisione della spesa magari sollecitando il consiglio all’istituzione di una commissione apposita?
«Vorrei dire prima di tutto che in questi cinque anni abbiamo in concreto realizzato una politica di spesa assai rigorosa, tant’è che oggi la macchina amministrativa della Regione Umbria costa 15 milioni in meno. Dobbiamo continuare comunque lungo la strada delle riforme strutturali. La “spending review” è una competenza del governo, e dunque della Giunta regionale. Ben vengano tutti gli indirizzi che il Consiglio regionale vorrà dare a questa azione che porteremo avanti con decisione, ma – sia chiaro – contro ogni ipotesi di riduzione della spesa per il welfare e per le politiche di investimento. Quindi una “spending” misurata all’efficientamento dei servizi e dei costi di funzionamento della pubblica amministrazione, ma non condivido politiche di austerità come quelle che hanno bloccato le opere pubbliche ed hanno rischiato di compromettere la rete del welfare».
Chiusura del ciclo dei rifiuti: intende proseguire con la produzione di CSS? Quali sono i tre provvedimenti più importanti in materia ambientale?
«Il nostro obiettivo è quello di perseguire la strategia “rifiuti zero”. Questo sarà possibile puntando prima di tutto al massimo potenziamento della raccolta differenziata, e al perseguimento di una politica che agevoli il più possibile la riduzione della produzione dei rifiuti. Vogliamo anche investire in nuove tecnologie che rendano ancor più efficiente il sistema di recupero e riciclo dei rifiuti, così da ridurre il più possibile le quote di residuo da conferire nelle discariche. Tutto ciò lo vogliamo realizzare in stretta collaborazione con i Comuni, ipotizzando anche uni sistema di incentivi – sia per le amministrazioni comunali, sia per gli stessi cittadini – ispirati al principio “chi meno inquina meno paga”. Infine, per ciò che riguarda il CSS il nostro impegno è quello di stabilire una soglia massima della quantità da produrre e prevedere il divieto di produrre CSS utilizzando gli scarti delle frazioni differenziate raccolte».
L’INTERVISTA A MICHELE VECCHIETTI
L’INTERVISTA AD AMATO JOHN DE PAULIS
L’INTERVISTA AD AURELIO FABIANI
L’INTERVISTA A FULVIO CARLO MAIORCA
L’INTERVISTA A SIMONE DI STEFANO
Twitter @DanieleBovi

La Marini rischia seriamente:in questi ultimi giorni,vista la scarsa presentabilita’ della Giunta Uscente e del PD come Partito di Sinistra ,farebbe bene a fare un richiamo per un voto di appartenenza voto alla lista alla Sua sinistra ,(SEL ,Sinistra per l’Umbria,Civiche..)
Se tiene il 4-5 per cento questa area potrebbe essere tranquilla,altrimenti…….