Forza Italia: Catia Polidori, Raffaele Nevi, Fiammetta Modena, Maria Rosi e Rocco Valentino

di Ivano Porfiri

Nel 2010, a inizio legislatura, c’erano 9 eletti nel Pdl. Oggi, alla fine, sono rimasti in 4 tornati nella vecchia Forza Italia. Un «ritorno al futuro» sulla scia di stravolgimenti a livello nazionale. Ma anche in Umbria, in vista delle elezioni regionali di maggio, il centrodestra sta vivendo un «déjà vu». Il suo nome è Claudio Ricci.

Il bivio Ricci Tutti ricordano il sorpasso all’ultima curva subito cinque anni or sono da Fiammetta Modena per volere di Silvio Berlusconi, che non lo giudicò adatto a rappresentare (con tutte le polemiche sul giudizio «estetico» che ne seguirono) il centrodestra. Oggi il quadro è cambiato: il sindaco di Assisi è partito da un anno nella sua solitaria corsa ed è lanciatissimo, alla guida di liste civiche e, nel tempo, ha incassato l’appoggio di Ncd e Lega Nord. Forza Italia che fa? La richiesta di primarie è tramontata prima di nascere. A rispondere è la coordinatrice regionale Catia Polidori, che ha partecipato alla conferenza stampa di bilancio dei 5 anni del gruppo azzurro alla Regione.

Polidori: «Si decide martedì» «Forza Italia – dice – ha un programma ben delineato, che parte da quello che abbiamo fatto in questi 5 anni. Ed è su questo che faremo la nostra campagna elettorale, indipendentemente dal candidato. Faremo in modo che il candidato acquisisca il nostro programma. Se sarà una coalizione saremo in grado di fare sintesi. Martedì ci sarà una riunione a livello nazionale. Come coordinamento regionale ci è stata richiesta la possibilità di individuare una rosa di nomi. A Roma ci siamo presentati con 3 soluzioni: Forza Italia da sola con il suo candidato; un possibile candidato di coalizione; un terzo candidato in caso di coalizione allargata alla parte civica». Chiaro che Ricci rientra in quest’ultima opzione. «Il nazionale – ha proseguito – sta cercando di incastrare le 7 regioni in cui si vota, si tratta di un ‘do ut des’ tra le forze della coalizione di centrodestra. Martedì sera ci vedremo e da lì, in base agli equilibri, saremo in grado di fare la scelta migliore e partire entro la fine della settimana prossima. Ritardo? No, anzi anticipo di tre mesi rispetto al voto. Non siamo preoccupati sui tempi, ma sulla chiarezza di intenti».

Ricci o non Ricci Sul sindaco di Assisi, Polidori ha chiarito che «con Ricci abbiamo colloquio assolutamente aperto. Il rapporto è iniziato l’anno scorso il 20 febbraio e già da allora, alla sua richiesta di candidarsi, si è avviato un percorso, pur sapendo che si sarebbe stretto con la scelta solo ora. Ovvio che tutto si dovrà incastrare nell’ambito di 7 regioni».

Nevi: «Un’altra Perugia è possibile» Prima di lei era stato il capogruppo Raffaele Nevi a tracciare il quadro della legislatura appena trascorsa e guardare avanti. «Le cose fatte ci serviranno come basi per il futuro – ha esordito -. La cosa fondamentale per noi è cosa fare per l’Umbria. Sono stati 5 anni molto intensi, tra cambi di sigle, divisioni e riconciliazioni, abbiamo cercato di essere uniti sulle cose da fare cercando di resistere alle dinamiche nazionali e credo ci siamo riusciti. Questo mi fa dire che, così come è successo a Perugia (il sindaco Romizi era presente, ndr), possiamo vincere anche le regionali».

«Centrosinistra ha fallito» Nevi ha sottolineato le oltre 30 proposte di legge, iniziative pubbliche, l’attività sui social network da parte del gruppo. «Siamo stati punto di riferimento di associazioni di categorie e forze sociali, il gruppo si è aperto all’esterno – ha proseguito -. Il metodo di lavoro creato speriamo che possa confluire nella coalizione che speriamo andremo a costruire: fare sintesi tra diverse posizioni e costruire una proposta avanzata». Per Nevi l’economia è l’emblema del fallimento della giunta Marini. «Nel 2010 crisi era già pesante e abbiamo chiesto riforme incisive per cambiare la regione. Purtroppo finiamo la legislatura con dei parametri molto peggiori, con l’Umbria ormai nel Mezzogiorno su Pil, consumi delle famiglie, reddito e infrastrutture. Qui c’è tutto il fallimento del centrosinistra. Il governo non è stato all’altezza, ha parlato di innovazione ma molto spesso ha fatto conservazione. Sostanziale conservazione dello status quo: la gente che si avvicina alla pubblica amministrazione non percepisce alcuna novità rispetto al passato. Non diciamo che non è stato fatto nulla, ad esempio legge sulla semplificazione (che abbiamo anche votato perché ricalcava la nostra proposta di legge), ma una volta approvata quei principi non sono stati applicati».

Sanità Nevi ha attaccato su molti temi: dalle infrastrutture ai rifiuti, ma insistito molto sulla sanità. «Un settore – ha calcato la mano – in cui c’era bisogno di riforme, di togliere la politica nella gestione sanitaria. C’è stata Sanitopoli nel 2010 e noi chiediamo ora di costituirci parte civile come Regione». Il capogruppo non nega il buon livello. «Diciamo – ironizza – che qui in Umbria c’è una buona sanità nonostante chi governa la regione. Ma noi non siamo per niente tranquilli perché ci sono dati molto preoccupanti: quelli della mobilità, ad esempio, ci dicono che sempre più umbri vanno a curarsi fuori regione. Su questo baseremo la campagna elettorale. Noi vorremmo una crescita dell’alta specialità, anche grazie all’università, con cui ancora non è stata formata la convenzione».

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