di D.B.
Il centrosinistra umbro esulta. Tutto sommato, le dichiarazioni di giubilo arrivate lunedì pomeriggio si potevano già scrivere domenica, ad urne aperte ma con la certezza quasi scientifica che il quorum era ormai cosa fatta. Per rendersene conto sarebbe bastato girare per uno dei tanti seggi di Perugia, dove nonostante la bella domenica di sole l’andirivieni di persone sembrava raccontare più un’elezione per il rinnovo del Parlamento o del Consiglio regionale che un referendum. Tanto per dare un’idea dell’interesse che questi quattro quesiti hanno suscitato, domenica sera alle 21 l’ufficio elettorale del Comune di via Scarlatti aveva «sfornato» oltre 1.200 copie di tessere elettorali andate smarrite o rubate.
Marini: volontà inequivocabile dei cittadini «C’è un significato politico di straordinaria importanza dietro questi risultati – commenta la presidente della Regione Catiuscia Marini: la prova da parte dei cittadini di una grande partecipazione democratica e la loro inequivocabile manifestazione di volontà sul merito di tutti e quattro i quesiti referendari. Con l’Umbria che ha voluto dare il suo contributo altrettanto chiaro e determinato, grazie alla grandissima partecipazione popolare che la pone oltre la media nazionale».
Pd: bocciate le scelte del governo Di «un voto inequivocabile, che boccia le scelte del Governo sul futuro del Paese e premia la grande mobilitazione messa in campo e lo straordinario civismo che l’Italia ha saputo dimostrare» parlano invece Lamberto Bottini, Dante Andrea Rossi e Franco Parlavecchio, rispettivamente segretario regionale, provinciale e comunale di Perugia del Pd. Di fatto – sottolineano i tre in una nota – gli italiani, e gli umbri, hanno respinto, con un voto democratico e ampiamente partecipato, normative inique e dannose sul piano dei diritti, dei servizi e della sicurezza».
Esulta l’Idv Esulta anche l’Idv con i consiglieri regionali Paolo Brutti e Oliviero Dottorini. Dopo aver ringraziato gli umbri, Brutti sostiene come «abbiamo sconfitto le diffidenze iniziali, le accuse di velleitarismo, ma soprattutto ci siamo impegnati perché gli italiani e gli umbri avessero voce e potessero ricacciare indietro le ricchissime lobby nucleari. Oggi possiamo dirlo con serenità – prosegue Brutti -, siamo stati a un passo da un colpo mortale alla nostra economia, al nostro sviluppo». I risultati del referendum secondo Dottorini rappresentano invece un «segnale chiaro e inequivocabile a chi in questi anni ha pensato di sottomettere il Paese a una visione padronale della democrazia e delle istituzioni. Questa – aggiunge – non è una vittoria soltanto di Italia dei Valori e Forum per l’acqua, che per primi hanno creduto nella possibilità di riscatto del popolo italiano, raccogliendo da soli le firme sui quesiti referendari. Questo – sottolinea Dottorini – è il colpo di reni di un Paese che, al di là degli schieramenti e delle appartenenze politiche, ha compreso che la posta in gioco era troppo alta per essere lasciata nelle mani di chi ha come obiettivo unico il proprio tornaconto personale e gli interessi dei grandi gruppi economici».
Verini: pagina straordinaria di democrazia «E’ una pagina straordinaria di democrazia, partecipazione, libertà – sostiene invece il deputato Pd Walter Verini – . L’Italia ha preso in mano il suo futuro – ha proseguito il parlamentare – certificando la fine del berlusconismo, una stagione troppo lunga che troppi danni ha arrecato al Paese. Il referendum, la straordinaria partecipazione popolare – prosegue Verini – lanciano un forte segnale di speranza e accrescono le responsabilità di chi è chiamato a costruire una alternativa di governo e di cambiamento credibile. La politica e i partiti di centrosinistra – ha concluso Walter Verini – hanno una grande responsabilità: quella di raccogliere questo segnale, aprendosi alla società, ai tanti milioni di cittadini, di giovani che hanno dimostrato di voler essere protagonisti del proprio destino e di quello del Paese».
Flamini: sconfitte le politiche liberiste A gioire, ovviamente, è anche il Prc che molto ha puntato sul raggiungimento del quorum e sulla vittoria dei «Sì». Il segretario della federazione di Perugia esprime «grande soddisfazione» per i risultati: «I referendum – spiega Flamini – pongono l’obiettivo di sconfiggere il governo e le politiche liberiste, rappresentano le vere forze da cui ripartire per dare al paese un’alternativa. Un risultato che parla soprattutto di un futuro possibile, quello di cambiare. In questo senso la vittoria referendaria può essere il punto di riferimento da cui ripartire per un primo sbocco politico alternativo alle politiche neoliberiste, uno sbocco politico unitario che si dispiega anche nei nostri territori su azioni politiche concrete rispetto ai beni comuni. Questa è la nostra proposta, questo è il nostro impegno».
Guasticchi: chiaro risultato politico Secondo il presidente della Provincia di Perugia Marco Vinicio Guasticchi «dall’esito delle votazione referendarie si può leggere una straordinaria partecipazione dei cittadini che hanno voluto esprimersi su tematiche di grande importanza quali il nucleare o la gestione dell’acqua che è un bene comune, partecipazione a cui l’Umbria ha dato il suo evidente contributo». Per Guasticchi «da questo esito emerge anche un significato chiaro anche da punto di vista politico».
Boccali: segnali che dobbiamo recepire «I perugini sono andati a votare ai referendum con una affluenza (oltre il 60%) superiore alla media nazionale, il che conferma ancora una volta come la partecipazione alla vita politica del paese e la volontà di incidere in scelte che riguardano tutti rappresentino tratti forti dell’identità democratica della città». Così si è espresso il sindaco del capoluogo Wladimiro Boccali, che ha aggiunto: «Il raggiungimento del quorum a livello nazionale è innanzi tutto un successo a prescindere dai risultati che escono dalle urne perché assumersi le proprie responsabilità ed esprimere chiaramente con un voto, sia esso favorevole o contrario – anche se accolgo con grande soddisfazione la vittoria dei quattro “sì” – la propria valutazione su una legge, e dire se si vuole o meno abrogarla, sono chiari segnali del sentirsi parte della comunità. Sono segnali che tutti dobbiamo recepire, soprattutto chi ha responsabilità di governo ad ogni livello, da quello locale a quello nazionale».
Ronconi: crisi di una leadership «Il raggiungimento del quorum ai referendum conferma la notevole partecipazione al voto degli elettori moderati e del centro destra che per la prima volta disattendono le indicazioni di Berlusconi». A sostenerlo il capogruppo Udc in Provincia di Perugia, Maurizio Ronconi. «I referendum così non misurano la consistenza degli schieramenti – aggiunge – ma invece una diffusa ed indubitabile sfiducia, soprattutto da parte degli elettori di centro destra, nei confronti del loro leader. Altro dato politico significativo ed originale la distinzione del popolo leghista dalle indicazione di Bossi. Nel centro destra è prima una crisi di leadership che di consensi».
Cirignoni (Lega): bene sul nucleare Per il capogruppo della Lega Nord in Regione, Gianluca Cirignoni «i cittadini si sono espressi chiaramente e con forza in materia di sfruttamento dell’energia nucleare e di gestione degli acquedotti respingendo il ricorso al nucleare e la gestione privata dell’acqua. Ora spetta a questo e ai futuri governi interpretare al meglio la volontà del popolo, perseguendo politiche energetiche alternative al nucleare, facendo in modo che la gestione pubblica degli acquedotti non coincida con disservizi e dispersioni elevate». «Saluto con soddisfazione – aggiunge – il raggiungimento del quorum e l’esito della consultazione referendaria che hanno segnato la sconfitta delle lobbies nucleariste e affariste trasversali agli schieramenti politici». Nel merito del referendum sul legittimo impedimento, Cirignoni afferma, «pur essendo chiaro, non sposta di una virgola la necessità della riforma urgente e condivisa di una giustizia lenta e a volte politicizzata».

