di M.R.

«Entro il primo trimestre dell’anno prossimo dobbiamo dare delle certezze non solo ai lavoratori, ma al sistema produttivo italiano». Questo il monito che arriva dal deputato di Azione, Fabrizio Benzoni, all’indirizzo del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso. 

Arvedi-Ast Nel periodo rientrano pure le risposte che attende il cavaliere Arvedi per Acciai speciali Terni; da ormai poco meno di due anni, l’industriale ha chiesto alle istituzioni la sottoscrizione di un Accordo di programma per mettere a terra un investimento da un miliardo di euro che intende, tra le altre cose, incrementare le lavorazioni siderurgiche a freddo e introdurre la laminazione dell’acciaio magnetico colato negli stabilimenti di Cremona, nonché il revamping degli impianti esistenti e l’introduzione di quelli più moderni alimentati a idrogeno. 

Acciai Terni La firma, l’ultima volta, è stata promessa per il mese di gennaio 2024 ma come emerso in sede di consiglio comunale pochi giorni fa, tra le questioni aperte di maggiore importanza c’è quella della bonifica della ex discarica di rifiuti solidi urbani, in località Valle, che tiene azienda e Comune di Terni su posizioni distanti, quantomeno per assenza di un piano da vagliare in tutte le sue parti. Secondo quanto riferito dall’assessore all’Ambiente Mascia Aniello, Palazzo Spada non avrebbe infatti ricevuto alcun progetto da viale Brin e i soldi che il management avrebbe proposto per finanziarlo sarebbero comunque ben lontani da quelli prospettati in uno studio commissionato dalla stessa Ast.

Metalmeccanici I nodi verranno forse al pettine con maggiore definizione quando i sindacati metalmeccanici torneranno al tavolo di confronto con i vertici aziendali per approfondire il piano industriale. Terni, tuttavia, non è l’unico polo sidergico al centro dell’attenzione, anzi lo è in misura minore rispetto ad esempio a Taranto e Piombino che vivono decisamente altri contesti. Proprio in riferimento al sito toscano, il deputato Berzoni ha interrogato il ministro Urso. Appreso in Aula della proroga di Cassa integrazione a favore dei lavoratori coinvolti in quella realtà, l’esponente di Azione ha comunque puntato il dito contro il Governo per l’intero settore.

Piano acciaio «Con riferimento a quello che lei chiama piano strategico dell’acciaio – ha detto nella replica – iniziamo a vedere una mancanza di piano strategico dell’acciaio. L’acciaio è uno dei settori fondamentali del nostro Paese, non possiamo permetterci di avere le idee confuse. Le notizie di stampa che arrivano anche in queste ore rispetto all’incontro su Ilva (Taranto) ci dicono che non è così chiaro quale sia il futuro che il Governo vuole mettere in atto. Manca la visione di cosa l’Italia vuole fare all’interno del mercato europeo rispetto all’acciaio, in ordine al quale è stata per tanti anni il player fondamentale. A nostro avviso, dovrebbe tornare a diventarlo, perché l’acciaio è fondamentale in tutto il mercato del Paese, perché l’acciaio permette alle aziende di essere competitive, perché l’Italia non può rinunciare a questo».

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