Sandra Monacelli (foto F.Troccoli)

«Cinque proposte per il cambiamento» che sembrano però arrivare quando il dossier sulla nuova legge elettorale regionale sembra chiuso. A presentarle, lunedì mattina con una conferenza stampa a palazzo Cesaroni, il consigliere regionale dell’Udc Sandra Monacelli e Maurizio Ronconi che hanno proposto doppio turno, premio di maggioranza solo alle coalizioni che superano il 45 per cento, diverso metodo di assegnazione dei seggi, collegio unico regionale ed elezione non automatica del candidato presidente non eletto. «Il doppio turno – ha detto Monacelli – risulta decisamente più democratico rispetto al turno unico. Il metodo di assegnazione dei seggi attualmente utilizzato, il ‘D’Hont’ andrebbe sostituito con un altro che non penalizzi le liste minori, altrimenti ridotte a portatrici d’acqua per i partiti maggiori».

Collegio unico Quanto al collegio unico regionale, sul quale sembra esserci l’accordo della stragrande maggioranza dei partiti, «servirà ad evitare l’eccessiva frammentazione della rappresentanza», mentre il premio per le coalizioni da far scattare solo sopra il 45% servirebbe a «evitare che – ha aggiunto Monacelli -, con la riduzione a 20 dei consiglieri regionali e la riduzione della partecipazione al voto, sia una minoranza elettorale a governare. Infine andrà prevista la non automatica elezione del candidato presidente che risulta non vincitore: il seggio dovrà comunque essere conquistato ottenendo preferenze». Stando a quanto filtra dal palazzo, l’accordo tra i partiti sembra quasi fatto.

Gli altri punti Tra i punti cardine il collegio unico, l’abolizione del listino, la doppia preferenza di genere e l’elezione diretta del presidente. Con tutta probabilità, potrebbe essere inserito il meccanismo chiesto anche dalla Monacelli, ovvero un premio di maggioranza variabile da far scattare solo se la coalizione supera il 40%. «La dialettica che si è sviluppata – commenta il consigliere – risente di una anomalia, dato che i consiglieri regionali, come dei capponi che devono preparare il pranzo di Natale, non riescono a trovare il bandolo della matassa, dato che sono ossessionati dall’esigenza di ‘salvare la pelle’». In questo quadro l’Udc in vista di marzo dovrà scegliere da che parte stare.

Appello di Squarta Dal fronte del centrodestra, dove per il momento l’unica cosa certa è la candidatura del ‘civico’ Claudio Ricci appoggiato dal Ncd, arriva l’appello all’unità da parte di Marco Squarta, coordinatore provinciale di Fd’I del quale nei giorni scorsi si è parlato anche come possibile candidato: «È necessario – dice – che tutte le forze alternative all’attuale governo di centrosinistra della regione si riuniscano subito ad un tavolo di coalizione, per definire strategie e programmi. Abbiamo come centrodestra un’occasione irripetibile. Dopo le vittorie conseguite alle scorse elezioni amministrative in vari comuni, prima fra tutte quella di Perugia, possiamo, dopo più di quarant’anni, finalmente arrivare a vincere anche la Regione». Occorre però superare vecchie divisioni interne e atteggiamenti da primo della classe che non fanno altro che danneggiare la credibilità di una forza di governo alternativa alla sinistra. L’elettorato moderato che non si riconosce nell’attuale governo della Regione non ci perdonerebbe il fatto di andare divisi alle prossime elezioni».