Palazzo Donini, sede della giunta regionale

di Daniele Bovi

Per ora sono circa 20, altri si uniranno in futuro. Lunedì a Todi si è costituito il coordinamento dei sindaci di centrodestra dell’Umbria, su iniziativa del primo cittadino di Todi Antonino Ruggiano. Alla riunione c’erano anche quelli di Orvieto, Umbertide, Deruta, Amelia, Torgiano, San Gemini, Citerna, Bettona, Cannara, Gualdo Cattaneo, Giano dell’Umbria, Otricoli, Castel Ritaldi e Porano. «Numerosi altri – è detto in una nota – hanno manifestato la volontà e l’interesse affinché le idee della buona amministrazione e del buon governo del centrodestra possano vivere una nuova stagione di successi. Tra questi, i sindaci di Nocera Umbra, Gubbio, Foligno, Trevi, Acquasparta, Polino, Tuoro sul Trasimeno, Stroncone, mentre ulteriori adesioni sono in arrivo».

Le regionali A circa cinque mesi dalle regionali d’autunno ovviamente nulla succede per caso. Nelle ultime settimane in più di un’occasione si è parlato di una lista di sostegno formata da amministratori e da altre formate da componenti civiche; uno schema che prevederebbe quindi alcune realtà di supporto oltre a quelle dei tre partiti del centrodestra. L’obiettivo è quello di allargare il più possibile il perimetro, magari coinvolgendo anche pezzi dell’ormai ex Terzo polo, e contrastare quindi lo schema perugino dove il campo largo ha conquistato la città. Nell’analisi di diversi esponenti del centrodestra, infatti, la regione viene ancora considerata fondamentalmente di centrosinistra; perciò – questo è il ragionamento – pescare consenso “moderato” nel campo avverso viene considerato centrale.

Stati generali Entro luglio il coordinamento terrà gli «Stati generali degli amministratori degli Enti locali dell’Umbria» con l’obiettivo di «fare il punto di quanto di buono ha prodotto la stagione amministrativa e porre le basi per il futuro». In corsa almeno per uno scranno a Palazzo Cesaroni ci sarà quasi certamente il forzista Antonino Ruggiano, il cui mandato da presidente di Auri (l’Autorità regionale per i rifiuti e l’idrico) scadrà nei prossimi giorni. 

Candidati e debolezze Il nodo sul candidato o sulla candidata presidente è invece ancora da sciogliere. Formalmente c’è un accordo nazionale siglato dopo la debacle sarda (e accolto gelidamente in Umbria), sulla base del quale la candidata sarà ancora Donatella Tesei; in pratica diversi hanno ancora molti dubbi (specialmente dentro FdI) e quindi i lavori sono in corso. Il problema è che sul tavolo ci sono per ora una sommatoria di debolezze: quella di Tesei e di una Lega ancora più ridimensionata dal voto (a Perugia e Terni ormai il partito non è neanche più in consiglio comunale, Marsciano è stata perduta e Foligno salvata per 27 voti), quella di FdI che dopo la doppia batosta perugino-ternana farebbe più fatica a imporre una propria figura, e quella di Andrea Romizi, inabissatosi dopo un voto dal quale esce anche lui sconfitto.

Le elezioni Nel comunicato diffuso dai sindaci gli esiti dell’ultima tornata amministrativa vengono derubricati a mero incidente di percorso: «Qualche battuta di arresto – dicono – dovuta più alla difficoltà dei candidati di entrare in sintonia con le pulsioni dell’elettorato che alla mancanza di efficacia amministrativa». Tutto qui. Un breve stop nell’ambito di «una storia di successi e di risultati che ha cambiato il volto della regione». Ovviamente anche l’operato della giunta Tesei viene promosso a pieni voti nonostante «mille difficoltà per la pesante eredità ricevuta». Nel comunicato si parla di un’amministrazione «efficace» e di risultati «che hanno riportato la regione in linea con i migliori standard europei». 

Lodi per Tesei Lodi per l’«approvazione del Piano sanitario e del Piano rifiuti» (in realtà il primo non è stato mai approvato in consiglio), per la gestione dei trasporti, del Pnrr, degli anni di pandemia, dell’«accordo che ha visto il rilancio dell’Ast», della Nuova Monteluce, del turismo, dell’aeroporto e così via. «Oggi l’Umbria, che il centrodestra ha ereditato sull’orlo del fallimento – scrivono i sindaci – è una regione sana, competitiva, con tutti i fondamentali economici e sociali che volgono, finalmente, al meglio». «In questo percorso – concludono – i sindaci e le comunità locali sono stati protagonisti e, molto di più, vogliono e potranno esserlo nel prossimo futuro, nella consapevolezza che la loro esperienza, la loro conoscenza dei problemi da affrontare, il loro fondamentale rapporto con il territorio siano elementi imprescindibili nella costruzione dell’avvenire. Insomma, è già piena campagna elettorale». 

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